Foibe, Meloni: ''Convegno Anpi revisionista, vogliono minimizzare crimini contro italiani''

Polemiche sul convegno organizzato oggi al Senato della Repubblica dall'Anpi dal "Il fascismo di confine e il dramma delle foibe". Duro attacco anche dalle associazioni degli esuli

Foibe, Meloni: ''Convegno Anpi revisionista, vogliono minimizzare crimini contro italiani''

Non si spengono le polemiche in merito al convegno organizzato oggi al Senato della Repubblica dall'Anpi dal "Il fascismo di confine e il dramma delle foibe" per celebrare il Giorno del Ricordo.

Il punto di scontro è che molti, dai partiti del centro-destra fino all’Associazione Nazionale Dalmata e al Comitato 10 Febbraio, sostengono che in realtà l’appuntamento sia un modo per minimizzare o giustificare le orribili violenze contro gli italiani compiute dai partigiani comunisti di Tito.

Di questo ne è certa la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che all’Adnkronos ha lanciato un duro attacco agli organizzatori dell’evento: "Il convegno organizzato al Senato della Repubblica dall'Anpi "Il fascismo di confine e il dramma delle foibe" rappresenta senza dubbio l'ennesima occasione, dal chiaro intento revisionista, di voler minimizzare o provare a giustificare la violenza contro gli italiani. E' un vero e proprio oltraggio agli esuli istriani e dalmati infoibati vittime dell'odio comunista e, ancor più grave, che il tutto avvenga all'interno di un'Istituzione","Non è accettabile - ha continuato la Meloni - che ancora ci sia bisogno di rimarcare che le foibe non sono state un dramma ma un crimine i cui colpevoli troppo spesso non hanno pagato. Anpi senza vergogna”.

Le foibe sono profonde cavità carsiche che caratterizzano il territorio giuliano. Al loro interno, anche a guerra finita, gli spietati partigiani jugoslavi e gli uomini della Ozna gettarono, anche vivi, civili italiani di Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, carabinieri, partigiani “bianchi” (cioè non comunisti) e in generale di tutti coloro che si opponevano al Maresciallo Tito.

Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, il Parlamento italiano ha ufficialmente riconosciuto il 10 febbraio come "Giorno del Ricordo". L’obiettivo è quello di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe e dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati. Eppure oggi c’è ancora chi nega o minimizza gli eccidi compiuti dagli uomini della “stella rossa”.

C’è il sospetto che il convegno organizzato oggi al Senato sia indirizzato per portare avanti tesi negazioniste. "Esprimiamo preoccupazione, senza pregiudizio, per l'iniziativa organizzata dall'Anpi domani (oggi, ndr) in Senato in ricordo delle Foibe. Dalla locandina, dai relatori che saranno presenti sembra che l'Anpi si sia fatta promotrice di iniziative che sembrano avere un sapore riduzionista e giustificazionista e se ciò, domani, fosse confermato sarebbe l'ennesima presa in giro proprio alla vigilia della cerimonia ufficiale del Giorno del Ricordo". Lo ha detto all'Adnkronos Carla Cace, rappresentante dell'Associazione Nazionale Dalmata e Comitato 10 Febbraio in merito all'iniziativa organizzata dall'Anpi domani in Senato.

Secondo la stessa Cace dalla locandina ''si evince una certa contraddizione dato che si dice da una parte che l'incontro è aperto al pubblico ma allo stesso tempo è scritto che potrà entrare solo chi ha l'invito. Una situazione che preoccupa e che monitoreremo''. Ma vi è anche un altro elemento sospetto che fa ipotizzare che il convegno sia “di parte”: “Rappresentati di varie associazioni- ha aggiunto la Cace- hanno cercato di partecipare all'iniziativa rispondendo alla mail presente nella locandina, ma non hanno ricevuto alcuna risposta. In questo modo non c'è contraddittorio, i partecipanti sono tutti docenti, professori di una chiara matrice politica, non ci sono rappresentanti di associazioni diverse, per così dire opposte".

La rappresentante dell'associazione Nazionale Dalmata e Comitato 10 Febbraio ha anche sottolineato che ''l’accostamento di fascismo come causa delle Foibe è quanto di più storicamente sbagliato e quanto di più strumentale ed è una suggestione capziosa che certe realtà utilizzano facendo finta di ignorare che la componente italiana in Venezia Giulia e Dalmazia era una componente secolare e non certo collegata al ventennio e finche si cercherà di analizzare in questi termini la storia del confine Orientale, si cadrà nel giustificazionismo e non ci sarà una vera pacificazione nazionale".

Maria Antonietta Marocchi, figlia di esuli istriani, all’Adnkronos ha lanciato un duro attacco per la decisione di affidare all'Anpi la rievocazione ufficiale delle Foibe: "E' gravissimo che l'Anpi organizzi al Senato il seminario sulle Foibe. Cercano di contraddire i fatti, non bastava il silenzio da 50 anni, continuano a nascondere la verità, rimandando l'aggiornamento dei libri di storia". “Trecentocinquantamila persone hanno lasciato la loro terra- ha continuato la Marocchi- perché hanno scelto di restare italiani. Lo hanno fatto per amore della patria, hanno subito terribili sofferenze, ed è ora che questi negazionisti la finiscano, usano le Foibe come se fosse una vendetta per quello che ha fatto il fascismo".

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