Grillo inutile anche in Europa: salta l'eurogruppo con Farage

L'eurodeputata lettone Iveta Grigule lascia l'Efdd. E l'eurogruppo viene a mancare. Cosa faranno adesso Grillo e Farage, costretti a un matrimonio contronatura?

Grillo inutile anche in Europa: salta l'eurogruppo con Farage

Eurogruppo addio. Il sogno di Beppe Grillo di smontare l'Unione europea dall'interno s'è infranto dopo pochi mesi. L'uscita dal gruppo Europe of Freedom and Direct Democracy (Efdd) dell'eurodeputata lettone Iveta Grigule ha fatto mancare al gruppo di cui facevano parte 48 europarlamentari e in particolare i 17 del Movimento 5 Stelle e quelli dello UK Independence Party di Nigel Farage, le sette nazionalità necessarie alla sua esistenza. E il comico genovese si ritroverà ad essere ininfluente a Strasburgo come, d'altronde, già lo è a Roma.

I vertici del gruppo Europe of Freedom and Direct Democracy si sono affrettati a minimizzare. E a gridare al complotto. A sentir loro, infatti, dietro alle dimissioni della Grigule ci sarebbero lei pressioni di popolari e socialdemocratici in seguito all'elezione dell'eurodeputata lettone alla presidenza della delegazione parlamentare per l’Asia centrale. "Martin Schulz sarebbe più adatto a presiedere il parlamento di una repubblica delle banane - ha commentato Farage - è un esempio di faziosità politica su scala straordinaria". In realtà, più che a livello legislativo, lo scioglimento del gruppo Efdd ha enormi conseguenze tanto per il finanziamento quanto per il tempo di parola dei parlamentari euroscettici. "Provocando il collasso del gruppo l’establishment del Parlamento si è garantito che i parlamentari avranno meno tempo di parola - si legge nella nota - e Farage dovrà lasciare il posto di prima fila da cui ha lanciato i suoi attacchi più devastanti". Niente di più. Tra loro i partiti che facevano parte del gruppo Efdd erano davvero troppo diversi per riuscire a coesistere senza arrivare, presto o tardi, a uno scontro frontale.

La prima euro-zuffa tra Cinque Stelle ed euroscettici britannici si era consumata, qualche settimana fa, su un emendamento al bilancio. Senza contare, poi, che l'ingresso dei grillini nello Efdd, gruppo fortemente voluto sia da Beppe Grillo sia da Gianroberto Casaleggio, aveva provocato forti malumori e dissensi nella base e anche fra gli stessi stellati eletti al parlamento di Strasburgo. In molti lo avevano considerato "un matrimonio contronatura", viste le posizioni anti ambientaliste, nucleariste, e fortemente liberiste di Farage. "Siamo tutti molto delusi - commenta un grillino - ora valuteremo ogni possibilità, con calma, dopo attenta riflessione".

A guardare con estremo interesse al fallimento del gruppo capitanato da Farage è soprattutto Marine Le Pen. "Tutti quelli che vogliono sono benvenuti", commenta il consigliere per gli affari europei della leader del Front National, Lodovic de Danne. Un appello rivolto a tutti i parlamentari dello Efdd, "che non vogliono andare tra i non iscritti", ma non all'Ukip e al M5S. "Sarebbe difficile - spiega de Danne - Farage è stato molto chiaro su quello che pensa di Le Pen, Salvini e Wilders. Mentre dalla parte di Grillo ci hanno insultato sulla stampa dandoci dei fascisti".