L'«unboxing» dell'avviso di garanzia: Matteo porta in politica il marketing social

L'apertura del plico «live» ha ripreso un rituale tipico di numerosi video del web

I nquadratura stretta sulle mani, il rumore dell'incarto che si strappa, il contenuto della busta con l'avviso di garanzia che si svela alla telecamera. Ma che s'inventa questo Matteo Salvini? Niente di nuovo, in realtà. La chiave del video di Salvini che venerdì sera ha sbancato il web non è un'idea originale, ma è un colpo di genio aver applicato alla politica una tecnica tipica del marketing dell'era social.

Lo chiamano unboxing ed è diventata una vera ossessione per i frequentatori delle piattaforme internettiane che spacciano video virali, come Youtube e Instagram. L'unboxing, cioè «l'apertura della scatola», è un semplice rituale che pizzica le corde della nostra vorace curiosità per le novità e per lo shopping. Le star con migliaia di giovani fan sul web lo fanno abitualmente: ricevono da un'azienda un pacco con l'ultima crema per il viso o il più recente modello di smartphone e si riprendono con il telefonino mentre annunciano ammiccanti: «Apriamolo insieme». La tecnica è così efficace che ormai la usano direttamente le aziende quando devono annunciare un nuovo prodotto, direttamente con propri video o mandandolo in regalo alle star di Youtube e Instagram con più fan. Le più famose si fanno anche pagare. I seguaci le guardano incantati, un po' perché si sentono proiettati nella vita dei loro idoli, un po' perché il nuovo sogno è vivere di regali da parte delle aziende. Su Youtube c'è un canale apposito che si chiama «Unbox therapy» e vanta 12 milioni e mezzo di iscritti. Cliccatissimi dai più piccoli anche gli «scartatori» di giocattoli. Il numero di video di unboxing in circolazione cresce del 50-60 per cento l'anno ed è stato calcolato nel 2017 che per guardarli tutti ci vorrebbero sette anni.

Non importa che, come nel caso di Salvini, tutti sappiano già cosa ci sia dentro il pacco: la curiosità ci ipnotizza tutti. Dietro la scenetta girata in diretta su Facebook dal vice premier c'è il suo solito regista della comunicazione internettiana, Luca Morisi, che ancora una volta dimostra di conoscere bene il mezzo. Unica sbavatura, per gli standard dell'unboxing, nel video si vede che la busta era già stata aperta e richiusa con un pezzo di scotch trasparente che Salvini cerca con scarso successo di nascondere. Ovviamente doveva controllare il contenuto della busta prima di divulgarlo. L'effetto comunicativo resta: oltre 120mila like, 90mila commenti, Facebook che fatica a gestire i troppi spettatori in contemporanea.

Lo stesso Morisi intanto scatenava la sua macchina propagandistica su Twitter, lanciando lo slogan «#complicedisalvini» attraverso una rete di 700 profili che commentano e ritwittano il messaggio originale, rilanciandolo. L'«hashtag» da venerdì sera fino alla mattina dopo è stato nella classifica dei «trending topics». Funziona? Sicuramente. Ma la vecchia tv è tutt'altro che superata. Non per niente Salvini ha diffuso il video poco prima dell'orda dei Tg della sera.

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Commenti
Ritratto di bergat

bergat

Dom, 09/09/2018 - 10:41

Perchè scandalizzarsi' questi sono i nuovi veicoli della comunicazione che rendono quelli della giustizia ammuffiti e vecchi. Ammuffiti a tal punto che la magistratura non si rende conto degli obiettivi che dovrebbe raggiungere e si scaglia contro gli innocenti e difende i colpevoli, tanto non si è accorta del mutamento dei tempi e del mondo che ci circonda. Viene voglia quasi di chiedersi: ci serve una giustizia così ingiusta ed elefantiaca?. Basta guardarsi attorno che capire che non si può più procrastinare una riforma radicale della giustizia, costituzionalmente o meno.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 09/09/2018 - 11:33

Mi sembra un motivo di trasparenza, quella che altri non hanno.