Grillo studia da dittatore e lancia Appendino premier

Nei sondaggi il M5S stacca di 5 punti il Pd. Il leader vede il potere più vicino e decide tutto con Casaleggio

Grillo studia da dittatore e lancia Appendino premier

Cinque stelle a cinque punti: il Movimento Cinque Stelle vola nei sondaggi e rilancia. E la metamorfosi di Grillo passerà per una nuova forzatura, si consumerà prima dell'estate: abolire il vincolo dei due mandati elettivi. Si voterà tra qualche settimana, nella seconda metà di aprile, meglio se si farà dopo l'assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena, prevista per il 12 aprile. È una data che i grillini aspettano con ansia cannibalesca. Lo ammette anche Riccardo Fraccaro. «Sono loro che continuano ad autodistruggersi, noi siamo sempre gli stessi, quelli nei quali deve sperare l'Italia», s'allarga il cittadino dopo aver conferito con il leader, all'Hotel Forum, crocevia romano delle strategie del comico. Poche ore prima, in mattinata, un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera ha stabilito quanto segue: il movimento di Beppe Grillo sale al 32,3% e stacca di oltre cinque punti il Pd, sceso al 26,8%.

Cinque stelle, cinque punti in più in classifica, ma anche alcuni nodi decisivi da sciogliere. «Non ci sorprendono mai i sondaggi, noi sappiamo bene quanto gli italiani siano stanchi di questa gente che li governa da mezzo secolo», ripete Danilo Toninelli, cittadino autorevole, ex carabiniere, poi assicuratore, deputato indicato come possibile ministro delle Riforme nel governo che verrà. Infatti l'ultimo sondaggio spaventa gli altri partiti, ma non esalta particolarmente il Movimento. Che invece vede favorevolmente un ulteriore slittamento del voto. È tutto tempo utile per affrontare due problemi che tengono banco nei confronti tra Beppe Grillo e Davide Casaleggio. Primo: quale sarà il nome del premier da suggerire al presidente della Repubblica dopo il voto? Secondo: quali candidati servono per fare un «salto di qualità»? Sul primo punto i due leader convergono su un nome: Chiara Appendino, sindaca di Torino. L'hanno già scelta, ora devono mettere in piedi la farsa del voto delle base, evitando un altro casino come quello combinato a Genova, per le comunarie. Stavolta bisogna «forzare» su un caposaldo della democrazia pentastellata: sotto il simbolo del M5S nessuno può essere eletti più di due volte. Grillo & associati hanno già deciso cosa dovrà scegliere il popolo delle Rete: via libera al terzo mandato, basta che non sia per lo stesso incarico. Chi ha fatto il consigliere comunale e cinque anni dopo magari è stato eletto sindaco, ora potrà essere anche candidato alle politiche. Così entrerà in gioco anche Chiara Appendino. Certo, poi bisognerà vedere come andranno le elezioni, la battaglia tra gli aspiranti premier sarà serrata, si farà pure la conta delle preferenze raccolte. Perché gli altri non mollano: Luigi Di Maio sembra sempre convinto che sarà lui a spuntarla, il tupamaro Alessandro Di Battista ondeggia. Non ha gradito l'editto di Genova che ha cancellato la candidata Marika Cassimatis, ma appena è stato chiamato a rapporto dal capo si è adeguato. E uscendo dall'Hotel Forum, Di Battista attacca con il ritornello «pensate al caso Consip e a tutti gli esponenti di questo governo coinvolti». La tattica premia, più cinque sugli avversari: se la politica italiana fosse come il campionato italiano si potrebbe dire che i cinquestelle, come la Juventus, vincono perché gli altri perdono. Se ne deve essere accorto anche lo juventino Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano. Ieri Travaglio ha rivendicato la natura «antagonista» del suo foglio, si è spinto fino a dare del «dittatore» a Grillo. Così il quadro per un Movimento di governo sembra (quasi) completo. Mancano i criteri per scegliere i candidati di Camera e Senato. Anche qui la lotta interna è iniziata da un pezzo. Ci sarà un salto di qualità: meno disoccupati e casalinghe, più avvocati, notai, professionisti. Sembra si stia pensando anche a un astronauta, «non è una battuta», giura un grillino lombardo, da anni vicino alla famiglia Casaleggio. Se ne parlerà in un incontro previsto a Ivrea, l'8 aprile. Si discuterà quello che è già stato deciso. «Anche la possibilità di coinvolgere personaggi di alto livello, già impegnati in passato con altri partiti: a condizione che ammettano l'errore».

Ora serve anche chi veniva trattato come uno scarafaggio: è la metamorfosi scelta da Grillo per conquistare il potere.

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