È l'"Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese", quella al centro del presunto flusso di denaro confluito dall'Italia nelle casse degli uomini di Hamas per milioni e milioni di euro. Ma chi siamo noi per dire che quella nei confronti di terroristi non sia beneficenza? In fondo son palestinesi pure loro. Al massimo si potrebbe contestare loro una leggera omissione nella sigla. Ma forse Yaser Elsaly, uno dei due responsabili della sede milanese della Abspp (l'altro è Raed Rawoud), in carcere con l'accusa di terrorismo insieme al loro capo Mohammad Hannoun, potrebbe spiegarci che concetto hanno di carità, di povertà, di bisogno. Vuol dire usare i soldi per propri tornaconti? O devolverli, effettivamente, a quei poveri bambini che affrontano fame e sofferenze proprio per colpa di chi governa la striscia di Gaza, ovvero Hamas? Yaser & compagni sembrano aver scelto la prima opzione. In una conversazione dell'8 settembre 2024, intercettata a bordo della Dacia di Yaser, su Whatsapp lui dice letteralmente che l'associazione è alla ricerca di un'abitazione con un limite massimo di spesa di 170mila euro in quanto la stessa verrà pagata con il denaro raccolto per gli orfani: "Bene... Bello... Gli ho detto... Prima di tutto, Abu Falastine (il soprannome di Dawoud ndr) non compra case... Noi le prendiamo per l'ufficio... Per l'Associazione... Secondo... Noi mettiamo un limite... Abbiamo messo un limite alle cose che noi possiamo comprare con... Questi sono soldi degli orfani... Questi sono soldi degli orfani! Noi non... Nessuno compra con i soldi di tasca propria...".
Una mente illuminata e illuminante. Chissà quanto devono essere scemi allora quegli italiani (che magari hanno pure effettuato una donazione pensando di contribuire a una giusta causa) che per garantire un tetto ai propri figli, aprono un regolare mutuo in banca, pagano gli interessi, lavorano o se non riescono pagano l'affitto nelle zone più disparate delle loro città. Robe da matti. Perché fare tanta fatica? Poi Yaser spiega il loro metodo: "Noi abbiamo stabilito una nota (presumibilmente fa riferimento ad un importo, ndr) precisa al fine di... Per esempio gli ospiti che vengono da noi (in visita), invece di andare in alberghi e cose... Pertanto, abbiamo messo un limite di 170 (fa riferimento ai 170mila euro, ndr) massimo... ok?". L'acquisto della casa a Milano non è il solo investimento immobiliare dell'Associazione: tra i fondatori dell'Abspp c'è anche il kuwaitiano Said Al Jaber, finito un po' ai margini del progetto sia a livello italiano che europeo e l'8 dicembre 2023, mentre è a bordo della Golf con Hannoun, quest'ultimo gli dice di aver preso la cittadinanza turca in virtù di una legge che consente questo tipo di operazione a chiunque acquisiti una casa lì, per poi addentrarsi nella spiegazione dell'acquisto del proprio appartamento. Lo stesso in cui presumibilmente si sarebbe rifugiato dopo aver già acquistato i biglietti per andare a Istanbul a fine dicembre, avendo capito che lo avrebbero potuto arrestare. Lo stesso Hannoun che inviava messaggi vocali invitando i suoi collaboratori a confezionare un video con bambini che ringraziano l'Abspp per gli aiuti ricevuti. Ora, la Cassazione ha stabilito la scarcerazione anche di Yaser, e che dovrà occuparsene un'altra sezione del tribunale del Riesame di Genova, che in prima battuta aveva deciso per le misure cautelari.
Quali dubbi possono esserci su chi fa simili discorsi persino davanti a degli orfani che si trovano in un terreno di guerra? Su chi in loro nome compra case? Su chi li fa posare come in un "video promozionale" e intanto imbraccia un mitra, come ha fatto Riyad Albustanji o il suo amico Abu Rawwa oggi a piede libero nonostante la richiesta del pm?