"Alex aveva un'energia vitale e contagiosa". Simona Ercolani è una delle autrici e produttrici più conosciute e autorevoli della televisione italiana. Prima ancora di entrare nell'orbita Freemantle con la sua società Stand By Me, ha firmato molti programmi decisivi, è stata autore del Festival di Sanremo, ha prodotto anche tante serie (ad esempio Il nostro generale di Lucio Pellegrini con Sergio Castellitto su Rai1) e per un format ha ricevuto anche il Premio Flaiano. Il format è quello di Sfide, che dal 2012 al 2016 è stato condotto in studio proprio dal campione automobilistico scomparso l'altro giorno.
Come le è venuta l'idea di portarlo a Sfide?
"Era venuto come ospite al programma E se domani come esempio di quanto la scienza possa migliorare la vita. L'ho conosciuto e mi è venuta l'idea di affidargli Sfide, che poi lui ha portato fino alla fine con ottimi risultati".
Com'era Alex Zanardi?
"Molto simpatico e anche impertinente, mi piaceva moltissimo, riusciva a rendere positivo l'ambiente intorno a lui. E poi era di una bellezza... Aveva una faccia, uno sguardo che rimanevano impressi. Sa qual è la cosa che mi ha subito colpito?".
Cosa?
"Che era velocissimo di mente, molto curioso, dotato di quella curiosità benefica nei confronti del prossimo. Era un compagnone, si stava bene con lui".
Una persona così gravemente menomata avrebbe potuto portare rancore nei confronti del prossimo e della vita.
"No, no, Zanardi era molto grato alla scienza e alla vita. Sapeva di essere stato fortunato e raccontava spesso di come i medici fossero stupiti che lui fosse sopravvissuto dopo quello spaventoso incidente. Mi ripeteva sempre che si era salvato in ospedale perché sapeva di avere un figlio che lo aspettava. E di quel figlio era matto di affetto e gioia".
Lavorando con lui magari le è capito di litigare.
"No, magari avevamo dei contrasti sulle piccole questioni di lavoro, ma nel complesso siamo andati molto d'accordo. Scherzavamo tanto".
Ad esempio?
"Lui si affaticava durante le lunghe ore nello studio televisivo. Si affaticava per le protesi. Così gli avevo fatto costruire una struttura di plexiglass che lui aveva ribattezzato Il poggia Zanardi. Lui ci si poteva appoggiare per alleggerire il peso del corpo e lo faceva in splendida autonomia".
Nel complesso com'era lo Zanardi televisivo?
"Diciamo che ha dato luce a quel programma. Gli ha portato il valore aggiunto dell'umanità e dell'esperienza. Dopo la fine di Sfide l'ho pensato spesso e ogni tanto ci siamo anche sentiti".
Come ha reagito alla notizia della scomparsa?
"Ho pensato che, visto il suo carattere, se c'è il Paradiso sarà capace di prendere in giro anche San Pietro".