La figlia di Aldo Moro firma la petizione della Meloni: "Il governo faccia il suo lavoro"

La figlia di Aldo Moro, Maria Fida, ha aderito alla petizione di Giorgia Meloni per promuovere il voto di sfiducia a Giuseppe Conte e punta duramente il dito contro questo governo

La raccolta firme di Giorgia Meloni per la sfiducia a Giuseppe Conte si arricchisce man mano di firme sempre più illustri. Tra le ultime che si sono unite alle migliaia che già già compongono il lungo elenco di chi vorrebbe mandare a casa il presidente del Consiglio ci sono anche quelle di Maria Fida e di Luca Moro, figlia maggiore e nipote di Aldo Moro. La donna lo ha annunciato mediante una lettera pubblica, nella quale elenca anche le ragioni della sua decisione.

"Mio figlio, Luca Moro, ed io abbiamo deciso di aderire alla raccolta firme lanciata dall'onorevole Giorgia Meloni per 'rispedire al mittente l'attuale Governo'. Le ragioni sono semplicissime", scrive Maria Fida Moro nella sua missiva, dichiarando di aver sottoscritto la petizione di Fratelli d'Italia per la mozione di sfiducia nei confronti del premier Giuseppe Conte e del suo governo. "Un'intera generazione di studenti ha già perso oltre sette mesi di scuola e, se va tutto bene, perderà un altro anno. L'economia del nostro Paese è stata azzerata, bonus o non bonus. La gente è terrorizzata a causa della mancanza di informazioni chiare e precise. Siamo tutti agli arresti domiciliari, ma non sappiamo fino a quando. È stato eroso il potere sovrano del Parlamento e cancellati, come se fosse normale, i diritti inviolabili dell'uomo. Primo fra tutti la libertà, che è il bene più prezioso di tutti", scrive ancora Maria Fida Moro.

Sono parole durissime quelle dell'erede di uno dei fondatori di Democrazia Cristiana, ex presidente del Consiglio, assassinato dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978. Proprio in nome del lavoro e delle battaglie di suo padre, Maria Fida non ritiene questo governo degno di rappresentare gli italiani: "Mio padre, Aldo Moro, è stato ucciso e come lui tanti altri servitori dello Stato in nome della libertà. Ci sono state innumerevoli terribili guerre per riavere e difendere la libertà. La normalità non è una gentile concessione del Governo, è il nostro destino di uomini liberi, creati a immagine e somiglianza di Dio che ci ha fatto dono del libero arbitrio. Non siamo pedine inanimate su una scacchiera. Siamo persone!".

Maria Fida Moro non usa mezzi termini e punta il dito controla gestione di questo governo, esortandolo a riprendere il suo ruolo: "Il Governo faccia al meglio il proprio lavoro, cosa che fin ora non ha saputo fare, invece di tiranneggiare sugli italiani". E infine si rivolge proprio agli italiani, invitandoli a fare la loro parte per restituire dignità al Paese e a chi si è battuto per l'Italia in passato: "Dove sono gli uomini di legge e coloro che hanno studiato diritto? Dove sono gli uomini di buona volontà? Dov'è la gente di buon senso? Dove sono gli uomini liberi? Venite a firmare o i morti di tutte le guerre saranno morti invano".

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Commenti

Valvo Vittorio

Mer, 06/01/2021 - 17:28

Condivido interamente quanto detto dalla signora Moro: il comunismo ed il fascismo sono state le più gravi sciagure della democrazia che per mia convinzione affossano qualsiasi popolo. Purtroppo ed a distanza di decenni, esistono ancora strascichi stomachevoli indegni di un popolo libero ed uguale. Per onestà intellettuale bisogna anche dire che la Chiesa fece molto poco, addirittura aggravò la situazione col "Compromesso storico dell'indissolubilità del matrimonio!".

cir

Gio, 07/01/2021 - 12:26

Valvo Vittorio Mer, 06/01/2021 - 17:28 : la democrazia e' il peggiore dei sistemi di governo.Con la democrazia nessuno e' responsabile , poiche' e' il popolo che sceglie fra i papabili imposti. Chiunque sbagli di proposito viene punito con l' essere mandato a casa con le tasche piene di soldi.Provi lei ad applicare virtualmente ad un motore , o ad un amplificatore una democrazia a tutti i componenti e se ne immagini il risultato . So che il paragone e' strano... ma non molto distante dalla realta'.