L'arresto di 175 membri della Flotilla (tra cui 24 italiani) diretta a Gaza da parte di Israele nelle acque internazionali al largo di Creta si trasforma in un nuovo caso internazionale. Nella notte tra mercoledì e giovedì la marina israeliana ha intercettato 21 delle 58 imbarcazioni suscitando la reazione degli attivisti che hanno parlato di un "atto di pirateria" e invitando "i governi ad agire per proteggere la Flotilla".
La risposta dei governi europei, a cominciare da quello italiano, non si è fatta attendere e, già nella mattina di ieri, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto una riunione a Palazzo Chigi in cui il governo ha condannato "il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e chiede al governo d'Israele l'immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull'incolumità fisica delle persone a bordo".
Nel pomeriggio è poi arrivata una nota congiunta del governo italiano e tedesco in cui si legge che: "Italia e Germania seguono con forte preoccupazione gli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla. Chiediamo il pieno rispetto del diritto internazionale applicabile e di astenersi da azioni irresponsabili".
Il governo spagnolo ha invece "condannato con fermezza" l'azione delle forze israeliane convocando l'incaricata d'affari dell'ambasciata israeliana a Madrid mentre il governo della Grecia ha dichiarato di non essere stato consultato da Israele per l'operazione e l'Ue ha invitato a "rispettare la libertà di navigazione". Dopo gli interventi della diplomazia gli attivisti della Flotilla sono stati trasportati su un'isola della Grecia dalla marina israeliana, "uno sviluppo positivo" che per Giorgia Meloni "è frutto di un'interlocuzione con Israele".
La premier ha poi aggiunto: "sulla Flotilla non ho cambiato idea, continua a sfuggirmi l'utilità di iniziative che non portano benefici alla popolazione di casa, ma che continuano a dare problemi da risolvere".
Prima dello sbarco in Grecia il ministero degli Esteri israeliano in un una nota ha sostenuto che "la forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l'obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump".
Il governo di Tel Aviv ha poi aggiunto: "Israele si impegna a garantire la libertà di navigazione. Dato l'elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un'escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale". Dopo le note dei governi europei è arrivata una rassicurazione sulla garanzia della "sicurezza delle persone a bordo nel rispetto del diritto internazionale".
Le autorità di Tel Aviv hanno però portato evidenze secondo cui, sulla base di documenti dell'intelligence, la Flotilla è legata a figure considerate vicine ad Hamas come Saif Abu Keshk, membro del comitato direttivo della Flotilla e portavoce dell'iniziativa Global March to Gaza.
Intanto, in questa complessa situazione internazionale, chi è riuscita a dare una brutta immagine di sé è la sinistra italiana che prima ha attaccato Giorgia Meloni per non aver condannato il comportamento di Israele e poi, dopo le parole della premier, ha sostenuto che "la condanna non basta" con Pd, M5s e Avs che hanno presentato una mozione in Senato
per "fermare Netanyahu e i suoi ministri". Tutto ciò mentre ieri al grido di "blocchiamo tutto" si è svolta una mobilitazione in tutta Italia con sit in e corteo di pro Pal, collettivi e islamisti a sostegno della Flotilla.