Putin e la solita doppia morale della sinistra

Il centrosinistra prova a condannare Salvini per via dei rapporti con Putin e dimentica degli incontri tra Enrico Letta e lo "Zar". Ma i partner commerciali lo sono per tutti

Putin e la solita doppia morale della sinistra

Enrico Letta oggi è il segretario di un Pd impegnato a stigmatizzare il centrodestra, in specie Matteo Salvini, per via dei presunti "rapporti" con la Russia di Vladimir Putin. Ma la memoria è corta e, per pescare dal cassetto dei ricordi, si impiega davvero poco tempo.

Come ha scritto Stefano Zurlo in questo articolo per il Giornale, il summit Letta-Putin nel 2013 a Trieste fu contraddistinto da un "fiume di parole". Un incontro ufficiale - com'è normale che sia - per alimentare il bilateralismo diplomatico e consentire ai settori industriali italiani di dire la loro anche in Russia (e viceversa). Siamo nel novero delle azioni che i leader politici, soprattutto quando rivestono un ruolo in un esecutivo, sono chiamati a svolgere. Ne va dello stato di salute della nostra economia. Pure se non soprattutto in virtù della scarsità di risorse energetiche da cui è caratterizzato il Belpaese.

In quella specifica cicostanza, il numero degli accordi stipulati tra Italia e Russia lievitò sino a 28. Non mancarono pubbliche esultanze per quanto conseguito in termini economici e nessuno si risparmiò nei ringraziamenti vicendevoli. Certo - come ripercorre anche Il Tempo di oggi - erano altri tempi. Ma gli "affari" - come vengono chiamati da più fonti - non conoscono colorazione o connotazione ideologica. I fatti dicono che il centrosinistra l'ha sempre pensata così sui partner commerciali. Ma la memoria corta e l'opportunità propagandistica alimentano spesso ragionamenti conditi da doppia morale.

Se gli incontri Letta-Putin possono passare in cavalleria ed essere dribblati, quelli di Matteo Salvini devono scandalizzare: è il solito gioco del doppio peso e della doppia misura. Un leader della Lega che, peraltro, ha definito "Putin indifendibile" rispetto alla guerra mossa in Ucraina dallo "Zar". "La guerra - ha fatto presente l'ex ministro dell'Interno, così come ripercorso dall'Ansa - è una cosa così grande che cambia ogni parametro di giudizio. Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore".

Tornando agli "affari" tra Enrico Letta e Vladimir Putin, è utile citare qualche risultato conseguito all'epoca: l'incremento dell'export pari al

10.5% in quattro anni stando alle analisi previsionali. Statistiche e concretezza che ora vengono nascoste o quasi da chi prova a sfruttare pure questa occasione, l'ennesima, per ribadire un'inesistente superiorità morale.

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