Nella foga di attaccare Giorgia Meloni, Elly Schlein finisce per parlar male dell'Italia all'estero riproponendo uno schema tipico della sinistra. Ospite del premier spagnolo Pedro Sanchez a Barcellona nei giorni in cui la sinistra mondiale si riunisce in Spagna per due eventi, la Riunione in difesa della Democrazia e il forum globale della Global Progressive Mobilisation, la leader del Pd non ha perso l'occasione di un attacco frontale alla Meloni condito da fake news: "In Italia con Giorgia Meloni sono state ridotte le pensioni per le donne, il lavoro di cura non salariato ricade sulle spalle delle donne, e fa sì che sia più difficile che le donne arrivino ai posti di potere e di leadership. Fa lo stesso se abbiamo una donna leader se non migliora la vita delle altre donne, non ho bisogno di donne che ricoprano questa carica" se non si migliora la vita delle altre donne.
Poi ha rincarato la dose allargando l'accusa a tutte le destre internazionali: "Dobbiamo rispondere con un mondo diverso da quello di Trump, Netanyahu, Meloni e Orban perché questo non ha migliorato la vita dei nostri cittadini. Dobbiamo battere le destre e cambiare il mondo".
Elly Schlein ha invitato gli altri leader di sinistra a "condividere un'agenda comune per costruire un altro mondo è possibile, un mondo non basato sulla legge del più forte, del più ricco o sull'arroganza perché la gente domanda pace e protezione".
Come se non bastasse la leader del Pd ha accusato il governo di "fare la guerra alle rinnovabili" invitando a seguire il modello spagnolo in materia di energia "di sviluppo delle rinnovabili che ha portato risultati incredibili molto in fretta ed è riuscita molto velocemente a ridurre in modo drastico il prezzo delle bollette".
Non si è fatta attendere la risposta del copresidente dell'Ecr Nicola Procaccini che ha ricordato come la Schlein dimentichi "sistematicamente il ruolo delle centrali nucleari nel mix energetico spagnolo e, allo stesso tempo, evita di affrontare un dato rilevante: il governo di Pedro Sanchez sta aumentando in modo significativo gli acquisti di gas russo".
La Schlein, galvanizzata dall'aria spagnola, spazia da un argomento all'altro e parla anche della guerra in Iran: "no all'invio di militari italiani senza la pace" per poi aggiungere che "la cornice è poco chiara, serve un mandato multilaterale".
Dopo aver ringraziato il premier spagnolo Sanchez per aver "dimostrato che l'agenda progressista funziona", la leader del Pd ha lanciato un appello all'unità delle sinistre internazionali (pensando a casa propria): "È molto importante che siamo qui noi forze progressiste di tutto il mondo, che condividiamo una visione comune per migliorare la vite delle persone, per lottare la stessa lotta anche se in diversi Paesi e in diverse lingue. Questa lotta è meglio farla uniti che separati".
A Barcellona, insieme al presidente del Brasile Luiz Inazio Lula da Silva, al presidente del Messico Claudia Sheinnbaum e della Colombia Gustato Petro, sono andate in scena le consuete ricette della sinistra basate più sul contrasto alla destra che su una visione propositiva.
Non a caso uno degli slogan del congresso internazionale delle sinistre è la "Spinta unitaria contro le destre globali" a cui non poteva mancare il contributo anche dei vertici dell'Ue come il commissario Teresa Ribera e Antonio Costa.