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L'anno nero della sinistra

Il Donald Trump che abbiamo conosciuto negli ultimi 365 giorni è l'incarnazione perfetta degli incubi progressisti

L'anno nero della sinistra
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Solo la storia decreterà l'effetto del ciclone Donald Trump II (inteso come secondo mandato) sulla destra mondiale. Ma bastano le cronache quotidiane per farsi un'idea dell'effetto che ha avuto sulla galassia progressista: devastante. Il 2025 è stato l'anno più sinistro per la sinistra globale. Perché il Donald Trump che abbiamo conosciuto negli ultimi 365 giorni è l'incarnazione perfetta degli incubi progressisti, la nemesi totale di tutte le ossessioni radical chic, talmente perfetta da sembrare generata da una diabolica intelligenza artificiale. Invece è tutto vero. Trump anche soltanto anagraficamente e fiscalmente - maschio bianco, eterosessuale e carico di soldi, allergico a qualunque galateo esistente sul pianeta - è il conto che un destino né cinico, né baro, ma assolutamente democratico, ha presentato alla dittatura del politicamente corretto. Ma non solo. L'era di The Donald ha reso evidenti tutte le contraddizioni dell'apparato culturale e ideologico della sinistra. Solo qualche esempio di reazione scomposta alle azioni (talvolta pure queste poco composte) del presidente: lui impone dazi a mezzo mondo e i progressisti - un tempo fieri anticapitalisti - reclamano l'odiato libero mercato; lui porta a casa la tregua in Medioriente e loro - che da mesi sfilano e navigano e spaccano tutto in nome del pacifismo - si lamentano che la pace se la fa Donald non è comunque abbastanza pace; lui promette aiuti ai ribelli iraniani che combattono contro un regime teocratico che perseguita dissidenti, donne e omosessuali - e loro, che sono laici, hanno il mito della Resistenza, si piccano di difendere i diritti Lgbtq+ ecc ecc - criticano l'imperialismo di Trump invece che prendersela con gli ayatollah. Lui depone un dittatore marxista in Venezuela e loro - beh qui con una certa coerenza con le proprie radici - attaccano l'inesistente "dittatura americana".

Che i progressisti fossero in realtà dei conservatori del peggio - o più correttamente degli odiatori seriali di ogni innovazione, dei misoneisti - non è una grande novità. Ma ora c'è la pistola fumante. Ed è, senza dubbio, uno dei tanti effetti Trump.

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