"Il mio Salva-Italia"

"Niente statalismo, più liberismo". E poi l'Europa, il governo (presente e futuro), il centrodestra e la riapertura controllata

Presidente Berlusconi, è passato da poco il ponte del Primo Maggio. Quest'anno è stato tutto diverso. Strade e piazze deserte, italiani chiusi in casa, nessuno naturalmente ha voglia di fare festa. Che effetto le ha fatto?

«Molto triste, anche se ho apprezzato ancora una volta la serietà degli italiani, gran parte dei quali non ha infranto le regole. Molto triste perché il Primo Maggio è la festa del lavoro e il lavoro per me è una cosa sacra, uno dei valori che danno un significato alla vita. Ho dedicato gran parte della mia esistenza a lavorare e a creare lavoro. Oggi finalmente, con molta cautela, qualche attività sta riprendendo, ma ancora molti italiani non possono lavorare, tanti di loro hanno già perso o rischiano di perdere il lavoro, tanti imprenditori, soprattutto i più piccoli, rischiano di chiudere un'attività alla quale hanno dedicato la vita. Per questo ho voluto, il Primo Maggio, rivolgere un messaggio di incoraggiamento ai protagonisti del mondo del lavoro, autonomo e dipendente. Dobbiamo tornare a costruire l'Italia. Ma perché questo sia possibile naturalmente non bastano gli incoraggiamenti. Bisogna mettere le aziende e i lavoratori in condizione di farlo. In condizione di sopravvivere alla crisi e di ripartire. Nessuna impresa deve essere lasciata fallire, nessun dipendente deve essere lasciato senza lavoro, nessuna persona in difficoltà dev'essere abbandonata a se stessa».

Lei crede che questo sia possibile? Quest'anno si prevede una recessione di 8-10 punti di Pil. Le grandi recessioni nella storia hanno sempre portato con sé fallimenti, disoccupazione e purtroppo anche fame.

«C'è una bella differenza: le grandi recessioni nacquero da errori o da debolezze intrinseche del sistema economico e finanziario mondiale. Questa crisi, che molti hanno paragonato ad una guerra, è diversa. Deriva da una causa esterna, la malattia, che altera radicalmente e bruscamente il funzionamento del mercato. Per questo è possibile e necessario un intervento pubblico su larga scala, massiccio nelle quantità e limitato nel tempo, perché il sistema produttivo non collassi. So di dire cose che per un liberale come me sono quasi blasfeme, ma bisogna che lo Stato e l'Europa accettino di fare molto deficit per inondare di liquidità l'economia reale e salvarla dal tracollo. Questo per due ragioni. La prima è di tipo etico: non si possono lasciare le persone alla fame, parlo di lavoratori autonomi e dipendenti, di commercianti, artigiani, partite Iva, lavoratori a contratto e persino perché purtroppo è inutile negare che esistano di coloro che vivono con il lavoro nero. La seconda ragione, non meno importante, è economica: se riusciamo a tutelare il sistema produttivo e a fare ripartire i consumi, la crisi - per quanto drammatica e lunga - non sarà eterna, e allora la ripresa potrà essere abbastanza prossima ed anche forte. Dopo la guerra venne il miracolo economico e oggi, rispetto ad allora, non abbiamo un Paese distrutto nelle infrastrutture e negli impianti».

Dunque tutto dipende dallo Stato. Andiamo verso una stagione di forte intervento pubblico, è la fine del neo-liberismo?

«Non esattamente. Non è di statalismo che abbiamo bisogno. Una parte della sinistra non vede l'ora di sfruttare questa crisi per una campagna di nazionalizzazioni e un forte aumento della tassazione. Io dico che questo è il contrario di quello che dobbiamo fare. Certo, oggi - per superare la crisi - occorre un intervento di emergenza, immediato e di breve periodo, che solo lo Stato è in grado di assicurare. Ma guai se questo fosse il pretesto per un nuovo statalismo. La ricostruzione dev'essere affidata al mercato, come avvenne nel dopoguerra. Italia e Germania negli anni '50 raggiunsero rapidamente la prosperità applicando ricette economiche liberali. Non per caso i protagonisti del miracolo economico furono cattolici-liberali: De Gasperi ed Einaudi in Italia, Adenauer ed Erhard in Germania. Dalla crisi si esce con un forte shock fiscale, tagliando le tasse e introducendo una flat tax la più contenuta possibile, in modo da consentire a tutti di tornare in attivo al più presto. Si esce anche con un radicale taglio alla burocrazia, in modo da favorire il lavoro e l'impresa, cominciando dalla sospensione del codice degli appalti e dall'abolizione del regime delle autorizzazioni preventive. Si esce infine con un grande piano-casa e un grande piano-infrastrutture, finanziato principalmente con le risorse europee della Bei, la Banca Europea per gli Investimenti».

