La guerriglia in strada, l'assedio a Palazzo Chigi e gli scontri: è la violenza dei no pass

Il leader di Forza Nuova Castellino a guidare la protesta. Respinto l'assalto a un blindato, poi il corteo punta verso i palazzi del potere. Sparati fumogeni e bombe carta, i manifestanti bloccati con lacrimogeni e getti degli idranti.

La guerriglia No Pass si scatena su Roma. Folla a Palazzo Chigi assediato per ore. Scontri con la polizia

Roma. Assalto alla capitale. Blindati circondati da centinaia di manifestanti, calci alle camionette della celere, lancio di bottiglie e bombe carta contro gli agenti in tenuta anti sommossa, saracinesche abbassate e turisti in fuga. Roma come al G8 di Genova. Assaltata e occupata la sede nazionale della Cigl, tafferugli in via del Tritone, giornalisti spintonati e cacciati. Decine di fermati, fra questi ultrà di varie tifoserie. Doveva essere un «pacifico» sit-in, uno dei tanti programmati dai gruppi No Pass, in piazza del Popolo, a Roma. In meno di un'ora si è trasformato in guerriglia urbana. Dai 10mila in piazza, provenienti da tutt'Italia, si staccano a gruppi di centinaia, tutti con il volto coperto e armati di bastoni e petardi.

A guidare un primo corteo non autorizzato il leader di Forza Nuova, Giuliano Castellino, sorvegliato speciale, già colpito da tre Daspo, inspiegabilmente in piazza nonostante i divieti. «Siamo 100mila - dice Castellino - Oggi fermiamo il certificato verde. La forza della piazza contro la tirannia sanitaria, la forza della gente contro le emergenze inventate». «Stasera ci prenderemo Roma» gridano altri, dai megafoni, incitando alla rivolta. Pomeriggio di scontri durissimi, insomma, fra migliaia di «black bloc No Pass» diretti da via del Corso a Palazzo Chigi ma respinti da cariche della polizia. Lacrimogeni, getti d'acqua ad alta pressione, manganellate: ci sono volute ore per disperdere i più violenti. Gruppi ben organizzati e armati di pietre, bombe carta, bottiglie.

Ore 17, tra piazza del Popolo e piazzale Flaminio la polizia è costretta a ritirarsi dopo un primo assalto di un centinaio di persone a un blindato. Un'azione che solo per un soffio non si è trasformata in tragedia, quando il gruppo cerca di ribaltare il mezzo. Colpi di bastone e pugni ai finestrini, sassi contro il parabrezza. E c'è stato chi, persino, si è arrampicato fino al tetto del furgone urlando «Libertà Libertà». A quel punto gli agenti non hanno potuto fare altro che battere in ritirata, evitando che l'assalto avesse gravi conseguenze. Ma è da Porta Pinciana, direzione villa Borghese e via Veneto, che due ali si staccano dal resto dei manifestanti. Secondo quanto scrivono in diretta sui social, sono i poliziotti a cercare di investire un paio di manifestanti. Volti coperti, il tricolore sventolato davanti alle telecamere, urla e insulti al primo ministro Mario Draghi. Lancio di petardi, sassi, sanpietrini, in programma c'è un blitz contro i sindacati. Alle 17,58, prima che le forze dell'ordine possano fare muro, viene sfondato il portone della Cigl facendo scattare il sistema d'allarme al grido di «Landini Landini dimettiti». Poi: «Giù le mani dal lavoro. Venduti». Nell'atrio c'è chi distrugge quello che capita a tiro, altri li fermano: «No, non dobbiamo sfasciare». Già fatto. Il sindacato, «colpevole» secondo i No Green pass, di non difendere i lavoratori, costretti dal 15 ottobre ad avere il certificato per entrare nei posti di lavoro, è occupato. «Come si può consentire a un corteo di partire da piazza del Popolo e arrivare alla sede della Cigl? Non basta dire che sono fascisti, bisogna impedire con ogni mezzo di agire indisturbati. Nessun dialogo con chi assalta le sedi sindacali» twitta Marco Bentivogli, ex segretario generale della federazione metalmeccanici.

Il corteo non autorizzato sfonda il cordone di polizia e guardia di finanza in largo Brasile, dopo esser passato per villa Borghese. A guidarlo è ancora il leader nazionale di Forza Nuova Roberto Fiore, affiancato da Giuliano Castellino. Sono passate le 18 quando la polizia esplode diversi colpi di lacrimogeni per impedire l'assalto a Palazzo Chigi. Gli agenti sbarrano l'accesso al portone posteriore all'edificio del Parlamento. Poi tocca ancora una volta agli idranti, ma i manifestanti non mollano e rispondono alle cariche lanciando di tutto. Una guerra. Alla testa dei dimostranti sempre esponenti di Forza Nuova, decisi a sfidare la polizia nonostante siano in molti a chiedere di manifestare pacificamente. Mezz'ora dopo viene bloccato il traffico sul lungotevere occupando ponte Margherita, l'attraversamento sul fiume all'altezza di piazza del Popolo. In via del Corso manifestanti e forze di polizia si fronteggiano. Sono decine le persone portate in questura, alcuni feriti sono stati soccorsi ma nessuno è in gravi condizioni. Al vaglio degli investigatori ruoli e posizione dei fermati. Una regia unica, secondo gli inquirenti che indagano sugli scontri. Centinaia di filmati sono in mano agli uomini della Digos che dovranno individuare i responsabili di quanto accaduto.

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