Ira Enac: "Pandemia finita, ridate i soldi"

L'Ente nazionale sferza le compagnie aeree. L'ira di chi è rimasto a terra

Ira Enac: "Pandemia finita, ridate i soldi"

Una lettera, tra le tante. «Io e altre migliaia di passeggeri stiamo ricevendo da Alitalia mail di cancellazione con invito a contattare il numero verde. Dal call center non rispondono. Solo nella mattinata di oggi ho fatto 118 tentativi. Si sta consumando un gravissimo disagio, se non una truffa, ai danni dei passeggeri. Sulla pagina web di Alitalia ci sono centinaia di segnalazioni». Il lettore è furibondo, e con lui un esercito di persone col biglietto in mano, prossime a un viaggio chi per vacanza, chi per lavoro. Alitalia si schemisce: il flusso di telefonate è quadruplicato, da 10mila chiamate al giorno a 40mila. Sorvolano però sul fatto che le tante chiamate hanno come origine cancellazioni e disservizi che evidentemente prima non c'erano. Molte cancellazioni derivano dal fatto che la maggior parte delle destinazioni non sono al momento ancora raggiungibili.

Il tutto si deve far risalire alle pratiche, finora furbesche, relative ai diritti derivanti dalla cancellazione: il passeggero veniva indotto ad accettare o un altro volo oppure un voucher da utilizzare entro un anno. Non il contante. Ieri ha dovuto intervenire l'Enac, l'autorità per l'aviazione civile, per rimettere in riga le compagnie, segnalando alcune istruttorie avviate per l'irrogazione di sanzioni nei confronti delle compagnie che non hanno applicato il regolamento comunitario che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazioni, overbooking e mancata informativa. «Nonostante il richiamo scrive l'ente sembrerebbe che alcune compagnie continuino a cancellare voli adducendo come causale l'emergenza Covid 19 e riconoscendo ai passeggeri sono un voucher. Dato che a partire dal 3 giugno sono state rimosse le restrizioni alla circolazione delle persone fisiche all'interno del territorio nazionale e nell'area europea Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, le cancellazioni dopo tale data sembrerebbero operate da scelte commerciali dei vettori, non da motivi riconducibili all'emergenza». Fuori dall'emergenza Covid è dunque previsto «il rimborso del prezzo del biglietto, e non la corresponsione di un voucher». «Ci siamo subito adeguati assicura Alitalia offriamo in prima battuta la riprotezione su un altro volo, oppure un voucher valido un anno maggiorato di 15 euro per renderlo più appetibile; in ultima istanza, sempre a scelta del passeggero, il rimborso cash». Ma il biglietto è stato pagato con soldi sonanti.

Marco Donzelli, presidente del Codacons, segnala di aver già avviato azioni legali in seguito a tutte le segnalazioni ricevute. Ammette: «È una guerra tra poveri», tra compagnie con le casse vuote e clienti stremati dalle difficoltà legate al virus. «La strategie è maliziosa: hai il volo il tal giorno, ti comunicano che slitta al giorno dopo, se accetti va bene, se no devi avviarti sulla strada a ostacoli del rimborso. Riavere i propri soldi è un'avventura con poche chances. La confusione l'ha creata il decreto Cura Italia che, prevedendo il voucher, ha violato i diritti dei consumatori in base alle norme europee e a quelle antitrust».

Ricordiamo che, secondo le stime della Iata l'associazione mondiale delle compagnie aeree il complesso dei rimborsi dovuti dalle compagnie alla propria clientela ammonta a 8,1 miliardi di dollari, in tutto il mondo naturalmente.