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L'Anm si schiera: affetto per Paolo. Fdi su Scarpinato: "Deve dimettersi"

Tango: "Vicini alla famiglia". Il nodo del 5s: se non lascia l'Antimafia non può essere ascoltato. La solidarietà al "Giornale" e agli editori Angelucci

L'Anm si schiera: affetto per Paolo. Fdi su Scarpinato: "Deve dimettersi"
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"Sono vicino alla famiglia Borsellino, con la stima e l'affetto che abbiamo dimostrato in questi anni e che continueremo a dimostrare con i fatti. L'ho detto già a Manfredi Borsellino e lo ribadisco pubblicamente". Giuseppe Tango, presidente dell'Anm, è intervenuto così in merito agli insulti che l'ex pm Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia nell'inchiesta sul depistaggio dell'indagine mafia-appalti, ha rivolto al defunto Paolo Borsellino come emerso dalle intercettazioni.

"C'è una vicenda giudiziaria aperta da una parte, e un dibattito politico aperto dall'altro. Non voglio entrare in nessuna delle due vicende, per rispetto istituzionale", ha precisato Tango riferendosi all'indagine che vede Natoli accusato di favoreggiamento alla mafia nell'inchiesta sul depistaggio dell'indagine mafia-appalti. Si tratta in ogni caso di una presa di posizione netta del presidente dell'Anm rispetto alle parole riportate nella richiesta di archiviazione di uno dei procedimenti sulle stragi del '92 aperti dalla Procura di Caltanissetta. Ma non solo. Tango non ha parlato a titolo personale ma proprio da presidente della Anm per cui, secondo quanto ci risulta, dopo il suo comunicato anche le correnti considerate vicine alla sinistra presenti nella giunta hanno pienamente condiviso le sue parole. Le inchieste su Natoli e sul senatore pentastellato Roberto Scarpinato pubblicate su Il Giornale sono, dunque, diventate il bersaglio preferito del M5S. Le accuse e gli insulti sono proseguiti anche ieri.

E mentre gli altri partiti del campo largo restano in silenzio, il centrodestra difende il nostro lavoro. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, denuncia: "Il tenore degli attacchi dei Cinquestelle di ieri rivolti a Il Giornale e al suo direttore, così come a Il Tempo e a Libero sono inqualificabili". Secondo il ministro, "la libertà di stampa e di pensiero, in un ordinamento democratico, non possono trovare offesa e intimidazione da parte di esponenti di partiti politici e tantomeno da autorevoli esponenti del parlamento". Lollobrigida conclude: "Questo clima di odio non può essere alimentato da chi rappresenta il popolo italiano, alle redazioni e ai direttori dei giornali vittime di questo attacco vada la mia più sincera solidarietà".

Fratelli d'Italia, poi, chiede le dimissioni del senatore Scarpinato da componente della commissione Antimafia così da poter essere audito dalla commissione stessa. Il senatore Salvatore Sallemi, dopo averci espresso la sua solidarietà, attacca i pentastellati: "Per queste persone il giornalismo di inchiesta e la libertà di stampa vanno difesi solo se favorevoli alla sinistra". Il senatore considera "vergognoso" il "tritacarne mediatico degno delle peggiori dittature sovietiche" nel quale sono finiti i giornali del gruppo Angelucci. Secondo Sallemi, Scarpinato "invece di scatenare i suoi scagnozzi per provare a distrarre l'attenzione dalle sue vicende" dovrebbe dimettersi e "così chiarire una volta per tutti i suoi rapporti".

La deputata Sara Kelany taglia corto: "È inutile che i 5 stelle parlino di macchina del fango, le intercettazioni sono chiare e non lasciano spazio a dubbi, anche là dove insultano la famiglia Borsellino e lo stesso giudice". Le fa eco la collega Augusta Montaruli: "I vertici M5S farebbero bene a guardare in casa propria anziché tentare di censurare la stampa e fare polemica per nascondere la necessità di fare chiarezza".

Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, poi, non ha dubbi: "A ruoli invertiti assisteremo a girotondi e manifestazioni per denunciare l'attentato alla democrazia". Anche Lucio Malan, suo omologo al Senato, considera "vergognoso" il trattamento "riservato ai giornalisti di quel quotidiano, oltre a quelli de Il Giornale e di Libero". Per la Lega il deputato Igor Iezzi esprime "la più ferma solidarietà all'editore Antonio Angelucci e a tutti i collaboratori de Il Giornale, Libero e Il Tempo".

"Davvero triste - dice Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico - che, anche a distanza di più di 30 anni, il massimo che certa politica riesca a fare sui misteriosi eventi dell'estate del 1992 sia attaccare la stampa, in questo caso Il Giornale, che riporta i fatti, nonché il suo editore Angelucci, e scattare sull'attenti della difesa corporativa quando un ex-magistrato la ordina. Libera stampa in libero Stato".

Non una parola, invece, né dall'Ordine dei Giornalisti né dalla Fnsi né da altre associazioni di stampa. Assordante il silenzio dei partiti di sinistra.

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