È proprio vero quello che si dice: le peggiori nemiche delle donne sono le donne. Magari, leggendo, qualche femminista dura e pura, una di quelle con la canottiera e i peli sotto le ascelle (ultimamente di moda tra i membri dell'associazionismo femminile) avrebbe qualcosa da ridire. Però, sono i fatti a parlare. E i detti non si sbagliano mai. Un plotoncino di donne ha pensato bene di buttare letame davanti all'ufficio di Milano dell'avvocato e senatrice Giulia Bongiorno. Il motivo? La legge sugli stupri. Ad organizzare la protesta le solite, le compagne di Non Una di Meno. Senatrice, è amareggiata? "No, mi sembra un gesto insensato. Fuori dalla logica. Invito a guardare la mia storia" ci dice al telefono la leghista. Per le studentesse il disegno di legge "corretto" dalla presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno "è pericolosissimo per le donne". Al centro del dibattito una parola, il "consenso". La versione delle legge approvata all'unanimità alla Camera si concentrava sul consenso: senza un sì libero e attuale, l'atto è stupro. Al Senato, invece, su proposta di Giulia Bongiorno, il testo è stato corretto introducendo il riferimento alla "volontà contraria" della vittima, riportando l'attenzione soprattutto sul dissenso. Una parola semplice, ma a favore delle donne che, alcune, evidentemente non hanno capito. Se si parla di "volontà contraria" bisogna dimostrare che c'era dissenso percepibile. Senza un sì o un no. Le attiviste (e non solo loro, anche alcuni suoi colleghi politici) dicono che lei non stia lavorando per le donne "Guardi, al centro di tutto resta la volontà delle donne. Questo resta. È un passo storico. E mentre noi parliamo il codice penale attuale non riconosce la volontà della donna. Il testo non lo riconosce" precisa Giulia Bongiorno che, stanca degli attacchi, vuole mettere le cose in chiaro. "Quello che è sorprendente è che molte contestazioni si basano sulla non conoscenza del testo o del significato giuridico del mio testo. È venuto un tecnico - in audizione al Senato - il professore Gian Luigi Gatta, mai chiamato dal centrodestra per la audizioni (ma dal Pd ndr) e sa cosa ha detto? Che basta aprire il vocabolario Treccani, e trovare la parola dissenso per scoprire che è definita come mancanza di consenso. Perché cito lui? Perché non è del centrodestra ed è di alto livello. Ha detto quello!".
Risponde così a chi la accusa di giocare sulla pelle delle donne. Proprio a lei, all'avvocato (anzi, avvocatessa per fare un piacere alle femministe) che da sempre si è occupata di difendere le donne. "Non sono nata oggi, si possono fidare. Ho firmato il codice rosso e il codice rosso rafforzato. Ho dato un contributo alla legge sul femminicidio e a quella sullo stalking". Sorprende, poi, che ad accusarla siano anche alcune donne (e uomini) del Pd. A denunciarlo i senatori della Lega in commissione Affari Costituzionali Daisy Pirovano, Stefania Pucciarellie Paolo Tosato. "Mettere in discussione l'operato della collega sul nuovo testo riguardo la violenza di genere, in quanto "sottomessa alla volontà del suo segretario maschio, è aberrante" dicono i colleghi senatori. Solidarietà bipartisan.
La collega Simonetta Matone ha detto che "il letame sporca chi lo mette, non chi lo riceve". Solidarietà da parte del Movimento 5 stelle e da alcuni democratici. Fratelli d'Italia e Forza Italia esprimono sgomento per le intimidazioni ai danni di "un grande avvocato da sempre dalla parte delle donne".
Giulia Bongiorno ci tiene a specificare che "Si fa una contestazione erronea! Mi sorprende l'errore. Al centro di tutto c'è la donna. Un testo meno vago di quello uscito dalla Camera". Sì sa, ogni scusa è buona per fare politica. Anche sulla pelle delle donne.