Le femministe contestano Pillon: spintoni e insulti alla conferenza

Blitz di "Non una di meno": cori e attimi di tensione

Momenti di tensione a Roma durante una convegno con il senatore della Lega Simone Pillon, primo firmatario di un disegno di legge sull'affido condiviso molto contestato da movimenti e associazioni. Un gruppo di femministe del collettivo "Non una di meno" è entrata in sala intonando cori e interrompendo la conferenza. Poi qualche momento di tensione, con spintoni e insulti.

La riunione si svolgeva nell'aula consiliare del I Municipio capitolino e riguardava i temi della famiglia e della natalità. All'improvviso le donne hanno fatto irruzione con cartelli e striscioni. Quando un partecipante si è alzato per rispondere alle femministe, si è quasi arrivati alle mani.

Secondo le dimostranti il ddl Pillon (qui la SCHEDA) è "un attacco alle conquiste delle donne". Di tutt'altro parere gli esponenti della Lega. Il senatore William De Vecchis e il consigliere Marco Veloccia hanno commentato le tensioni parlando di "slogan vecchi e odiosi che nulla hanno a che vedere coi problemi della famiglia e della natalità".

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Commenti

stefano751

Ven, 01/02/2019 - 13:01

La ministra Buongiorno sta facendo dei decreti leggi a favore delle donne che il governo comunista (di cui le femministe fanno parte) non si sarebbe mai sognato di fare. Davvero con la ministra Buongiorno che ha velocizzato le procedure di arresto immediato per coloro che usano violenze alle donne si arriverà ad una svolta. Mentre le femministe fanno solo politica, tutto fumo e niente arrosto.

claudioarmc

Ven, 01/02/2019 - 14:16

Mi ha ricordato gli attacchi squadristi

Ritratto di navajo

navajo

Ven, 01/02/2019 - 14:50

Queste farneticano. Che dopo la separazione i figli trascorrano la stessa quantità di tempo con entrambi i genitori, a turno, è sbagliato? Da quando in qua i figli sono solo delle madri e non anche dei padri? Se questa gazzarra l'avessero inscenata degli uomini, per escludere le ex mogli, molto probabilmente sarebbero stati etichettati come "fassisti".