L'affluenza, lo scontro, i poli: che cosa è successo in Emilia

Il risultato delle Regionali certifica un ritorno al bipolarismo. I temi hanno mobilitato gli elettori con la corsa al seggio

Il voto delle Regionali dà due certezze: la prima è il crollo totale dei Cinque Stelle, la seconda è il ruolo decisivo dell'affluenza nelle regioni rosse. Di fatto il risultato della consultazione elettorale ha uno scenario chiaro: una regione a trazione Pd (e storicamente rossa) resta a sinistra (ma accogliendo anche la spinta della Lega) e il Sud con la Calabria torna nuovamente nelle mani del centrodestra con la vittoria della candidata di Forza Italia. Ma i riflettori erano puntati tutti sull'Emilia, vero palcoscenico della sfida che avrebbe potuto dare una spallato pesante al governo. (Guarda tutti i risultati)

A determinare la vittoria di Bonaccini è stata l'altissima affluenza. Alle urne è andato il 67 per cento degli aventi diritto contro il 37 per cento del 2014. Un quadro che certifica l'importanza di questo appuntamento e la mobilitazione totale dell'elettorato di sinistra che è andato alle urne anche sotto la spinta delle Sardine scese in piazza per far da stampella ad un Bonaccini che temeva una sonora batosta. Le città fortino dell'Emilia che avevano tenuto alle Europee hanno fatto registrare un'affluenza record. E in alcuni casi questa è cresciuta. Basti pensare ai picchi del 70 per cento toccati a Bologna e alle alte percentuali di Modena e Reggio Emilia. Anche a Ravenna gli elettori di Bonaccini si sono recati in massa alle urne facendo registrare un'affluenza del 69 per cento. A Ferrara dove la Lega ha un suo sindaco, l'affluenza è calata dal 68 al 65 per cento. E a spiegare meglio cosa è accaduto in Emilia Romagna è l'analisi di Salvatore Vassallo, direttore dell'Istituto Cattaneo. Secondo Vassallo a spingere il voto sarebbe stata l'accensione dello scontro in campagna elettorale. Un elemento che ha mobilitato gli elettori verso le urne. "I dati sull’affluenza insieme alle proiezioni segnalano un’inversione rispetto agli ultimi sondaggi", ha affermato Vassallo. Poi un'analisi sui protagonisti di questa tornata elettorale, le Sardine e la macchina leghista guidata da Salvini sempre presente sul campo: "Quella di Salvini era una strategia consapevole, sapeva di imporre un’agenda divisiva. Di certo, dal suo punto di vista si poteva attendere una reazione più debole in una fase di grande debolezza della leadership del centrosinistra. Le Sardine, invece, hanno mobilitato gli elettori più di quanto fosse prevedibile".

Poi, inutile negarlo, il tracollo dei Cinque Stelle ha di fatto riaperto il terreno del bipolarismo. Da un lato il centrosinistra, dall'altro il centrodestra. E così c'è stato un ritorno al passato: "Il ritorno allo schema bipolare è legato alla confluenza dell’elettorato in una o nell’altra alternativa, in questo senso ha funzionato la polarizzazione lanciata da Salvini e poi dalle Sardine. I dati sull’affluenza confermano, però, che questa strategia ha mobilitato entrambi i fronti". Insomma la sfida in Emilia al di là dei risultati di vincitori e vinti segna un ritorno ad una politica ante-M5s con due blocchi chiari che si sfidano alle urne. E così il vero sconfitto di queste Regionali è il Movimento destinato sempre più ad una lenta agonia verso la fine e con Di Maio ormai fuori dai giochi.

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Commenti

GovernoTecnico

Lun, 27/01/2020 - 09:31

Adesso mandare subito a processo Salvini!

Cheyenne

Lun, 27/01/2020 - 10:03

Io non credo che le sarde c'entrino niente o abbiano capacità di mobilitare. Penso piuttosto che l'elettorato rosso abituato da decenni di governo clientelare abbia avuto la sensazione di perdere qualche privilegio e mangiatoia per cui c'è stata una mobilitazione generale spontanea a difesa dei "diritti acquisiti".

sbrigati

Lun, 27/01/2020 - 10:09

Come scrissi tempo fa, troppi interessi in Emilia per un cambiamento. Una piccola svolta è stata ottenuta, certo che se gli alleati della Lega fossero riusciti a raccogliere più consensi, il divario si sarebbe ridotto ulteriormente.

Angelo664

Lun, 27/01/2020 - 10:30

Bah, convertire dei rossi non e' facile, votano cosi' perche' lo hanno sempre fatto e non cambieranno mai, ignoranti cronici. C'è' da dire che non sempre Salvini ha mantenuto un comportamento sobrio ma si e' esposto troppo e malamente. Inoltre a me i suoi cambiamenti non sono affatto piaciuti. Prima si allea con FI e Meloni, prende voi e poi li abbandona per andare con i 5 stelle, abbandona prematuramente anche questi e consegna l'Italia al PD ! Bello stratega, bravo, complimenti.

Abit

Lun, 27/01/2020 - 10:32

Al di là della chiara Vittoria di Bonaccini mi sembra che Bibbiano ed i centri montani non abbiano pesato un gran che sul voto!

Ritratto di Risorgeremo

Risorgeremo

Lun, 27/01/2020 - 10:37

È successo che il PD si è pappato l'ala sinistra del M5S (dopo che Salvini aveva sbranato quella destra), e ciò vale elettoralmente un buon 10%. Ma quali sardine!

Abit

Lun, 27/01/2020 - 10:41

A governotecnico: si Salvini , Di Maio e Conte. Ma con magistratura democratica l’accusato sarà solo uno. Lo dico per esperienza non diretta ma di famiglia !

Marcnic

Lun, 27/01/2020 - 10:42

Cosa è successo in Emilia? Semplice: gli Emiliani non si sono fatti imbrogliare dai bacioni a prosciutti, madonne, mojiti...

Altoviti

Lun, 27/01/2020 - 10:44

Il problema è il clientelismo della regione e gli stranieri che sicuramente hanno fattp votare in massa: basta andare a Bologna o a Parma e si vede subito che gli italiani sono soprafatti dagli stranieri. Ecco perché vogliono sempre più migranti perché sono elettori per loro visto che gli italiani non li votano più ma che ai rossi piacciono le prebende ed i soldi sono pronti a tutto: il Comunismo è una creazione diabolica.

Ritratto di gianky53

gianky53

Lun, 27/01/2020 - 11:17

Dopo oltre 70 di potere assoluto, dove gli imprenditori privati sono i veri eroi della intrapresa, gli interessi clientelari del sistema coinvolgono la maggioranza della popolazione. Ho sempre avuto forti dubbi sulla possibilità di capovolgere la situazione. Festa in piazza grande e frittelle con sardine per tutti sotto la benedizione della Cei.

Arnyarny

Lun, 27/01/2020 - 11:40

Governo tecnico,a parte dire pagliacciate contro Salvini,il nulla.

Arslan

Lun, 27/01/2020 - 11:49

@gianky53 (11:17)...se gli interessi ai quali assolvono i politici di sinistra dell'Emilia soddisfano la maggioranza della popolazione...vuol dire che tanto "clientelari" non sono...o no? Sono semplicemente gli interessi della maggioranza...o no? Certo che siete proprio esilaranti...

lorenzovan

Lun, 27/01/2020 - 15:20

arny arny..per le pagliacciate il felpino non ha concorrenti...ricorda sempre di piu' Brancaleone alle crociate... e tu uno dei suoi "guerrieri"lolololo

buonaparte

Lun, 27/01/2020 - 18:20

vorrei ricordare che l'emilia romagna non è sempre stata comunista. prima del 45 era la regione piu fascista di italia dove è nato il fascismo ed il duce.. dopo il 45 magicamente è diventata rossa fino ad ora . ricordo che stranamente quasi tutti gli archivi dei comuni e di altro genere in emilia romagna sono stati distrutti e manomessi per nascondere il passato di molti personaggi comunisti e rifarsi una verginità antifascista .. le falsità storiche dette dai comunisti sono enormi.