Dopo la crisi con la Groenlandia, cresce l'allarme in sede europea per la dipendenza da gas e servizi pagamento dagli Stati Uniti. Per il commissario Ue all'Energia Dan Jorgensen "c'è una inquietudine crescente, che condivido, legata al rischio di rimpiazzare una dipendenza (dalla Russia) con un'altra, gli sconvolgimenti geopolitici seguiti alla crisi della Groenlandia sono stati un campanello d'allarme".
Le parole del Commissario arrivano mentre da Washington il segretario di Stato Marco Rubio si dice convinto che i negoziati a livello tecnico tra Usa, Danimarca e Groenlandia "porteranno a un risultato positivo per tutti", dopo che il presidente Donald Trump ha chiarito di non voler usare la forza per attuare la sua intenzione di acquisire l'isola.
Ma i timori della Groenlandia per gli appetiti statunitensi non sono passati. "La nostra gente ha paura", ha spiegato ieri il primo ministro groenlandese, Jens Frederik Nielsen, durante una conferenza stampa a Sciences Po, a Parigi. "Quello che stiamo cercando di fare come governo è reagire alla pressione dall'esterno e gestire la nostra gente che è spaventata. Ma non cederemo", ha garantito il premier, poi ricevuto dal presidente francese Emmanuel Macron all'Eliseo insieme alla premier danese Mette Frederiksen.
Il leader francese sostiene che lo stallo con gli Stati Uniti chiami l'intera Europa al "risveglio strategico". Ma è la premier danese Mette Frederiksen che fa mea culpa e lancia la stoccata al Vecchio continente: "Penso che come europei abbiamo fatto un grande errore, tagliare le spese militari mentre la Russia faceva il contrario. Se gli europei non saranno in grado di difendersi, alla fine pagheranno il prezzo più alto".
Questione energetica e militare si intrecciano di nuovo, da Kiev a Nuuk.
Anche per questo, l'Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, invita l'Europa a "costruire capacità di deterrenza e difesa, per dissuadere e difenderci". Da qui l'appello: "Dobbiamo cambiare cultura: smettere di pensare come singoli Stati e iniziare ad agire congiuntamente come europei".