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Mattarella battezza i Giochi: rispettare la tregua olimpica

Il presidente della Repubblica a Milano apre la sessione del Cio. In mattinata la visita ai feriti di Crans al Niguarda

Mattarella battezza i Giochi: rispettare la tregua olimpica
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È un invito corale alla pace, al rispetto della tregua olimpica, alla capacità di unire, come ricordato da Papa Leone XIV durate l'Angelus, che si leva dal teatro alla Scala in occasione della cerimonia di apertura della 145esima sessione del Comitato Olimpico Internazionale. "Chiediamo, con ostinata determinazione, che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi. I Giochi sono uno strumento coinvolgente per invocare pace e comprensione reciproca" le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Così se gli organizzatori tutti tirano un sospiro di sollievo per aver tagliato il traguardo (seppur in zona Cesarini), dal palco si alternano parole di encomio ed entusiasmo per l'ospitalità italiana, la bellezza del nostro Paese, "la nostra capacità organizzativa" come sottolinea il presidente del Cio Luciano Buonfiglio. "Il viaggio è stato lungo e un po' tortuoso, ma è davvero fanstastico essere qui" dice emozionatissima Kirsty Coventry, leggenda del nuoto nonché prima donna a ricoprire il ruolo di presidente del Cio. "Siamo immensamente grati per la collaborazione che avete dimostrato - prosegue - ci vuole un intero villaggio (olimpico) per realizzare il sogno di ogni atleta". In un "meraviglioso palcoscenico".

La presidente del Cio ha poi ringraziato Buonfiglio, presidente Coni, Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 "che sono diventati una famiglia per noi". "Si può già sentire l'entusiasmo degli atleti e la loro trepidazione, lo spirito olimpico pervade le strade di Milano e quelle di Cortina e il cuore di tutte le persone del Paese". Infine la chiusa con una battuta "i vostri atleti gareggeranno in casa, davanti alle loro famiglie, non vedono l'ora di rendervi orgogliosi, ma ricordatevi di lasciare qualche medaglia anche alle altre squadre".

"Le tre edizioni invernali che ci hanno preceduto - Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006, sono delle pietre miliari della storia olimpica e hanno dimostrato ospitalità, l'amicizia, la fratellanza, la capacità organizzativa dell'Italia - commenta il presidente del Coni. Lo sport è il faro dell'eccellenza e dell'unità, dove l'antica Tregua Olimpica imponeva agli stati in guerra di mettere da parte i conflitti in nome della pace e di una competizione leale. Purtroppo l'attualità invece ci avvolge nell'incertezza, ma il movimento olimpico deve ergersi come un faro eterno di pace, di unità e di sconfinato spirito di umanità".

Il presidente della Repubblica che chiude gli interventi ufficiali sul palco, alla presenza fra gli altri del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, della vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, del ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, dei governatori di Lombardia e Veneto, Attilio Fontana e Alberto Stefani, di Luca Zaia, del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e di membri del Cio come Alberto di Monaco e Jean Todt ricorda il senso più profondo delle Olimpiadi: "Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza. È rispetto per l'altro. Sfida ai propri limiti: è libertà di progredire - continua - Lo sport è incontro in pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione con altri. Si contrappone alla violenza che, da chiunque praticata, genera altra violenza, calpesta la dignità umana, opprime i popoli e ne fa arretrare la qualità di vita". Poi arriva a quella che è l'eredità immateriale delle Olimpiadi: "Tante ragazze e tanti ragazzi, dopo aver seguito i Giochi, si avvieranno alla pratica dello sport. Un grande contributo allo sviluppo dei popoli", sottolinea il presidente della Repubblica.

Prima della cerimonia il presidente è stato accolto a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, dove ha incontrato i membri del Cio, per un saluto.

L'inizio della giornata milanese del capo dello Stato, che sarà di nuovo in città dopo domani per la visita al

Villaggio Olimpico, è stato il commuovente incontro con i genitori dei ragazzi feriti nel rogo di Crans-Montana ancora ricoverati all'ospedale di Niguarda e con il personale medico sanitario che ha sentitamente ringraziato.

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