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Lega, Salvini vince i congressi. "Orgoglioso della squadra"

I "nordisti" bossiani si impongono a sorpresa a Brescia ma nelle altre sfide della Lombardia restano al palo

Lega, Salvini vince i congressi. "Orgoglioso della squadra"

La Lega prova a rimettersi in carreggiata e Matteo Salvini tiene le mani sul volante. È un segnale di vita quello del Carroccio che sta celebrando i congressi in Lombardia, uno dei suoi «polmoni».

Certo, il crollo alle Politiche ha avuto un impatto non indifferente sugli umori e le prospettive leghiste. Ha fatto emergere malumori e delusioni. Non è stato un colpo indifferente, eppure a giudicare dai risultati di ieri non è stato il colpo del ko in via Bellerio. Da un lato una fronda di delusi c'è, e qua e là si toglie qualche soddisfazione, per esempio a Brescia, ma complessivamente viene rintuzzata. E la leadership salviniana subisce qualche contropiede, ma non si può dire che sia in crisi. Tiene. Vince a Varese, incassa un congresso unitario a Lodi, a Como, e a Cremona. Un'affermazione salviniana si registra anche a Pavia, dove è più radicata la fronda «nordista», quella che sabato, al castello di Giovenzano, ha ospitato il ritorno di Umberto Bossi, il vecchio capo che nonostante le condizioni di salute difficili ha voluto essere al fianco dei due colonnelli «ribelli», l'eurodeputato Angelo Ciocca e l'ex segretario regionale Paolo Grimoldi. A metà circa del percorso congressuale, insomma, Salvini non sembra in pericolo. Oggi esiste un solo evento in grado di minacciarlo, e al momento appare impensabile più che improbabile: un flop alle regionali in Lombardia.

La Lega lombarda conta ben 16 segreterie provinciali (alle 12 istituzionali aggiunge anche Crema, Ticino, Martesana e Val Camonica). Per ora ne ha portate al voto otto, ma grandi. Anche ieri, domenica piovosa a tre settimane dal Natale, hanno partecipato migliaia di iscritti, tanti fra gli aventi diritto: «Mediamente siamo sul 75%» calcola il segretario lombardo Fabrizio Cecchetti. E Salvini può dirsi a buon grado «felice e orgoglioso di come la Lega coinvolga e dia la parola a migliaia di militanti che in questo fine settimana hanno eletto come segretari Roberta Sisti, Laura Santin, Simone Bossi, Claudio Bariselli, Jacopo Vignati, Guglielmo Ferrarese e Andrea Cassani».

Qualche nome lo fa sentire sollevato più di altri, per esempio quelli del sindaco di Gallarate Cassani e del pavese Vignati confermato, ma i fedelissimi fanno notare come anche la bresciana Sisti, sostenuta dal Comitato del Nord, sia in realtà una sua amica. E il tentativo di minimizzare riguarda anche Bergamo, dove due settimane fa ha vinto Fabrizio Sala, chiedendo le primarie, mentre i salviniani «ufficialmente» sono stati sconfitti. «Ma Sala ha come foto profilo su Facebook la scritta iostoconsalvini - fa notare qualcuno - sono in gran parte, se non solo, dinamiche locali».

Alla fine, il dato più rassicurante arriva dai congressi unitari. Quello di Como per esempio. O Lodi, provincia piccola, in cui la Lega potrebbe subire un ridimensionamento di eletti. Un problema, visto che ora esprime due assessori (l'ex capogruppo Pietro Foroni, titolare della delega al Territorio, e Guido Guidesi, figura chiave della Lega «di governo»). Ebbene, anche qui il partito è rimasto unito. E sono questi i risultati che rincuorano Salvini: «Mentre altri chiacchierano noi coinvolgiamo e facciamo scegliere i militanti: semplicemente, ovunque ha vinto la Lega». Un po' ammaccato ma il Capitano tiene, e può provare a costruire la narrazione di una rimonta, anche sugli alleati-avversari di FdI.

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