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La giornata olimpica di Mattarella. "Io fuori età per partecipare..."

Il presidente a pranzo con gli azzurri che gli regalano una giacca dell'Italia con il suo nome. "Lo sport manda al mondo un messaggio di pace e serenità"

La giornata olimpica di Mattarella. "Io fuori età per partecipare..."
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Pranzo con gli atleti azzurri, con tanto di lasagne zucca e formaggio, pesce spada alla griglia con verdure cotte al vapore e torta di mele, servite nelle vaschette. Poi cena con i capi di Stato e delegazioni olimpiche, di certo apparecchiata con il servizio più bello. In ogni caso, non proprio vita da atleta, quella del presidente della Repubblica. Anche se il primo ad assolversi è proprio lui, perché tanto "per le Olimpiadi sono leggermente fuori età". Il tempo c'è, però, per fare dell'occasione olimpica un appello "a coloro che curano la dimensione sportiva della vita internazionale, quella di valori di collaborazione e lealtà". Parole pronunciate proprio ai capi di Stato: "L'assemblea generale dell'Onu, approvando la tregua olimpica, esorta i Paesi a promuovere la pace, il dialogo e la riconciliazione. Più veloce, più in alto, più forte, insieme: è il motto olimpico, ma non dovrebbe essere solo un programma sportivo. Piuttosto un'ispirazione per tutti i governi".

Sergio Mattarella la sua giornata a cinque cerchi l'ha conclusa alla Fabbrica del Vapore, alla presenza anche della presidente del Cio, Kirsty Coventry. Ma l'aveva iniziata al Villaggio olimpico, scortato dalla figlia Laura e da un sole caldo da chiedersi se fosse la vigilia di Giochi invernali oppure no. Nell'area di Porta Romana le misure di sicurezza non mancano. Eppure, ad appena una cinquantina di metri in linea d'aria, ecco spuntare, caschetto in testa e pettorina gialla, una dozzina di operai edili del vicino cantiere che, posata la cazzuola, imbracciano il telefonino come una squadra di cecchini da zoom per immortalare da vicino il presidente della Repubblica. Per il resto, Forze Armate sull'attenti, cordone di sicurezza dello staff del Quirinale, elicottero in rumoroso sorvolo statico, personale del Coni a fare da ulteriore filtro e volontari con sorriso stampato e giacconi dai colori accesi.

Lui, Mattarella, soprabito scuro e niente pass al collo, lì dove può valere quasi quanto una medaglia: il titolare del Quirinale entra nel Village plaza e firma il Muro della tregua, ricavandosi non senza fatica uno spazio nel pannello già vergato da decine e decine di autografi, che poi vai a capire di chi siano. I corazzieri non battono ciglio, lì dove poco prima il numero uno dello sport italiano, Luciano Buonfiglio, aveva persino sperimentato con sguardo perplesso degli occhiali con visione aumentata e intelligenza artificiale. C'è anche lui nel comitato d'accoglienza ufficiale, insieme ad altri due presidenti Coni, Giovanni Malagò ("Sento forte l'affetto di tutta la gente") e Franco Carraro, già sindaco di Roma e tre volte ministro ("Escludere Malagò dal board del Cio, nella votazione di ieri, è stata scelta geopolitica: c'era troppa Europa e troppa poca America rappresentata").

Mattarella stringe le mani al governatore lombardo Attilio Fontana e al sindaco meneghino Beppe Sala, all'ad di Milano-Cortina, Andrea Varnier, e al segretario generale del Comitato olimpico italiano, Carlo Mornati. Foto ufficiale prima, selfie poi. Questa volta con gli atleti azzurri, che dopo una visita alle strutture del Villaggio, lo aspettano vestiti di bianco gli regalano la medesima giacca. Mattarella la indossa, sta al gioco e promette di "conservarla con affetto e usarla, perché per me ha grande valore". Lui che, "anche da giovane non sarei stato selezionato per i Giochi", ma che lo spirito olimpico lo veste con convinzione ricordando che lo sport "manda al mondo un messaggio di pace e di serenità".

"Le Olimpiadi sono una competizione che offre al mondo uno spettacolo di straordinario valore in convivenza, amicizia e umanità. La prima competizione è con se stessi e con i propri limiti, per superarsi e migliorarsi. Poi c'è quella con gli altri partecipanti", indica Mattarella.

"Partecipare è un primo grande risultato. Certamente renderete onore al nostro Tricolore: ci auguriamo che arrivino tante medaglie, ma quel che è importante è il modo con cui voi atleti parteciperete: con lealtà e rispetto per gli altri".

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