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"L'arma puntata alla testa, le figlie ostaggio e le botte. Mi hanno portato via tutto"

L'ex senatore vittima di rapina: "Mi hanno aspettato sotto casa, sono spuntati dal nulla come fantasmi"

"L'arma puntata alla testa, le figlie ostaggio e le botte. Mi hanno portato via tutto"
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Senatore, come sta?

"Sono stato massacrato di botte".

Cosa è successo?

"Mi hanno aggredito, picchiato, rapinato e depredato di tutti i miei beni".

Chi parla è Alberto Filippi, ex senatore della Lega. Imprenditore molto conosciuto nel vicentino. Ieri notte ha subito una rapina a mano armata al rientro nella sua villa ad Arcugnano. Dalla voce traspare tutta l'angoscia e la paura della notte appena trascorsa. Cerchiamo di farcela raccontare. Mi racconti bene come sono andate le cose.

"Era notte, ormai, le 11 di sera di venerdì. Io rientravo da una cena e come al solito ho parcheggiato l'auto in garage. Appena sono uscito dal garage si sono scaraventati contro di me quattro personaggi incappucciati e mascherati. Sono usciti come fantasmi da un cespuglio dove si erano nascosti. Mi hanno circondato".

Lei ha provato a reagire?

"Avevo un cellulare in mano e ho cercato di fare partire una telefonata a mia moglie".

Dove era sua moglie?

"In casa con le bambine. Volevo avvertirla, dirle che si barriscasse e chiamasse la polizia".

Invece cosa è successo?

"Loro mi sono saltati addosso, mi hanno fatto cadere il telefono, mi hanno dato dei pugni e dei calci".

Erano italiani?

"No, dell'Est Europa. Mentre mi colpivano a uno di loro è scivolata la maschera, aveva un naso grosso, non ho visto di più. Però è stato lui a tirare fuori dalla tasca una grossa pistola".

Carica?

"Ha fatto scorrere il carrello davanti ai miei occhi, l'ha armata. E poi me l'ha puntata in faccia. Se partiva il colpo ero morto".

Cosa le ha detto?

"Mi ha detto di aprire il portone di casa. Siamo entrati al pianterreno. Uno di loro mi ha puntato sul fianco un cacciavite di almeno 20 centimetri, mi teneva per il collo, e mi diceva: se fai una sola mossa ti ammazzo".

Gli altri?

"Gli altri tre sono saliti al piano alto, dove c'era mia moglie con le bambine, una di 13 anni, la più piccolina di 10".

Le hanno prese in ostaggio?

"Si, hanno preso in ostaggio sia le bambine sia mia moglie. Poi a un certo punto hanno portato mia moglie nelle altre stanze perché volevano che aprisse la cassaforte".

E lei l'ha aperta?

"Certo, ma era vuota. Allora hanno messo a soqquadro tutta la casa e hanno razziato tutto quello che hanno trovato: oro, gioielli, orologi, cose di valore. Un bottino di notevole valore. Io ho sempre comprato cose di valore quando ho avuto dei risparmi. Penso che quegli oggetti li posso tramandare alle figlie e penso che col tempo possono aumentare di valore. Invece...".

Invece?

"Invece si sono presi tutto loro".

Hanno fatto male alle bambine e a sua moglie?

"No, a loro no. Io sono pieno di escoriazioni e ho un occhio nero".

Quanto è durata la rapina?

"Circa un'ora, poi ci hanno chiuso in una stanza, ci hanno minacciato e sono scappati".

Avete chiamato subito i carabinieri?

"Sì, sono arrivati immediatamente. Hanno già iniziato le indagini".

Ci sono novità?

"Sì, ci sono ma non posso dirle niente"

Ci sono telecamere intorno alla sua casa?

"Sì, ce ne sono molte".

In quei momenti nei quali era ostaggio ha temuto per sua moglie e per le figlie?

"Certo. È stato tremendo. Mi sono passati per la testa almeno quattro miliardi di pensieri".

Come stanno ora le sue figlie e sua moglie?

"Mia moglie è molto forte e anche le mie due figlie: sono traumatizzate, certo, ma stanno bene".

Anche lei mi sembra traumatizzato.

"Sì, ma anche io sono abbastanza solido. Si reagisce".

È la prima volta che subisce una rapina?

"Sì, è la prima volta".

C'è un problema di insicurezza in questa regione e in Italia?

"Sì, un problema enorme. La sicurezza è uno dei punti fondamentali che la politica dovrà assolutamente affrontare".

Un bilancio di questa giornata tremenda?

"È andata male ma è andata anche bene...".

Come bene?

"Le botte passano. La vita resta. E ora va vissuta".

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