Questo per la ripresa, ma nell'immediato, come lei ha ricordato, bisogna fare vivere gli italiani.

«Non c'è dubbio. Una crisi economica devastante potrebbe avere effetti ancora più drammatici del coronavirus, persino in termini di vite umane. Per questo sono molto preoccupato. Il governo sta facendo troppo poco e troppo tardi. Molti lavoratori non hanno ancora ricevuto la cassa integrazione, e solo in qualche caso imprenditori lungimiranti e generosi sono stati in grado di anticiparla, qualcuno aumentandola anzi fino al 100% dello stipendio. Le aziende devono affrontare un iter lungo e complesso per accedere ai finanziamenti bancari garantiti dallo Stato. Persino i 600 euro per chi ne ha diritto sono stati problematici da riscuotere e tanti italiani ne sono rimasti comunque esclusi. Così non reggeremo a lungo. Lei non ha idea di quante di queste persone, letteralmente disperate, ho avuto occasione di sentire in questo periodo. Nei giorni scorsi due importanti ristoratori che conosco mi hanno detto che non riapriranno più. Li capisco: se anche fossero autorizzati a farlo, non troverebbero clienti. La gente non ha soldi da spendere e comunque ha paura ad uscire. E qualora riaprissero si troverebbero a sostenere il doppio dei costi (distanze, sistemi protettivi, sanificazione) e avrebbero la metà dei posti, ossia dei ricavi. Stessa cosa per gli alberghi».

Certo la ristorazione è uno dei settori più colpiti dalla crisi.

«Sa cosa mi preoccupa? Che i settori più colpiti sono proprio quello sui quali si basa l'immagine dell'Italia nel mondo: turismo, cultura, cibo, arte, moda. Il turismo è praticamente azzerato e per quest'anno le prospettive sono pessime. Alberghi e ristoranti sono fermi, per impianti sciistici e stabilimenti balneari la stagione è compromessa, tutto il settore dei trasporti è paralizzato. Si tratta, con l'indotto, di una quota importante del nostro Pil, più del 15%, che viene meno. La cultura e lo spettacolo sono altrettanto gravemente penalizzati. Il mondo della moda è pressoché paralizzato. L'editoria soffre, il commercio on-line è insufficiente a coprire i costi, mentre gli introiti pubblicitari sono compromessi dalla chiusura di molte aziende e dalla carenza di liquidità di quelle in attività. La crisi di questi settori rischia di uccidere anche l'anima del nostro Paese, la ragione per la quale l'Italia è conosciuta e amata nel mondo».

Lei ha accennato al mondo della cultura e dello spettacolo: come stanno affrontando la crisi?

«Molto male, purtroppo. Musei, cinema, teatri, mostre, sale da concerti, le stesse produzioni sono chiusi e non si sa quando e come riapriranno, né quanti di loro riusciranno a sopravvivere. Questo è doppiamente grave: perché la cultura è l'anima di una collettività, è ciò che dà il senso profondo nel nostro stare insieme in nome di valori condivisi, e perché questo scenario significa, dal punto di vista concreto, un disastro per centinaia di migliaia di persone. Nel mondo della prosa, della lirica, del cinema, dell'audiovisivo, dei concerti, della danza vi sono numerosissimi artisti che lavorano duramente, e intorno a loro un apparato tecnico, amministrativo, commerciale che comprende professionalità eccellenti e che dà da vivere a decine di migliaia di famiglie. Tutto questo è completamente bloccato e non abbiamo idea di quando riaprirà. Le regole del distanziamento sociale sono molto difficili da applicare a questi settori. Non possiamo fare finta di nulla: sarebbe un costo sociale e civile insostenibile. Buona l'idea espressa da Federcultura di un Fondo per la cultura, garantito dal governo, per finanziamenti a lungo termine e con bassissimo tasso di interesse. Ma occorrono anche finanziamenti a fondo perduto, sgravi fiscali, regole certe - e non le indicazioni vaghe espresse finora - così da potere programmare la riapertura».

Lei cosa farebbe se fosse a Palazzo Chigi?

