Leggi il settimanale

I due fronti del governo: guerra in Iran e fibrillazioni dentro alla maggioranza

I due fronti del governo: guerra in Iran e fibrillazioni dentro alla maggioranza
00:00 00:00

A Palazzo Chigi gli occhi sono inevitabilmente puntati sul Medio Oriente, in attesa di capire se la fragilissima tregua in corso in queste ore reggerà agli imminenti negoziati tra Stati Uniti e Iran (oggi in Pakistan) e tra Israele e Libano (la prossima settimana negli Usa). Passaggi decisivi per capire se l'Europa - e quindi anche l'Italia - può ragionevolmente coltivare la speranza di una riapertura in tempi brevi dello Stretto di Hormuz e, dunque, evitare una crisi energetica che rischia di mandare in recessione mezza Unione europea. Allo stesso modo, per ragioni diverse ma per certi versi collegate, si guarda al voto in Ungheria, dove Viktor Orbán deve affrontare elezioni nazionali che si annunciano al fotofinish. Con Donald Trump che sostiene apertamente il premier uscente e l'Europa che tifa per lo sfidante Peter Magyar. Non che sia così lontano dalle posizioni di Orbán, tanto che per oltre un ventennio ha militato nel Fidesz, ma almeno non sembra pregiudizialmente ostile all'Europa come è stata Budapest negli ultimi anni (a partire dal dossier Ucraina).

Nonostante il focus delle prossime settimane sia inevitabilmente proiettato oltre i nostri confini, ai piani alti del governo sono consapevoli che anche le vicende di casa potrebbero condizionare non poco i mesi a venire. I due principali alleati di Fdi, infatti, stanno vivendo momenti complicati. Forza Italia è alle prese con un deciso riequilibrio interno, così complesso che ieri l'incontro tra Marina e Pier Silvio Berlusconi e Antonio Tajani (presente anche Gianni Letta) è durato oltre quattro ore. La Lega, invece, inizia a soffrire la corsa a destra di Roberto Vannacci, tanto che sabato prossimo il Carroccio ospiterà in piazza Duomo a Milano il raduno sulla remigrazione dei "Patrioti per l'Europa", il gruppo di estrema destra a cui aderisce la Lega nel Parlamento Ue (in compagnia dei francesi del Rassemblement National, degli ungheresi di Fidesz e degli spagnoli di Vox). Un appuntamento da cui Forza Italia ha apertamente preso le distanze e a cui i centri sociali replicheranno con una contromanifestazione. Insomma, tutte fibrillazioni che se non governate rischiano di avere ricadute sulla stessa maggioranza.

Alle 14 di martedì, intanto, approderà nell'aula della Camera la richiesta di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale nei confronti della procura di

Roma per il caso dell'ormai ex capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusi Bartolozzi, accusata di dichiarazioni "inattendibili e mendaci" nell'ambito della vicenda Almasri. Un voto che si preannuncia piuttosto caldo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica