La Lega: si indaghi sui finanziamenti del Qatar per costruire moschee in Italia

Alla luce del Qatargate, adesso la Lega chiede lumi sui soldi arrivati dal Qatar per le moschee italiane

La Lega: si indaghi sui finanziamenti del Qatar per costruire moschee in Italia

Alla luce del Qatargate, adesso la Lega chiede lumi sui soldi arrivati dal Qatar per le moschee italiane. Un fiume di soldi, tra i 20 e i 30 milioni di euro, che hanno fatto del piccolo e ricco emirato sul Golfo «il principale finanziatore di centri islamici in Europa, perlopiù legati ai Fratelli musulmani», come ha detto l'esperto di islamismo Lorenzo Vidino. E ora è il Carroccio a volerci veder chiaro. «Il Qatargate spiega il capogruppo leghista al Senato, Massimiliano Romeo - ha sollevato inquietanti interrogativi sulle ingerenze di Doha nelle scelte politiche europee». In particolare, Romeo ricorda «la rivelazione da parte dell'ex presidente dell'Ucoii», Izzeddin Elzir, «di donazioni dal Qatar alle comunità islamiche in Italia per la nascita di moschee e centri di preghiera, raccolte negli ultimi anni per un totale di 30 milioni di euro». Soldi a pioggia, arrivati tramite la «Qatar Charity Foundation», ente che, ricorda l'esponente leghista, «da anni promuove la fede islamica attraverso donazioni delle quali avrebbero beneficiato una cinquantina di comunità nel nostro Paese». Secondo il presidente dei senatori del Carroccio lo scopo di queste donazioni, ossia «rafforzare la presenza della cultura islamica in occidente», costituisce una «notizia preoccupante dal momento che è noto che il Qatar è uno dei principali sostenitori dell'organizzazione politica radicale dei Fratelli Musulmani». Per questo il capogruppo al Senato del partito guidato da Matteo Salvini ha presentato nei giorni scorsi una interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sul tema dei finanziamenti ad associazioni religiose e centri culturali islamici. «Le ultime vicende insiste Romeo - confermano ciò che diciamo da anni: è necessario fare chiarezza sulle moschee, quante sono quelle presenti in Italia e chi le finanzia, rendere trasparenti le finalità dei finanziamenti alle associazioni religiose e ai centri culturali islamici. Già nella scorsa legislatura abbiamo presentato delle proposte di legge in tal senso, perché riteniamo necessario che tutto sia fatto alla luce del sole, per evitare che dietro le opacità si celi un sistema pericoloso, volto a promuovere l'estremismo islamico».

Insomma, anche se l'ex numero uno dell'Ucoii e imam di Firenze ha sostenuto la legittimità di quei bonifici, «tracciati e trasparenti», affermando anche la compatibilità dell'ideologia dei Fratelli Musulmani con la normativa italiana, sul punto il Carroccio non è affatto convinto. E Romeo definisce infatti questo fenomeno «preoccupante e che comporta rischi per la sicurezza nazionale, visti i numerosi casi, in Italia e in Europa, di individui radicalizzati che provengono proprio da moschee abusive, legati ad associazioni islamiche».

Lo stesso Salvini, in passato, aveva del resto sollevato non pochi dubbi sui finanziamenti per le moschee da costruire nel nostro Paese arrivati dall'emirato del Qatar.

A giugno 2017, per esempio, il leader leghista tuonava su Facebook: «Moschee finanziate con i soldi del Qatar! Roba da matti! Con la Lega al governo, nemmeno mezzo metro quadro a chi è anche lontanamente sospettabile di fiancheggiare il terrorismo islamico!», prendendosela, poi, con il progetto per la moschea di Sesto San Giovanni: «Se c'è dietro un Paese come il Qatar, non si apre neanche mezzo metro quadro di sottoscala».

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