Idea Federcalcio: incassi di Italia-Israele a Gaza

Gravina ne ha discusso con la premier. Il precedente della Norvegia

Idea Federcalcio: incassi di Italia-Israele a Gaza
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La complessa questione mediorientale è arrivata anche nei saloni e nei corridoi del Grimaldi Hotel di Monte Carlo dove l'Uefa tra ieri e oggi sta allestendo il programma delle Coppe Europee 2025-26. Colloqui informali sulla vicenda Israele-Gaza in corso tra i vari dirigenti di tutte le federazioni continentali, anche se non c'è ancora una posizione ufficiale. Il presidente del massimo ente calcistico europeo Aleksandr Ceferin ha spiegato in una recente intervista alla tv slovena di ritenere legittima la discussione sull'esclusione dalle competizioni europee della nazionale e dei club israeliani, ma di essere favorevole "in linea di principio alla possibilità per tutti gli atleti di competere".

Al momento sia l'Uefa e che la Fifa attendono una presa di posizione della comunità politica internazionale come accadde ai tempi dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. Quindi il calcio rimane alla finestra aspettando eventuali sviluppi dalla diplomazia mondiale. Per ora c'è solo l'inchiesta disciplinare aperta dall'Uefa per lo striscione ("assassini dal 1939") esposto dai tifosi del Maccabi Haifa, club israeliano, durante la partita coi polacchi del Rakow. Il rischio maggiore è il divieto di trasferta per i supporter.

L'Italia è toccata direttamente dalla questione, essendo alle porte la doppia sfida con Israele (l'8 settembre a Debrecen, il 14 ottobre a Udine). Il presidente Figc Gravina ha parlato della vicenda al telefono nei giorni scorsi con la premier Meloni: la Federcalcio sta valutando altri gesti per dimostrare di non voler ignorare il tema. Ecco che l'Italia potrebbe imitare la Norvegia che - prima volta assoluta - ha già deciso di devolvere l'incasso della sfida con Israele dell'11 ottobre a un'organizzazione umanitaria che salva vite umane a Gaza ogni giorno contribuendo attivamente con aiuti di emergenza sul campo.

I manifestanti ProPal - pronti a un nuovo raduno di protesta nella città friulana come avvenne dieci mesi fa - e una parte del mondo politico e associazionistico vorrebbero che gli azzurri non giocassero le due partite, con il rischio di due sconfitte per 3-0 a tavolino che

comprometterebbero la qualificazione mondiale proprio a vantaggio della nazionale mediorientale. L'idea dell'incasso destinato alla popolazione di Gaza potrebbe essere una soluzione applaudita anche da chi ha posizioni più estremiste.

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