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Le lettere choc di mamma Sempio a Stasi e alla madre: "Che Dio vi punisca"

Nelle carte l'odio per Alberto: "Vergogna. Per colpa tua ci siamo riempiti di debiti"

Le lettere choc di mamma Sempio a Stasi e alla madre: "Che Dio vi punisca"
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Non c'è solo l'ossessione per Chiara Poggi, tramutata in odio e in furia omicida di fronte al rifiuto delle sue avance. Andrea Sempio avrebbe covato un'ossessione anche per Alberto Stasi, al punto da tenere d'occhio tutto il percorso giudiziario del condannato per il delitto di Garlasco e ad accanirsi, insieme alla sua famiglia, su un giovane messo incredibilmente in catene. Dagli atti dell'inchiesta della Procura di Pavia, che ora indica Sempio quale unico responsabile dell'omicidio del 13 agosto 2007, ci sono anche le due lettere che Daniela Ferrari, la madre dell'indagato, aveva inviato in carcere a Stasi il 16 dicembre 2018 e il 31 gennaio 2019. Due missive cariche di cattiveria, mandate in onda durante lo speciale Ore14 Sera condotto da Milo Infante su Rai 2, in cui la donna scatena tutto il suo rancore sul prigioniero e perfino sulla madre Elisabetta Ligabò, rea, secondo la mamma di Sempio, di aver presentato l'esposto del 2016 che ha messo sotto i riflettori investigativi il figlio, poi archiviato in un'inchiesta lampo di due mesi oggi al centro del filone della Procura di Brescia, nell'indagine per corruzione in atti giudiziari che vede indagati l'allora procuratore aggiunto Mario Venditti e il padre di Andrea, Giuseppe Sempio.

"Negli anni ho lavorato come vigilatrice penitenziaria presso il carcere di Voghera, in molte celle c'era un cartello con scritto con i soldi e l'amicizia lo metti in culo alla giustizia. Quanto è vero", è una delle frasi che scrive la signora a Stasi. Una massima che, alla luce del fascicolo di Brescia, assume contorni ancora più gravi. "La mia famiglia pagherà per anni per qualcosa di ingiusto, mio figlio è innocente. Ci siamo riempiti di debiti per pagare gli avvocati, ci avete rovinati", prosegue la prima lettera. Ma è nella seconda che la Ferrari riversa tutto il suo disprezzo su Stasi e sua madre: "Auguro solo a te e a tutti quelli che hanno fatto male alla mia famiglia e a mio figlio Andrea che Dio o il destino o la vita (chiamalo come vuoi) vi riservi né più né meno di ciò che vi siete meritati". E ancora: "Un consiglio per tua madre: signora? Se quando guarda negli occhi suo figlio vede un innocente (come ha dichiarato in tele alle Iene) le consiglio una bella visita oculistica, ne ha bisogno, ma da un oculista bravo. Se non ha i 120 euro per la visita", rincara, "glieli offro io. Ci siamo mangiati migliaia e migliaia di euro a causa delle vostre indagini difensive e da innocenti. 120 euro non mi cambieranno la vita".

Il padre Giuseppe, invece, si appunta l'epiteto "bastardo" accanto al nome di Stasi in una pagina dell'agendina sequestrata il 26 settembre scorso. Su uno dei diari di Andrea, invece, l'indagato è indignato per la riabilitazione mediatica del condannato. "Lo stanno facendo santo", scrive dopo l'intervista di Stasi a Le Iene. Oggi è lui sotto i riflettori mediatici, a doversi difendere dalle accuse che gli muovono gli inquirenti, i quali hanno costruito un castello di 21 indizi e sono pronti a chiedere il rinvio a giudizio. "Non ho ammazzato io Chiara Poggi", dice Sempio in un'intervista mandata in onda da Quarto Grado, la prima dopo la discovery degli atti.

"Io non ho mai visto i video di Chiara, non c'è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c'è mai stato nulla di tutto ciò", garantisce. "Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene".

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