I Cinque Stelle arretrano, il centrodestra unito è in testa

Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia sopra il 30%. In un mese i grillini perdono 1,6 punti. Terzo il Pd di Renzi

I Cinque Stelle arretrano, il centrodestra unito è in testa

Il centrodestra unito è in testa. Nelle intenzioni delle italiani, in vista delle elezioni dell'anno prossimo, una coalizione formata da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d'Italia avrebbe la meglio sia sul Movimento 5 Stelle, che secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera arretrano, sia per il Partito democratico di Matteo Renzi. Il movimento di Beppe Grillo, però, si conferma il primo partito d'Italia nonostante gli scandali giudiziari, gli scontri interni e soprattutto i flop di Virginia Raggi.

Le condizioni del centrodestra migliorano di giorno in giorno. Lo aveva già rilevato, nei giorni scorsi l'Huffington Post. Secondo il sondaggio di Scenari politici, infatti, il Pd si attesterebbe al 26,8%, il Movimento 5 Stelle sarebbe invece al 27,3%. Forza Italia passa dal 13,2% al 12,4%, mentre la Lega Nord passa dall'11,2% all'11,3%. Cresce di poco anche Fratelli d'Italia: dal 5% al 5,2%. Il totale li porta al 28,9, ovvero sopra Pd e grillini. I numeri di Pagnoncelli variano di poco, ma dicono in sostanza la stessa cosa: se unito, il centrodestra può vincere a mani basse le prossime elezioni politiche. "La somma dei tre partiti supera il 30 per cento, anche se è un fatto teorico in assenza di un programma e di una leadership condivise - si legge sul Corriere della Sera - continua il duello ravvicinato Lega-Forza Italia che oggi vede la formazione di Berlusconi due decimali sopra la Lega Nord. La formazione di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, segna una crescita che la porta a superare il 5%".

A passasserla male è il Partito democratico. Che, però, è uscito dalla scissione meno peggio di quanto si pensasse. Nel giro di un mese, secondo i dati di Pagnoncelli, il Movimento democratico e progressista (Mdp) sarebbe sceso del 3,3% al 2,6%. "I 'difetti' della scissione, ovvero la scarsa chiarezza delle ragioni e la mancanza di un progetto politico chiaro (per gli elettori) rende per ora scarso l’appeal di questa formazione - spiega il sondaggista - comunque la sua nascita aveva provocato, naturalmente, una contrazione del Pd". Oggi il partito di Renzi è dato al 27,6%, sotto alla sogli psicologica del 30%.

Da metà marzo a oggi, sempre secondo Pagnoncelli, i Cinque Stelle hanno perso 1,6 punti. "Allora eravamo nel pieno del caso Consip e c’era stato il 'salvataggio' di Minzolini - spiega - tutto ciò aveva favorito nettamente il Movimento che era riuscito a non avere ripercussioni dal caso Genova". Oggi, però, le proteste dei grillini non fanno più presa sull'elettorato.

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