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"È una giornata come le altre". Stasi non fa trasparire emozioni. Mira alla revisione della condanna

In permesso per andare al lavoro, concesso per via della semilibertà, non si vuole sbilanciare

"È una giornata come le altre". Stasi non fa trasparire emozioni. Mira alla revisione della condanna
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Due destini incrociati. Se Andrea Sempio sembra sempre più in cattiva luce, con gli inquirenti convinti come non mai della sua colpevolezza, ora a sperare c'è Alberto Stasi. L'ex bocconiano, 16 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata che non ha mai confessato, vede il suo obiettivo, la revisione della condanna, più vicina. "Sicuramente è una settimana come tutte le altre, non ho intenzione di rilasciarvi dichiarazioni", dice il condannato ai cronisti televisivi fuori da Bollate lunedì mattina. È in permesso per andare a lavoro, concesso per via della semilibertà, nella settimana decisiva per la nuova indagine con l'interrogatorio dell'indagato già fissato e diverse convocazioni di testimoni. Ma non lascia trapelare emozioni.

Certo oggi il cielo sembra più sgombro, per Stasi. "Da parte sua c'è un sentimento di fiduciosa prudenza", sono le poche parole che le persone più vicine lasciano filtrare. Da un lato la fiducia nel futuro, grazie ai nuovi elementi contro il commesso, ritenuto dagli inquirenti il vero assassino della giovane. Dall'altro, la preoccupazione che il sogno di libertà possa infrangersi contro un muro di realtà.

Nel movente che i pm pavesi individuano nella nuova indagine, ci sono i "video intimi" girati con Chiara. Filmati amatoriali prodotti all'epoca che potrebbero avere scatenato l'ossessione di Sempio nei confronti della ragazza. Ma che Marco Poggi, ieri sentito come teste, nega di avere mai visto queste immagini insieme a Sempio, coetaneo e suo amico dell'epoca, che frequentava la casa dove viveva insieme alla sorella. I pm pavesi a breve chiuderanno l'indagine. Gli atti depositati saranno messi a disposizione della difesa. Gli avvocati del condannato, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, potrebbero individuare elementi utili per chiedere direttamente la revisione alla corte d'Appello di Brescia. Stesso iter potrebbe seguire la procura generale di Milano.

Se la riabilitazione mediatica di Stasi è già quasi raggiunta, a giudicare dal numero di trasmissioni tv per le quali la sua colpevolezza è quantomeno dubbia e dal numero di curiosi che ieri mattina si sono affacciati sulla piazza di fronte al Palazzo di Giustizia di Pavia, quella giudiziaria invece è costellata da tanti "se" e altrettanti "ma". Non può prescindere dalla condanna del neoindagato, così come il giudizio su Sempio è legato alla revisione di Stasi. Va da sé che per la giustizia italiana, e prima ancora per logica, non possono coesistere due colpevoli per un solo omicidio commesso da una sola persona.

Ma è comunque facile immaginare la soddisfazione di Stasi, dopo che nella giornata di ieri una intercettazione ritenuta rilevante dagli inquirenti, anche se frammentaria per la difesa, rimbalza su social e sulle tv. Parole pronunciate da Sempio e captate dalle cimici nascoste sulla sua macchina, già un mese dopo la notizia dell'inchiesta.

Un dialogo a due recitato dallo stesso 38enne, che commenta le telefonate a casa Poggi la mattina del delitto e in cui parlerebbe di un approccio sessuale respinto, legato peraltro ai video intimi girati da lei con il fidanzato. È un indizio, questo soliloquio, che insieme ad altri elementi considerati rilevanti compone il puzzle accusatorio.

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