«Per il problema della liquidità, coi prestiti delle banche che non riescono ancora a partire, farei una proposta facile da realizzare e di immediata applicazione. Erogare subito alle imprese un 2025% dell'importo richiesto, massimo in 5 giorni con un'autocertificazione semplice, che non coinvolga penalmente le banche, ma solo gli Amministratori e il Collegio Sindacale delle società richiedenti. Sarebbe più utile di qualunque contributo o finanziamento alla fine di quest'anno. Questo prestito ponte, a tasso zero, dovrebbe poi rientrare con il finanziamento garantito. Si può fare in due minuti con un piccolo emendamento. Ma il problema vero è cambiare approccio. Non possiamo chiedere alle persone e alle aziende di continuare ad indebitarsi. Così forse si permette di sopravvivere, ma se nei prossimi anni gli italiani dovranno lavorare per pagare le tasse e rimborsare i prestiti, non rimarrà più nulla per vivere. Se non ci fosse questo cambiamento, non ci sarebbe e non ci potrebbe essere nessuna ripresa. Non bastano i prestiti, ci vogliono iniezioni di denaro a fondo perduto, una sorta di cassa integrazione per le aziende, per i professionisti, per i commercianti, per il lavoro autonomo. Sulla base della dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, una quota dei mancati introiti per chi ha dovuto bloccare l'attività dev'essere versata dallo Stato. Su questo il ministro Gualtieri ha dato lunedì alla Camera l'indicazione di voler accogliere, almeno in parte, la nostra proposta. Ma bisogna passare dalle parole ai fatti, e farlo subito. E naturalmente dev'essere sospesa ogni scadenza ed ogni versamento fiscale per l'anno in corso. Altrimenti è solo una partita di giro. Su questo, anzi, abbiamo un'idea più ambiziosa».

Ce la racconti.

«Pensiamo ad un patto fiscale fra Stato e cittadini per chiudere tutti i contenziosi in atto. A chi ha un debito verso il fisco, dev'essere consentito di pagarlo subito, con una congrua riduzione e una lunga rateizzazione a interessi bassissimi. Lo Stato, dal canto suo, deve invece pagare immediatamente i tanti debiti della pubblica amministrazione verso le aziende. La flessibilità di bilancio che l'Europa ci ha accordato ci permette di farlo. È anche questo un modo per immettere denaro fresco nel sistema delle imprese».

A questo proposito, come giudica il Decreto Liquidità recentemente varato dal governo?

«Realizza in modo inadeguato un'idea che noi per primi avevamo proposto. Avevamo chiesto che lo Stato garantisse con le banche i prestiti alle imprese in difficoltà. Ma le norme approvate sono macchinose, richiedono mesi di istruttorie da parte delle banche e della Sace, che è la società incaricata dal governo di rilasciare le garanzie. In Svizzera chi ha diritto ad un aiuto deve compilare un semplice modulo di una pagina e il giorno stesso ha sul proprio conto corrente il denaro che gli viene concesso. Il decreto va profondamente modificato, mi auguro che il governo ci ascolti nell'esame parlamentare. La garanzia dello Stato va portata al 100% in modo da rendere superflua per la banca ogni verifica sulla solvibilità del richiedente. Dev'essere eliminato anche il ruolo della Sace, in modo da saltare un passaggio istruttorio e, soprattutto, i tempi di restituzione dei prestiti vanno allungati di molto, almeno a 20 anni, altrimenti saranno i ratei del debito a soffocare la ripresa di aziende già in difficoltà. Abbiamo anche chiesto l'introduzione di mini prestiti delle banche fino a 3000 euro, anch'essi garantiti dallo Stato, per i privati in difficoltà, senza lavoro o in attesa di cassa integrazione».

Presidente, parliamo di cifre colossali. Dove andiamo a trovare le risorse?

«Prima di tutto aumentando l'indebitamento. Lo dico con sofferenza, perché prima o poi i debiti si pagano e li stiamo mettendo a carico delle generazioni future. Proprio per questo abbiamo il dovere assoluto di spendere bene queste somme, di lavorare perché la ripresa sia rapida, perché già dall'anno prossimo si possa cominciare a ridurre il debito. Dalla pace fiscale potrebbero arrivare ulteriori risorse. Occorre invece evitare, lo ribadisco, ogni idea di tassa patrimoniale o di altro aumento della pressione fiscale. Nessuno può pensare di mettere le mani nei conti correnti. Piuttosto, gli italiani devono essere incoraggiati ad investire il risparmio privato, che è cospicuo, in maniera volontaria, sicura e soprattutto conveniente, nella ricostruzione della nostra economia. E poi naturalmente c'è l'Europa».

