La maturità sarà a scuola: un'ora con mascherina (e l'incognita commissari)

Sì all'esame in presenza salvo nuovi focolai. Pochi docenti candidati, ma Azzolina rassicura

La maturità sarà a scuola: un'ora  con mascherina (e l'incognita commissari)

Maturità stravolta dal coronavirus. Quest'anno i tempi dell'Esame di Stato li detta, purtroppo il Covid 19. E il grande rito collettivo di passaggio che si ripete quasi immutato nella sua sostanza da quando lo introdusse Giovanni Gentile (con l'unica interruzione conseguente alla Guerra Mondiale) è costretto a riadattarsi ad una realtà radicalmente trasformata dall'epidemia. Cancellate le chiacchiere ansiose fuori dalla scuola, il confronto con i compagni di classe all'uscita dopo la versione di Greco o il compito di Matematica: il rito collettivo diventa solitario. Per chi riuscirà a farlo in presenza ci sarà al massimo un accompagnatore. Il rischio che in alcune aree non sarà possibile aprire gli istituti è concreto e in quel caso il colloquio si terrà a distanza come è stato fatto per le lezioni. Sulla riapertura delle scuole a settembre ci sono ancora tutti i dubbi da sciogliere: la Maturità in presenza è considerata una specie di collaudo con i numeri ridotti al minimo rispetto a quelli di una scuola a pieno regime. Saranno possibili differenziazioni sul territorio a seconda della situazione epidemica: in una regione si potrebbe tornare in aula in un'altra no. Si pensa a tenere le lezioni all'aperto. Ma tutto è ancora in alto mare.

Ieri finalmente il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha illustrato insieme ad Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico per l'emergenza coronavirus, e al professor Alberto Villani, componente del Cts e del gruppo di lavoro per la ripresa di settembre, le misure individuate per lo svolgimento in presenza della Maturità. In presenza sì ma con «clausola di salvaguardia» se la curva epidemica si rialza. Insomma nessuna certezza.

Un solo particolare appare identico agli altri anni: il rischio di ritrovarsi senza commissari che in tempi di Covid si è anche aggravato. Mancano proprio i candidati e molte regioni hanno dovuto lanciare una seconda chiamata. La Azzolina però rassicura e si dice certa che il giorno dell'esame i commissari non mancheranno. Ha comunque avviato un monitoraggio di verifica.

Miozzo e Villani hanno confermato che il protocollo di sicurezza garantirà la salute di tutti: professori e studenti. Quindi mascherine obbligatorie. Ma se lo studente si trovasse in difficoltà potrà toglierla mantenendo la distanza di sicurezza prevista in ogni caso di 2 metri. Sarà assicurata la pulizia quotidiana di tutti gli spazi che dovranno essere utilizzati. Le aule dove si tengono le prove saranno pulite anche alla fine di ogni sessione d'esame. Ci saranno percorsi predefiniti di entrata e uscita e i locali dovranno essere ben areati. Un protocollo che preoccupa i presidi che chiedono di garantire le risorse.

Confermata la data del 17 giugno e il solo colloquio orale. Il credito del triennio potrà valere fino a 60 punti e il colloquio al massimo 40. Per tutto il ciclo scolastico le bocciature non sono escluse a priori ma previste soltanto come conseguenza o di un numero eccessivo di assenze nella fase precedente all'epidemia o per comportamenti gravemente scorretti.

Nel colloquio lo studente affronterà sicuramente il tema Cittadinanza e Costituzione ma anche la situazione attuale. «Mi piacerebbe che gli studenti potessero parlare di come hanno vissuto la loro esperienza durante il lockdown», afferma la Azzolina.