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"Unità di intenti". Faccia a faccia Meloni-Salvini: "Ora serve responsabilità"

L'incontro negli uffici di Fdi a Montecitorio. I due leader si sono confrontati per un'ora. "Clima di grande collaborazione e unità di intenti. Affrontare priorità e urgenze del Paese"

"Unità di intenti". Faccia a faccia Meloni-Salvini: "Ora serve responsabilità"

Primo faccia a faccia tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini in seguito alle elezioni politiche che hanno avuto come risultato la vittoria del centrodestra. Ieri l'aspirante premier ha ricevuto di persona Antonio Tajani di Forza Italia; oggi è stato il turno del leader della Lega, con cui è stato fatto un punto della situazione in vista dell'esecutivo che la coalizione sarà chiamata a guidare. Il vertice di un'ora si è tenuto negli uffici di Fratelli d'Italia a Montecitorio.

Il colloquio

In una nota congiunta dei due partiti viene fatto sapere che il colloquio si è svolto "in un clima di grande collaborazione e unità di intenti". Entrambi i leader hanno "espresso soddisfazione per la fiducia data dagli italiani alla coalizione" e di conseguenza hanno ribadito "il grande senso di responsabilità che questo risultato comporta". Nell'incontro sono stati affrontati "il punto della situazione e delle priorità e urgenze all'ordine del giorno del governo e del Parlamento, anche alla luce della complessa situazione che l'Italia sta vivendo".

Ieri il consiglio federale della Lega ha blindato Salvini, che dunque resterà alla guida del Carroccio nonostante l'8,9% ottenuto dagli italiani. Dalla riunione degli esponenti leghisti è emersa la necessità di prevedere "un ministero di peso" per Salvini. In giornata l'ex titolare del Viminale è tornato a rimarcare i continui arrivi di migranti in Italia e in tal senso ha dichiarato: "Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell'ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l'abbiamo". L'obiettivo dichiarato è quello di ripristinare i decreti Sicurezza. Le priorità della Lega sono inoltre caro-bollette, Autonomia e Quota 41.

La squadra di governo

La Meloni ha dedicato queste prime ore da vincitrice allo studio delle soluzioni che il governo sarà chiamato a mettere in pratica per risollevare le sorti del Paese. L'attenzione è ovviamente rivolta anche verso la squadra di governo, con i ministeri che dovranno essere assegnati a personalità di alto profilo e di assoluto valore. Ecco perché l'entusiasmo è stato tenuto a bada fino a questo momento, consapevole che la vera partita inizia proprio ora.

Di recente è spuntata l'ipotesi di un esecutivo a tre punte, prevedendo la possibilità di riservare (ad esempio) ad Antonio Tajani e a Matteo Salvini il ruolo di vicepremier. Da vedere se per loro, nel caso, ci sarà posto anche per un dicastero. La formazione dei ministri dovrebbe essere in larghissima parte composta da personaggi politici, mentre figure tecniche potrebbero riguardare l'Economia e lo Sviluppo economico. Ma siamo solo alle mere opzioni teoriche.

I rapporti nel centrodestra

Il centrodestra fin da subito ha esposto la convinzione di dare al Paese un governo forte e solido, che sappia rispondere alle urgenze per i prossimi cinque anni. In giornata la Meloni ha voluto zittire le indiscrezioni riportate da La Repubblica e La Stampa, secondo cui la leader di Fratelli d'Italia non sarebbe disposta ad assecondare le richieste di Salvini per un ministero chiave poiché ritenuto filo-russo.

La presidente di FdI le ha etichettate come bugie e ha garantito che il centrodestra è unito per prendere il timone del Paese: "Trovo abbastanza surreale che certa stampa inventi di sana pianta miei virgolettati, pubblicando ricostruzioni del tutto arbitrarie. Si mettano l'anima in pace: il centrodestra unito ha vinto le elezioni ed è pronto a governare. Basta mistificazioni". In effetti la Meloni in questi giorni non ha voluto prendersi la scena mediatica, restando in silenzio e iniziando ad affrontare i dossier più delicati.

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