Lite per i sottosegretari: i partiti affilano le unghie

Dipenderà anche dalle scelte di Draghi, che potrebbe tenere per sé dei posti da destinare a fedelissimi

Ancora incertezze per quanto riguarda la formazione dei sottosegretari del governo Draghi, al momento sembra improbabile che si possa arrivare al dunque entro domani.

Per ora si parla di 11/12 posti per M5S, 7/9 per Lega e Pd, 7 per FI, 2 per Italia Viva, 1 per Leu e qualche altra fronda di "responsabili". Ovviamente dipenderà anche da quanti sottosegretariati Draghi vorrà tenere sotto il suo controllo affidandoli a "tecnici" strettamente vicini a lui ed ai suoi interessi. Tra i sottosegretariati più combattuti quello del Mef, coi partiti pronti a scannarsi: i grillini puntano sul ritorno di Laura Castelli, i dem sulla riconferma di Antonio Misiani. Anche la Lega allunga le mani sul Mef e propone la candidatura di Massimo Bitonci. Il Carroccio ha già nel mirino anche gli Interni: si parla di Stefano Candiani, meno indigesto al Pd dell'altro candidato Nicola Molteni. Cedere gli Interni alla Lega, però, porterebbe i dem ad avere un credito da riscuotere con la riconferma di Andrea Martella all'Editoria.

Tornando ai grillini, spunta anche il nome di Francesca Businarolo e quello di Gianluca Perilli per la Giustizia, ministero fondamentale per portare avanti il discorso sulla "prescrizione", ultima promessa residua della campagna elettorale non ancora smontata. La miglior difesa è l'attacco, si dice, pertanto i pentastellati sono anche all'assalto del Lavoro per schermare il reddito di cittadinanza: il nome è quello di Maria Pallini. Allo Sviluppo economico si vocifera di Carla Ruocco, sulla quale tuttavia incombe il problema del ruolo di presidente della commissione di inchiesta sulle banche, che i grillini non vorrebbero rimettere in discussione. Giancarlo Cancelleri potrebbe restare ai Trasporti, anche se non è escluso un passaggio al ministero del Sud, per il quale si parla anche di Gilda Sportiello. Per l'Interno la proposta dovrebbe essere Carlo Sibilia, per la Salute Pierpaolo Silieri, per la Scuola Luigi Gallo (in corsa anche l'ex sottosegretario alla Cultura nel primo governo Conte Gianluca Vacca). Alla difesa potrebbe tornare Angelo Tofalo, mentre per la Disabilità si parla di Alessandra Maiorino. Al fianco di Di Maio, i grillini sperano di piazzare uno tra Emanuela Claudia Del Re o Manlio Di Stefano.

Apertura di genere alle donne dopo le polemiche dei ministri uomini per il Pd, che vorrebbe proporre Marina Sereni agli Esteri, Anna Ascani alla Scuola, Sandra Zampa alla Salute, Simona Malpezzi ai Rapporti con il Parlamento, Lorenza Bonaccorsi alla Cultura, Francesca Puglisi al Lavoro ed Alessia Morani al Mise. Puntano al sottosegretariato anche Marianna Madia (Economia o Innovazione tecnologica), Valeria Valente (Giustizia), Susanna Cenni (Agricoltura) e Titti Di Salvo

Sgomitano per ottenere un sottosegretariato anche le forze politiche più piccole, che hanno deciso di appoggiare Draghi in Parlamento, ovvero Leu, Maie, +Europa, centristi e Autonomie. Visti i meriti nella caduta del governo Conte, invece, Renzi punta almeno a due sottosegretari: si parla di Lucia Annibali alla Giustizia e Gennaro Migliore, Daniela Sbrollini allo Sport. Ciò non significa che Italia Viva rinunci ai ministeri economici, anzi: Luigi Marattin, Daniela Conzatti e Mauro Marino sono in lizza per il Mef.

Eccoci al Carroccio, che oltre al Viminale propone Massimiliano Romeo all'Agricoltura o all'Innovazione, Lucia Borgonzoni all'Istruzione, Massimo Bitonci all'Economia. Per il posto a largo Arenula Giulia Bongiorno, mentre Luca Coletto potrebbe arrivare alla Salute. Agli Esteri, a fianco all'ex "collega" di Salvini Di Maio, Guglielmo Picchi o Paolo Formentini. Al Mit si fa invece il nome di Edoardo Rixi, ai rapporti col Parlamento quello di Massimiliano Romeo

Per Forza Italia si parla invece di Francesco Battistoni (Agricoltura), di Gilberto Pichetto Fratin (probabile un ministero "economico"), di Dario Damiani, di Gabriella Giammanco e di Alessandra Gallone. Candidati possibili anche alcuni deputati, tra cui Giorgio Mulè, Andrea Mandelli, Francesco Sisto, Valentino Valentini, Matteo Perego di Cremnago e Andrea Ruggieri. Nel mirino di Forza Italia la riconferma del ruolo di vicepresidente della Camera dei Deputati, reso vacante dalla nomina a ministro della Carfagna.

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Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 22/02/2021 - 12:37

Draghi comanda mentre i parlamentari, almeno per ora, contano poco. La situazione, aggravata dal virus, non è facile da gestire, specialmente in un Parlamento in cui non c’è una maggioranza univoca. Troppi partiti e troppo diversi: in Francia c’è un altro sistema, migliore, dove comanda chi ne ha tutto il potere.