Ecco, Presidente, siamo giunti a un nodo cruciale. L'Europa per alcuni è la grande imputata, per altri la nostra ancora di salvezza. Lei cosa pensa?

«Penso che non si debbano avere atteggiamenti di sudditanza verso l'Europa, ma neppure di contestazione pregiudiziale. L'Europa siamo anche noi e sta a noi lavorare perché l'Unione Europea faccia la sua parte nell'interesse di tutti. È naturalmente, prima di tutto, un compito del governo italiano, ma ognuno deve fare la sua parte. Io, per esempio, sto lavorando molto, grazie anche al nostro ruolo nel Partito Popolare Europeo - che è la maggiore famiglia politica del continente e ai miei cordiali rapporti personali con molti dei leader europei, soprattutto nel Ppe. Mi pare che l'Europa, dopo qualche incertezza iniziale, si stia muovendo correttamente. Al Parlamento Europeo, alle cui votazioni partecipo anche io da remoto, abbiamo discusso e approvato strumenti importanti, come la Crii (Coronavirus response investiment initiative), che introduce meccanismi straordinari di flessibilità per mobilizzare tutti i fondi strutturali e di investimento europei, a livello regionale e nazionale, non utilizzati per gli esercizi finanziari 2020-2021. Il primo pacchetto per l'Italia è di 11 miliardi. Un altro traguardo per il quale ho lavorato molto è il fondo Sure, prestiti agevolati per finanziare la cassa integrazione: per l'Italia saranno 20 miliardi di euro. La Bei, dal canto su, ha messo in campo un fondo in grado di garantire prestiti alle imprese, su base europea, fino a 200 miliardi. La Banca Centrale Europea ha portato a 1100 miliardi la capacità di acquisto di titoli di Stato dei Paesi membri, e ha già annunciato di acquistare entro l'anno 220 miliardi di titoli italiani. Ha già cominciato a farl, evitando così l'impennata dello spread, nonostante il declassamento del debito italiano da parte delle agenzie di rating. Detto più semplicemente, senza la Bce faremmo molta più fatica a piazzare i titoli del debito pubblico e comunque per finanziarci dovremmo pagare un tasso molto più alto. È nel nostro interesse dialogare in modo costruttivo con i Paesi economicamente più forti, chiamati a garantire il nostro debito, che è fra i più alti al mondo».

Cosa pensa della sentenza della Corte Costituzionale tedesca di questa mattina (ieri, ndr)?

«Non posso dare una risposta sicura perché non conosciamo ancora il dispositivo della sentenza. Ma già qualcuno ha sollevato degli interrogativi per quanto riguarda i possibili effetti di questa sentenza della corte di Karlsruhe sull'intervento della Bce a sostegno dei nostri titoli di Stato. Noi da un lato abbiamo ben presente il fatto che il diritto europeo prevale su quello dei singoli Stati. Dall'altro, tuttavia, abbiamo preso atto del parere di chi afferma che la magistratura tedesca se non può decidere cosa deve fare l'Europa potrebbe però imporre al governo tedesco e alla Bundesbank di non partecipare e di non finanziare il programma di acquisti della Bce. Staremo a vedere. Continuo ad essere convinto, in ogni caso, anche alla luce di questi rischi, del fatto che dobbiamo continuare a dialogare in modo costruttivo con i Paesi dell'Unione Europea economicamente più forti, perché senza di loro e senza Europa la nostra Italia, da sola, non potrebbe farcela».

L'Europa sta ragionando anche sulla ripresa. No agli Eurobond, ma via libera al Recovery Fund, il Fondo per la Ricostruzione. Le sembra una risposta adeguata?

«Insistere sugli Eurobond, come ha provato fino all'ultimo a fare il governo italiano, è stato un errore. Era una strada impraticabile e continuare a chiederli ha portato solo a tensioni inutili. Del resto il Recovery Fund è uno strumento importantissimo che, a determinate condizioni, potrebbe essere decisivo. Deve avere una dotazione finanziaria non inferiore ai 1000 miliardi e almeno per la metà devono essere destinati a stanziamenti a fondo perduto agli Stati per finanziare la ripresa economica. Potrebbe essere il nostro piano Marshall. Il tema è che il Recovery Fund sarà definito a giugno ed entrerà in vigore con il nuovo bilancio pluriennale dell'Unione, cioè a gennaio 2021. È troppo tardi, le economie dei Paesi europei non possono aspettare. Occorre che da giugno, una volta definiti i criteri, la Bei anticipi almeno una quota delle risorse».

