«Mai più esattore gratis per lo Stato, lo dice il giudice»

Milano Una sentenza sul famigerato «sostituto d'imposta» rischia di modificare radicalmente il nostro sistema fiscale. «Non faccio l'esattore gratis! È schiavitù statale, è chiaro?». Giorgio Fidenato è un fiume in piena. Ha appena finito di parlare con le guardie del Corpo forestale dello Stato che dovranno distruggere il campo seminato a mais Ogm. L'imprenditore veneto dal 2009 si rifiuta di pagare i contributi per i suoi dipendenti: «Lo dice l'articolo 23 della Costituzione: non puoi imporre prestazioni personali professionali se non per legge. Il sostituto è questo, io recupero soldi dal lavoratore, faccio i calcoli di quanto deve dare e poi li pago. Questo è un lavoro e io non lo faccio gratis». Per il giudice Rodolfo Piccin il mancato pagamento dei contributi ai dipendenti (anche loro sono stati sentiti in aula) che ricevono il lordo in busta paga con le indicazioni su quanto pagare e quando «non costituisce reato». E ora molti imprenditori sono disposti a seguirlo.

«La legge dice di versarli all'Inps, il giudice ha riconosciuto che i soldi non li ho tenuti ma li ho dati ai dipendenti. Mi auguro che la motivazione stabilisca un principio generale, che tutti possano farlo senza incorrere in una sanzione penale». Il vero obiettivo di Fidenato è quello di sollevare l'eccezione di costituzionalità, cosa che (anche a causa dell'assoluzione) i giudici non hanno fatto. In udienza il sospetto era stato anche sollevato dal costituzionalista Mario Bertolissi, docente dell'Università di Padova. «Dicono che la misura garantisce i diritti dei lavoratori. Ma è legittima? È costituzionale lavorare gratis per lo Stato?». Le cause civili dal 2009 - quando si è autodenunciato a Inps, Agenzia delle Entrate e ministero delle Finanze - intanto vanno avanti. Finora i giudici hanno dato ragione all'Inps che ha notificato a Fidenato le cartelle esattoriali per riscuotere 12.500 euro di omessi versamenti: «Aspetto la Cassazione e poi farò ricorso alla Corte di giustizia europea».

Anche sulle pensioni Fidenato sta per ingaggiare un'altra battaglia con l'Agenzia delle Entrate. «Usiamo una parte delle nostre tasse per pagare pensioni a chi ha versato meno contributi. Lo ha detto anche il presidente Inps Tito Boeri, che è favorevole al ricalcolo di tutti gli assegni con il sistema contributivo». E cosa ha in mente Fidenato? Non pagare una parte dell'Irpef. «È come una patrimoniale, lo Stato chiede dei soldi per pagare un privilegio. E io non ci sto».

È in Europa che Fidenato combatte anche la sua battaglia sugli Ogm. Il Corpo forestale dello Stato, su ordine di un giudice, sta distruggendo il suo campo per «rischio grave e manifesto per la salute». Per lui è un altro sopruso: «Il decreto del governo del 2013, e rinnovato quest'anno, che impedisce la coltivazione contrasta con il diritto europeo. Esiste una sentenza della Corte di giustizia europea che spiega in maniera esauriente la procedura da eseguire in questi casi e stabilisce il rinvio obbligatorio alla stessa Corte di giustizia. Diritto che mi è stato negato dal gip e dai cinque giudici della Corte di Cassazione che ho intenzione di denunciare ai sensi della legge sulla responsabilità civile dei giudici introdotta lo scorso marzo, visto che c'è un comma che stabilisce proprio la “violazione manifesta del diritto Ue”». Chissà se troverà un altro giudice che gli darà ragione...

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