I 4 al ristorante scontentano tutti. Oggi un vertice: Speranza rischia

Verso il compromesso sui commensali a tavola. Probabile che il limite resti solo in zona gialla. Anche Sileri critica il suo ministro: "Meglio otto-dieci". E Gasparri chiede le dimissioni

I 4 al ristorante scontentano tutti. Oggi un vertice: Speranza rischia

Tavola calda. Il limite di quattro persone allo stesso desco al ristorante anche in zona bianca (con l'unica eccezione dei conviventi) va di traverso a tutti. Oggi - si apprende da fonti governative - si terrà un tavolo tecnico che affronterà la questione diventata centrale nel dibattito politico sulla ripartenza. E c'è profumo di ritocco. Probabile che si giunga a un compromesso viste le proteste dei governatori delle regioni, di alcuni partiti anche facenti parte della maggioranza e ovviamente delle categorie. Il numero di commensali dovrebbe aumentare (difficile che sparisca del tutto), mentre il «fab four» resterà solo per gli spazi al chiuso e ovunque per le regioni in giallo, almeno secondo quanto filtra dagli Affari regionali, guidati dall'esponente di Forza Italia Mariastella Gelmini. Una soluzione che troverebbe conferma anche in quanto detto ieri dal sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri alla trasmissione radiofonica Un Giorno da Pecora: «Spero che venga presto rivisto perché è chiaramente molto restrittivo. Io sono tra quelli che era per l'aumento dei posti a tavola, francamente li aumenterei a 8-10, e poi liberalizzerei dai primi di luglio».

A guidare la rivolta contro la regola del quattro sono i governatori, che oggi si confronteranno nella Conferenza delle regioni convocata dal presidente (e leader del Friuli-Venezia Giulia) Massimiliano Fedriga. Lunedì sera dalle regioni sarebbe filtrato un notevole disagio non solo per l'interpretazione data dal ministero della Salute alla questione ma anche per il metodo: «Si è fatto presente - filtra da una fonte - che, considerato come le decisioni assunte sino ad ora (linee guida in primis) siano sempre state condivise in un clima assolutamente collaborativo e di rispetto istituzionale, ha sorpreso che l'interpretazione del governo sul tema sia avvenuta in maniera autonoma». Insomma, «l'ipotesi del limite di quattro persone non è stata proposta ufficialmente alle Regioni e non trova riscontro». E proprio per questo è stato convocato il tavolo di oggi.

In realtà tutto l'accusato ombra è lui, il ministro della Salute Roberto Speranza, considerato il leader dell'area rigorista del governo. A lui si rivolge toccandola insolitamente piano il leader della Lega Matteo Salvini («c'è ancora qualcosina da sistemare: ho chiesto a Speranza di evitare la ridicola limitazione dei quattro a tavola al ristorante che almeno nelle zone bianche non ha più senso»). E di lui chiede addirittura le dimissioni il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che parla di «limite inaccettabile» a proposito della regola del quattro e mette in discussione l'intera azione del ministro durante la pandemia: «Basta con Speranza e con le se teorie assurde. Speranza ha rappresentato un problema per tutta la stagione del Covid. Deve spiegare tante cose. Rifiuta risposte. Va in televisione soltanto nei salotti amici per evitare domande scomode». Insomma: «Speranza va cacciato».

Contro Speranza e i suoi «tavolini» si scagliano in tanti, citandolo o meno. La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni su Facebook accusa non il solo ministro ma l'intera sinistra di «folli misure restrittive» che «sembrano concepiti più per continuare a massacrare le categorie odiate dalla sinistra che per combattere concretamente il virus». E Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ricordando il calo netto dei contagi, spiega che «in questo scenario appare davvero lunare voler limitare in zona bianca la libertà dei ristoratori, imponendo, come vorrebbe il ministero della Salute, il limite massimo di 4 persone per tavolo».

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