Sorrisi e strette di mano. E l'emozione che traspare sul volto. Nel giorno in cui arriva la notizia della liberazione di altri due italiani dalle carceri venezuelane, Alberto Trentini e Mario Burlò, a sorpresa giunge anche la notizia della visita della leader dell'opposizione e Premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corona Machado, da Papa Leone. Un'udienza che segna un momento importante nel dialogo tra Vaticano e Venezuela, a dieci giorni dall'arresto del presidente Nicolas Maduro e all'indomani di ripetuti appelli del Pontefice affinché si cerchi il "bene dell'amato popolo". Machado, vestita in elegante abito lungo nero e con un rosario al collo, si è rivolta al Papa in spagnolo: "Sono molto emozionata". Poi il faccia a faccia nella Biblioteca privata. "Ho chiesto al Santo Padre di intercedere per la liberazione degli oltre mille prigionieri politici e per il rapido avanzamento della transizione verso la democrazia in Venezuela", ha detto la leader dell'opposizione. "Oggi ho avuto la benedizione e l'onore di poter condividere con Sua Santità e di esprimergli la nostra gratitudine per il suo interesse su ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Gli ho anche trasmesso la forza del popolo venezuelano che rimane saldo e in preghiera per la libertà del Venezuela - ha aggiunto -e gli ho chiesto di intercedere per tutti i venezuelani che rimangono sequestrati e scomparsi".
Allo stesso modo, Machado ha espresso al Papa l'importanza della gesta civica compiuta dai venezuelani il 28 luglio 2024, che ratifica la legittimità del presidente Edmundo González Urrutia. María Corina ha sottolineato la lotta spirituale che i venezuelani hanno affrontato per anni e ha assicurato che "finalmente, con l'accompagnamento della Chiesa e la pressione senza precedenti del governo degli Stati Uniti, la sconfitta del male nel Paese è più vicina". Dopo l'udienza privata con Leone, la leader dell'opposizione ha incontrato il segretario di Stato della Santa Sede Pietro Parolin, che ha ricoperto il ruolo di Nunzio apostolico a Caracas dal 2009 al 2013 e dunque profondo conoscitore del Paese.
Udienze che si inseriscono in uno scenario internazionale delicato e dove il Vaticano gioca un ruolo di soft diplomacy importante, che si tengono all'indomani di messe, veglie e proteste del popolo venezuelano per chiedere la liberazione dei cittadini che rimangono sequestrati in diversi centri di tortura e detenzione.
Che il Paese sia nel cuore di Leone è oramai chiaro. E lo si evince dai suoi ripetuti messaggi per la ricerca della pace. All'Angelus del 4 gennaio, il papa aveva chiesto di rispettare "i diritti umani e civili di ognuno e di tutti". Un nuovo appello era arrivato il 9 gennaio, nel corso dell'udienza al corpo diplomatico. Machado è alla guida del partito liberale che si è sempre opposto al governo di Maduro.
Questa settimana, mentre il Venezuela è governato ad interim dalla vice presidente Delcy Rodriguez, e mentre si lavora ad una transizione sostenuta dalla comunità internazionale, è attesa a Washington dopodomani per un incontro col presidente Donald Trump.