Kiev: "La Nato non fa niente". Sos Slovacchia: "Noi i prossimi"

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, intervenendo al Forum economico di Davos in Svizzera, ha accusato la Nato di "non fare letteralmente nulla" per far fronte all'aggressione russa

Kiev: "La Nato non fa niente". Sos Slovacchia: "Noi i prossimi"

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, intervenendo al Forum economico di Davos in Svizzera, ha accusato la Nato di «non fare letteralmente nulla» per far fronte all'aggressione russa. Se l'Ucraina dovesse perdere la guerra contro la Russia, il prossimo obiettivo ad essere attaccato da Mosca sarebbe Bratislava. A dirsene certo è stato il premier slovacco, Eduard Heger, sottolineando la necessità che l'Ucraina esca vincitrice dal conflitto. «L'Occidente deve assicurare tutto l'aiuto possibile», ha affermato ancora intervenendo al foro di Davos. «L'Ucraina deve vincere, quindi forniremo tutta l'assistenza militare e umanitaria necessaria. Gli ucraini stanno proteggendo e perdendo la vita per i nostri valori», ha affermato. Ha anche ricordato che la Slovacchia ha ricevuto aiuti in passato da altri paesi, facendo notare come, per questo motivo, «ora è importante aiutare l'Ucraina e altri Stati ad entrare nell'Unione Europea». «L'Ucraina vuole raggiungere questo obiettivo, ma ha bisogno del nostro sostegno. Vogliamo aiutarli, quindi non trasciniamoci per decenni», ha esortato, prima di ricordare che la Repubblica Ceca, la Polonia e l'Ungheria si sono unite al blocco con «il grande aiuto del Commissione europea. D'altra parte, ha criticato gli Stati membri dell'Ue per essere troppo dipendenti dall'energia russa» e ha invitato i leader europei a «smetterla di arrivare a compromettere i propri principi». «In effetti, abbiamo scambiato le nostre politiche per gas e petrolio a buon mercato per troppo tempo. I compromessi con Putin hanno provocato la guerra in Ucraina, una guerra aggressiva che sta causando morti», ha detto.

Durante l'incontro coi giornalisti a margine del Forum economico mondiale a Davos, il filantropo campione della democrazia liberale e della «società aperta» George Soros ha sostenuto che, con l'inizio dell'invasione russa in Ucraina, «il corso della storia è cambiato radicalmente» e che l'azione militare di Mosca «ha scosso l'Europa in profondità». Per Soros, la cosiddetta «operazione speciale potrebbe aver segnato l'inizio della terza Guerra Mondiale e la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere».

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