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Orlando con gli isla-dem: "Il Giornale è razzista"

L’attacco dell’ex ministro al raduno di Genova dei musulmani Pd. "Parte d’Italia ci sta bloccando"

Orlando con gli isla-dem: "Il Giornale è razzista"
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Il Pd raduna la corrente musulmana per il 2 giugno, Il Giornale lo segnala e l'ex ministro Andrea Orlando attacca a muso duro il nostro quotidiano. Succede a Genova, dove ieri i dem hanno festeggiato la Repubblica a modo loro: un concentrato d'ideologia "migrazionista" (con vista sullo Ius soli), con una spruzzata di cultura maranza. "Siamo Repubblica", hanno ribadito da Genova, ponendo l'accento sull'avvento delle "seconde generazioni". Il tutto alla presenza di tre esponenti politici del Pd di fede musulmana, tra cui la parlamentare Ouidad Bakkali. Othmane Yassine, candidato alle Regionali delle Marche con Matteo Ricci, ha sostenuto ieri che "un pezzo d'Italia" li stia "bloccando". Ma qual è la nostra colpa? Orlando ha definito l'articolo di tre giorni fa un "piccolo distillato di razzismo". È razzismo ricordare che Simohamed Kaabour, consigliere comunale genovese, non ha votato la risoluzione in Consiglio comunale contro Mohammad Hannoun? Quest'ultimo, che ha operato anche se non soprattutto a Genova, è finito in carcere con l'accusa di essere l'uomo di Hamas in Italia. È razzismo sottolineare come una delle aderenti all'"Idem network", una delle sigle organizzatrici, sia Sumaya Abdel Quader, che è stata consigliere comunale a Milano e che ha fatto parte dell'ex Fioe, il Consiglio dei musulmani europei, ritenuto vicino ai Fratelli musulmani? Cioè all'islam politico che minaccia l'Europa? Dell'"Idem network", ancora, fanno parte parecchi esponenti di fede islamica del partito di Elly Schlein: Kaabour, certo, ma anche alcuni candidati alle ultime Amministrative come Nousaiba Samti, Sana El Gosairi, Zakaria Rouimi. Poi le persone già elette, come l'assessore di Paullo Abdullah Badinjki, il consigliere di Maranello Anouar Oulaika e la consigliera comunale di Sassuolo Houda Hdily. E i nomi citati sono solo una piccola componente della "corrente musulmana" che sta scalando il partito maggioritario del "campo largo". Da Torino a Bologna, passando per Reggio Emilia, Brescia e così via: soprattutto nelle grandi città, il Pd elegge sempre più spesso almeno un esponente della comunità musulmana. È "razzista", insomma, porre la questione della proliferazione degli esponenti islamici che, tramite il Pd, entrano nelle istituzioni italiane? Non qualche caso ma un fenomeno politico in espansione, che interessa tutto il territorio nazionale.

Per l'ex ministro della Giustizia sì. Tant'è che attacca il Giornale, sostenendo che il nostro articolo sul 2 giugno del Pd "lasci intendere che parlare di migranti significhi parlare di terroristi, o poco meno". In realtà, la nostra analisi tocca un altro piano: sottolinea, semmai, i rischi derivanti dall'abbraccio tra il Nazareno e l'islam politico. Un punto che la segretaria Elly Schlein ha evitato in maniera scientifica di commentare o affrontare. A Orlando ha risposto il direttore Tommaso Cerno via X: "Orlando attacca Il Giornale. Sono i cantori dell'Italia islamista. Collusa con terroristi e sharia. Per me è una medaglia". La manifestazione dem per il due giugno è solo un tassello, uno dei tanti.

Come dimostrato dal caso Venezia, il Pd ha iniziato a colonizzare le sue liste, anche a prescindere dalla lingua parlata dai candidati. E se qualcuno glielo fa notare - diventa subito "razzista". È la loro idea di tolleranza.

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