Forza Italia calamita per il M5s: "Altri in fuga come Dall'Osso"

Carfagna rivela: "Non facciamo scouting ma per molti pentastellati quel movimento è diventato una gabbia"

Forza Italia calamita per il M5s: "Altri in fuga come Dall'Osso"

«Per molti ragazzi appassionati M5s è diventato una gabbia, una prigione e come conseguenza guardano alle nostre battaglie per la libertà e contro le discriminazioni con interesse». L'impegno di Mara Carfagna, Forza Italia, in difesa dei diritti dei più deboli è stato uno dei motivi che hanno spinto Matteo Dall'Osso a lasciare il Movimento e abbracciare Forza Italia, nella convinzione che nella casa azzurra troverà più ascolto sul fronte della tutela dei disabili. E la Carfagna conferma che il malessere tra i Cinquestelle sta montando.

«Sia chiaro che noi non facciamo scouting - dice il vicepresidente di Montecitorio - ma siamo uno spazio politico aperto per chi può condividere le nostre battaglie. Non ci facciamo carico di scontenti in cerca di un approdo sicuro per il futuro ma le nostre porte sono aperte a chi coltiva i nostri stessi valori per avviare progetti condivisi».

Il caso Dall'Osso è emblematico in questo senso. La Carfagna racconta di essere stata molto colpita dal suo intervento in Commissione per sostenere gli emendamenti che puntavano a potenziare il fondo per l'accessibilità e quello per il diritto al lavoro dei disabili. «Il suo appello accorato mi ha colpito. Quando l'ho incontrato mi ha spiegato di aver apprezzato il mio lavoro alle Pari Opportunità e poi l'incontro con il presidente Silvio Berlusconi è stato determinante - racconta ancora la Carfagna -. In Forza Italia possono trovare una casa i tanti ragazzi in gamba appassionati e sinceri che sono a disagio nei Cinquestelle dove non ci sono soltanto la Castelli e Di Maio». Tutte le battaglie per l'uguaglianza e contro la discriminazione sono state lasciate indietro dai pentastellati, osserva la Carfagna, «non siamo qui a caccia di persone in certa di un posto comodo ma siamo aperti a chi non ha paura di mettersi in gioco perché in Fi può trovare spazio per le sue battaglie».

Quello dei Cinquestelle è un mondo ampio e complesso dove ci sono tanti «sicuramente più vicini alla sinistra» ma pure, ribadisce l'ex ministro alle Pari Opportunità, «tanti che si sentono vicini a un mondo moderato e liberale ed è interessante che guardino a noi».

Nel mirino delle critiche dell'opposizione ma anche di chi pur essendo dentro il Movimento non ci si riconosce più, le scelte del governo gialloverde. «Io mi chiedo come si sentano le donne e gli uomini di M5s che sono entrati in politica con la promessa di non lasciare indietro i più deboli di fronte alla bocciatura del mio emendamento a favore degli orfani di femminicidio - dice la Carfagna - Un fondo di 10 milioni di euro per sostenere gli affidatari degli orfani, ovvero bambini e adolescenti traumatizzati che hanno visto il padre uccidere la madre e poi suicidarsi oppure finire in carcere. Occorre denaro per seguirli e assisterli in un percorso di recupero. Ma Lega e Cinquestelle hanno votato no. Mi domando quanti fra i deputati M5s si siano sentiti a proprio agio nel votare no».

In manovra ad esempio non c'è niente neppure per incentivare l' occupazione femminile eppure se soltanto una donna su due lavora la questione non può essere ignorata. «Più donne che lavorano significa crescita del Pil ma anche più equità», insiste il vicepresidente della Camera.

E la Carfagna non può fare a meno di chiedersi come sia possibile «trovare 70 milioni di euro per detassare le sigarette elettroniche, 14 milioni per il taglio delle accise sulla birra e non 10 milioni per sostenere la disabilità o gli orfani di femminicidio».

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