Forza Italia e Lega in pressing sulla proroga per i balneari

FdI non segnala l'emendamento che prolunga le concessioni oltre il 31 dicembre. Rampelli: "Deciderà il governo". Ma gli alleati vanno avanti. Da domani l'esame in Commissione

Forza Italia e Lega in pressing sulla proroga per i balneari

Un emendamento sulle concessioni balneari, non segnalato da Fratelli d'Italia, crea un piccolo giallo all'interno del centrodestra. Le associazioni di categoria si dicono sorprese da quello che definiscono un «dietrofront» del partito di Giorgia Meloni. Da via della Scrofa confermano che la linea sulle concessioni non cambia, nonostante la decisione di non segnalare - ovvero di non considerare il testo come prioritario per il voto e la discussione - l'emendamento al decreto «Milleproroghe» firmato dalla senatrice Lavinia Mennuni. Una proposta che prevedeva l'eliminazione del termine del 31 dicembre per le concessioni in essere, fino al varo di una riforma organica del settore. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato inizieranno e esaminare i circa 200 emendamenti «segnalati» dai gruppi da domani.

«Cosa è successo con l'emendamento FdI sui balneari? Non è successo niente, la nostra posizione rimane la stessa da sempre, nella dinamica parlamentare gli emendamenti sono in attesa di una già preannunciata iniziativa di governo», si giustifica il vicepresidente della Camera e colonnello dei meloniani Fabio Rampelli. E dunque sarà l'esecutivo a occuparsi della faccenda, spiegano da Fratelli d'Italia. «Il governo sulla questione della Bolkestein ha deciso di metterci la faccia e quindi siamo tutti in attesa di provvedere in maniera strutturale all'annosa vicenda che penalizza i nostri balneari. In che forme? Se le avessimo sapute le avremmo già annunciate, siamo in attesa che il governo tiri giù le proprie carte», dice Rampelli arrivando a un'iniziativa elettorale di Fdi per le Regionali del Lazio. Però all'interno dello stesso partito del presidente del Consiglio, sottotraccia, c'è chi teme che l'emendamento lasciato «cadere» possa regalare spazio agli alleati della Lega e di Forza Italia. Il tema delle concessioni balneari è ciclico e spinoso, perché il governo di Mario Draghi ha introdotto l'attuale scadenza, un termine confermato dal Consiglio di Stato. Con l'Ue che insiste da anni per un sistema basato su concessioni assegnate con gare e con paletti temporali.

Ma già durante la campagna elettorale il centrodestra ha ribadito di essere determinato sulla proroga dello status quo e quindi sul rinvio delle gare. Il problema è che, come ammesso dallo stesso Rampelli, Palazzo Chigi ancora non sa come muoversi per riformare la direttiva Bolkestein. E infatti i balneari pressano. «Il dietrofront di FdI sull'emendamento che prorogava le concessioni balneari ci lascia un po' sorpresi, ma forse fa parte di una strategia diversa da parte del governo di affrontare direttamente questa situazione. Questa è l'unica spiegazione che so darmi», affonda già sabato sera Fabrizio Licordari, presidente di Assobalneari. «Speriamo che abbiano un migliore percorso gli altri emendamenti, come quello presentato dal senatore Maurizio Gasparri», dichiara Licordari. «Nessuno vuole difendere i privilegi. Le imprese balneari devono pagare giuste cifre per le concessioni», dice Gasparri. E ancora il parlamentare di Forza Italia, che ha segnalato il suo emendamento: «Non si difendono dei privilegiati, si difende un pezzo di economia reale italiana».

Mentre Fdi dice di puntare sull'azione dell'esecutivo, la Lega segnala i suoi emendamenti, come conferma Gianmarco Centinaio, cofirmatario di due proposte di modifica. Da Fi anche la senatrice Licia Ronzulli ha presentato emendamenti in cui si chiede la proroga del termine. E ci sono altri testi a doppia firma Fi-Lega. In attesa della mossa del governo.

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