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Farnesina in pressing su Chiesa e Caritas. Sinistra pro Mad in tilt

Tajani intensifica le trattative avviate da mesi. Il ruolo determinante del Vaticano

Farnesina in pressing su Chiesa e Caritas. Sinistra pro Mad in tilt
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Il pressing della Farnesina. Sono ore concitate fra Roma e Caracas: Alberto Trentini, rinchiuso nel carcere di El Rodeo da 419 giorni, è a un passo dalla liberazione. Si accavallano le notizie, arriva quella della liberazione di cinque spagnoli, tutti pensano che il regime in difficoltà voglia dare un segnale forte di buona volontà. E il termometro del cambiamento, a livello internazionale, anserebbe anche per la scarcerazione degli stranieri e, fra di loro, del cooperante veneziano arrestata senza alcun motivo il 15 novembre 2024 mentre era in missione con la sua ong Humanity & Inclusion a favore dei disabili.

In questi giorni frenetici il ministro degli Esteri Antonio Tajani ci ha messo la faccia e ha fatto più di una telefonata per riportare a casa quello che di fatto era un ostaggio nelle mani di Maduro. Poi è successo quel che è successo, Maduro è stato catturato dagli americani, la dittatura chavista ha capito di dover cercare una mediazione con gli Usa e l'Occidente perché gli Stati Uniti minacciano una seconda, durissima spallata.

Dunque, la Farnesina ha intensificato le trattative, avviate da molti mesi, in un intreccio di relazioni che passano attraverso il Vaticano, la Chiesa venezuelana, la Caritas, le personalità più dialoganti della repubblica sudamericana.

Difficile districarsi in un groviglio di relazioni e di contatti, in un momento ancora più complesso perché i precedenti equilibri sono saltati e la situazione è a dir poco fluida e in evoluzione. Anzi, si era sparsa la voce che a Caracas avessero deciso di stringere la morsa sui prigionieri stranieri, compresi Trentini e altri 27 italiani, considerati merce di scambio da vendere a peso d'oro. Dunque, la terza ondata di scarcerazioni, dopo le due precedenti, si era arenata. Ma poi ecco l'ennesimo colpo di scena che spiazza la sinistra pro Maduro: gli spagnoli hanno il via libera per lasciare le loro celle.

Anche in Italia dopo il blitz delle Forze speciali americane, le opposizioni avevano manifestato contro la premier Giorgia Meloni che aveva definito legittimo l'intervento di Trump, pur criticando l'uso della forza. "Esprimiamo grande preoccupazione per quel che sta accadendo in violazione della carta Onu - aveva affermato il 3 gennaio Elly Schlein - per il futuro del popolo venezuelano che ha diritto a una transizione pacifica verso la democrazia, per i nostri numerosi connazionali e per i prigionieri fra cui Alberto Trentini di cui abbiamo chiesto in questi mesi la liberazione".

L'accelerazione impressa dalla Farnesina alla soluzione del caso, ormai all'ultimo miglio, sembra aver preso in contropiede la sinistra e i 5 Stelle che hanno subìto la fascinazione di Maduro, e di Chavez prima di lui, e avevano spedito a suo tempo una rappresentanza di alto livello a Caracas, ostentando stima se non ammirazione per il regime che ha ridotto un Paese ricchissimo in miseria e tolto la libertà.

Il Vaticano tesse la sua tela, ancora di più dopo la venuta a Roma il 19 ottobre di una delegazione ufficiale mista guidata dal sindaco di Caracas Carmen Melendez e dall'arcivescovo della capitale Raul Biord Castillo per la cerimonia di canonizzazione dei primi due santi venezuelani.

"Stiamo tentando il possibile e l'impossibile", ripete Antonio Tajani che ha chiesto aiuto anche al segretario di Stato americano Marco Rubio, mentre la premier vive momenti di apprensione alla vigilia della conferenza stampa di inizio anno.

Si aspetta solo l'annuncio e si incrociano le dita. La famiglia prega e aspetta di poter riabbracciare l'uomo che avuto la sola colpa di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato.

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