Borghi "commissaria" Tria: "Decidiamo noi, non lui..."

Sale la tensione attorno al Tesoro. Il leghista va in pressing e adesso cala il gelo tra il ministro e il Carroccio

Borghi "commissaria" Tria: "Decidiamo noi, non lui..."

Il braccio di ferro all'interno della maggioranza sulla trattativa Ue e soprattutto sul nodo da sciogliere dei mini-bot prosegue. Come è noto sia la Bce che Tria hanno chiuso le porte all'idea di utilizzare i mini-bond proposti dalla Lega per mettere una toppa al debito. Su questo fronte il ministro dell'Economia è stato molto chiaro respingendo di fatto in pieno la proposta del Carroccio. Ma in questa battaglia di numeri (e di nervi) si inserisce il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Claudio Borghi. L'esponente leghista che è l'ideatore del piano mini-bot mette nel miirno in modo duro via XX Settembre e in un'intervista a Repubblica va all'attacco: "Credo che Tria e Conte siano spaventati dall’ondata di disinformazione che c’è stata. Sono fiducioso che si convinceranno. Se non accadesse? Le leggi le fa il Parlamento. È giusto che un tecnico abbia le sue convinzioni, ma la responsabilità politica è nostra. Decidiamo noi". A questo punto sottolinea l'importanza del provvedimento che potrebbe introdurre i minibot: "Servono a migliorare ancora la situazione. Chi deciderà di prenderli volontariamente farà una pratica in meno e si accelereranno i rimborsi. Si aumenta il debito o si alzano le tasse? Chi lo dice finge di non capire. Se i minibot vengono assegnati a chi ha un credito, dall’altra parte - sottolinea Borghi - c’è la Pubblica amministrazione che ha già un debito. Se poi non è ancora contabilizzato, non è ancora nei parametri di Maastricht, non significa che sia nuovo. L’unico modo per non far emergere quel debito sarebbe non pagarlo mai".

Infine ribadisce: "Non è una moneta, è un metodo di pagamento, come le carte di credito". Insomma si va verso un muro contro muro tra la Lega e il Tesoro. La partita sui mini-bot è tutta in salita per il Carroccio. Ma lo scontro con il ministro del Tesoro potrebbe farsi sempre più duro. L'Ue ha dato 7 giorni di tempo all'Italia per offrire un piano per il rientro del debito. Una sorta di ultimatum per scongiurare la procedura di infrazione.

Gli scenari della "battaglia d'Europa" sono del tutto imprevedibili. E il ruolo dei mini-bond avrà di certo un suo peso. Con la Lega in pressing su questo fronte si potrebbe consumare una rottura (pericolosa) con Bruxelles.

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