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Meloni, altolà all'Ue: "Per il caro energia serve flessibilità come per la difesa"

La premier non esclude lo scostamento di bilancio. "L'Europa sia più coraggiosa"

Meloni, altolà all'Ue: "Per il caro energia serve flessibilità come per la difesa"
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nostro inviato a Ayia Napa (Cipro)

"Sulla crisi energetica l'Europa deve essere più coraggiosa. Non escludo lo scostamento di bilancio". Al suo arrivo a Ayia Napa per la cena di lavoro che apre di fatto il Consiglio europeo informale di Cipro, Giorgia Meloni parla a favore di telecamere ben sapendo che la partita che l'Italia sta giocando con l'Ue è decisamente in salita. Le proposte avanzate da Roma, infatti, non stanno trovando sponde a Bruxelles: no alla sospensione del patto di stabilità, niente revisione degli Ets e nessuna risorsa dagli extra profitti dei colossi energetici. Di qui, la scelta della premier di spingere sull'acceleratore e lanciare un messaggio chiaro ai suoi interlocutori europei: "Apprezzo la proposta che ha fatto la presidente della Commissione von der Leyen sul tema dell'energia. È un passo in avanti, ma non è sufficiente". Per Meloni, l'ipotesi di aiuti di Stato per far fronte alla crisi energetica è "ragionevole", anche se in casi del genere "lo spazio fiscale non è lo stesso" per tutti i Paesi Ue. Ecco perché, dice, "bisogna ragionare su un modello per cui anche queste spese non vengono conteggiate", per esempio "come si fa con il Safe sulle spese di difesa". Ed è su questo fronte che Meloni è intenzionata a far valere le sue ragioni al summit di Cipro. Così come, ribadisce, "bisogna ragionare con maggiore apertura sulla sospensione del patto di stabilità".

L'Italia, insomma, chiede all'Europa più flessibilità. E così non fosse Meloni non esclude lo scostamento di bilancio, che consente al governo di aumentare il deficit e il debito pubblico oltre i livelli preventivati. "Dobbiamo intanto vedere quali sono le regole che abbiamo e poi - spiega Meloni - nelle prossime settimane decidiamo come muoverci a livello nazionale, a oggi non stiamo escludendo niente". Un modo per dire che se l'Ue non verrà incontro alle richieste italiane, il governo è comunque intenzionato a trovare in altro modo gli strumenti per far fronte alla crisi energetica. Che è evidentemente una priorità. Tanto che rispetto all'ipotesi di attivare la clausola di salvaguardia per le spese di difesa, Meloni spiega che "oggi abbiamo oggettivamente altre priorità", a partire dalle "spese energetiche". Ovviamente, aggiunge forse con uno sguardo al vertice Nato in programma a luglio ad Ankara, "vogliamo mantenere tutti i nostri impegni".

A Cipro, poi, Meloni rivendica di aver tenuto "i conti in ordine" visto che "quando ci siamo insediati avevamo un deficit all'8,1% e oggi ce l'abbiamo al 3,1%". Certo, aggiunge, "avrei voluto scendere sotto il 3% e avrei voluto fare ancora meglio", ma "pesa il disordine" che "abbiamo trovato" e "finirò di pagare i debiti e il superbonus quando arriveranno le elezioni politiche".

Energia a parte, a Cipro tiene banco anche la questione Ucraina dopo il via libera al prestito da 90 miliardi per Kiev e alle nuove sanzioni contro Mosca.

Ieri, prima dell'avvio dei lavori ad Ayia Napa, i presidenti di Commissione e Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Antonio Costa, hanno tenuto un trilaterale a Nicosia con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. I tre sostengono la necessità di dare un impulso ai negoziati sull'adesione dell'Ucraina all'Ue. Una procedura che però non si annuncia breve, visto che i Ventisette hanno sensibilità diverse sul punto.

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