I grillini vogliono bloccare pure il Gp di Monza

Si cerca di cancellare i 5 milioni l'anno che la Regione dà all'autodromo. L'ira leghista

I grillini vogliono bloccare pure il Gp di Monza

Milano Non bastava il veto su Pedemontana e le altre infrastrutture, non bastavano l'annunciato «boicottaggio» delle Olimpiadi di Milano e Cortina e il tentativo di svuotare l'autonomia del Lombardoveneto. Adesso i grillini tirano il freno anche sul Gran premio di Monza, presentando un emendamento al bilancio regionale lombardo che - se approvato - vanificherebbe gli sforzi compiuti dalla Regione, ora a guida leghista, per salvare quello che per la Brianza è più di un evento (identità, storia, cultura, immagine internazionale e business). E i leghisti, ovviamente, non la prendono bene. «E te pareva - sbotta Andrea Monti - ma in che razza di mondo vorrebbero farci vivere?». Oltre a essere vice capogruppo regionale, Monti è anche rallysta da 20 anni, e orgogliosamente rappresenta un territorio, la Brianza, che fa della laboriosità una bandiera. Nato praticamente nella Lega, è insomma agli antipodi di quella ideologia del «No» che i 5 Stelle incarnano. «Diciamocelo - scrive - con questi dei 5 Stelle bisogna avere la pazienza di Giobbe». Monti definisce «ridicolo» l'emendamento, anzi il «siluro» grillino, e ne irride anche la forma, invero piuttosto naif: «Si ritiene - recita il testo grillino - che soggetti pubblici non debbano pagare un privato per salvare il Gp di Monza con i fondi pubblici, e ciò nonostante l'evento possa contare su miliardi di euro di pubblicità da parte degli sponsor privati». I fondi sono i 5 milioni all'anno (nel quinquennio 2020-2024) che la Lombardia erogherà a favore dell'Automobile Club Italia - federazione sportiva nazionale - per favorire il rinnovo della concessione del Gran premio all'autodromo di Monza. I leghisti sono sicuri che in Regione l'emendamento non passerà, ma guardano con preoccupazione a un segnale simile, anche perché nell'operazione di salvataggio e rilancio del Gran premio una parte dovrà giocarla anche il governo. «Aci - spiega Monti - dovrà contare sull'appoggio economico di Regione Lombardia, che martedì sarà realtà con il voto in aula, ma anche dell'appoggio del ministero dei Trasporti». «Stiamo parlando del Ministro Toninelli - avverte - il quale sarà bene che sappia che sul Gran premio di Monza non siamo disposti a scherzare.

È lo stesso ministro - anche lui lombardo, peraltro - che ieri dopo un vertice con l'ad di Fs ha annunciato di essere riuscito a «far arrivare tre treni un po' vecchi» per sopperire all'emergenza ritardi e cancellazioni di Trenord, partecipata anche da Trenitalia. «Non ci pare un grande risultato» lo ha subito gelato il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi. E fra infrastrutture, eventi, autonomia, treni e ora anche auto, il fossato di insofferenza che separa il Carroccio e il Movimento 5 Stelle, in Lombardia è sempre più largo. Incolmabile.

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