Non abbiamo parlato di un altro strumento, molto discusso in Italia, il Mes...

«L'ho lasciato per ultimo, perché mi offre lo spunto per una considerazione generale. Dobbiamo chiederci perché questo tema susciti tante polemiche. Quando parliamo di Mes ci riferiamo ad una linea di credito con tassi di interesse vicini allo zero per finanziare le spese sanitarie. Questo significa per l'Italia circa 37 miliardi, con i quali possiamo costruire ospedali, migliorare quelli esistenti, finanziare la ricerca, assumere nuovi medici e infermieri e formarne altri. Possiamo migliorare gli stipendi del personale sanitario, che sono scandalosamente bassi alla luce dello straordinario impegno di queste settimane. Possiamo mettere in sicurezza le case di riposo - che hanno tanto sofferto in questo periodo - e le carceri, luogo potenzialmente pericolosissimo per i contagi, realizzando settori di isolamento per le persone malate. Possiamo soccorrere chi, a causa della malattia, si trova in difficoltà economiche. Tutto questo, l'Europa ci garantisce che è senza condizioni, senza vincoli di bilancio, senza troika. È talmente difficile capire come possiamo dire di no a questo che mi viene addirittura un sospetto. In alcuni settori dei Cinque Stelle la voglia di allontanarsi dall'Europa non è mai venuta meno. Poiché l'adesione al Mes è anche lo strumento che consente alla Bce di acquistare titoli del debito italiano in misura potenzialmente illimitata, dire no al Mes sembra un modo per allontanarci dall'Europa, non mettendo i nostri partner in condizione di aiutarci. È una strada che porta verso l'uscita dall'Euro, se non dall'Unione Europea. Del resto, questa linea trova in Europa degli alleati. Sono stati i partiti sovranisti di alcuni Paesi del Nord ad avere condizionato i loro governi nazionali contro l'Italia. Quel tipo di sovranismo e il pauperismo dei Cinque Stelle si saldano in chiave antieuropea».

Però Presidente non solo i Cinque Stelle, ma anche Lega e Fratelli d'Italia si oppongono al Mes...

«È così, e il loro rifiuto mi risulta incomprensibile, proprio perché sono sicuro del fatto che i nostri alleati del centrodestra non hanno nulla a che fare con un disegno strumentale antieuropeo. Del resto però è solo un disaccordo su un punto specifico, che non mette in pericolo l'unità della nostra coalizione. Una coalizione fra diversi, con un buon programma comune per l'Italia».

Veniamo così alla politica italiana.

«Avrei quasi preferito non parlarne. Credo che oggi più che mai abbiamo il dovere di essere concentrati sui temi concreti, per rispetto ai tanti italiani che soffrono. Le manovre della politica vengono molto dopo questo. Da opposizione responsabile, ci siamo concentrati sulle proposte, non sulle polemiche, nonostante molte cose non stiano funzionando. Naturalmente verrà il momento in cui il governo dovrà renderne conto».

Lei la definisce opposizione responsabile. Come sa, c'è chi invece pensa che un avvicinamento di Forza Italia all'area di governo sia possibile.

«Con questo governo e con questa maggioranza escludo la possibilità di fare accordi politici. Noi ci stringiamo intorno alle istituzioni, quindi proviamo a dare una mano nell'emergenza a chi ha il compito di guidare il governo, chiunque sia. Questo non ha alcun significato politico».

Però il vostro atteggiamento è diverso da quello dei vostri alleati.

«Siamo alleati, non siamo lo stesso partito. Noi abbiamo una cultura, uno stile, un linguaggio diversi dai loro. Siamo liberali, cattolici, garantisti, europeisti. Siamo i soli rappresentanti in Italia delle migliori culture politiche dell'Occidente democratico. Ci comportiamo di conseguenza. Ognuno fa l'opposizione come ritiene opportuno, ma facciamo opposizione insieme e insieme rappresentiamo la maggioranza naturale degli italiani».

Vede possibile un cambio di governo, o spera ancora nelle elezioni anticipate?

«Sono problemi che non ha senso porre ora. Rimango del parere che le elezioni siano la strada maestra, ma realisticamente mi sembra che per diverso tempo non ci saranno le condizioni per portare il Paese alle urne. Dopo, ma solo dopo, se in Parlamento dovessero emergere le condizioni per un esecutivo diverso, più rappresentativo degli italiani, ne discuteremo al momento opportuno con i nostri alleati».

Molti commentatori parlano del ritorno di Berlusconi, di Forza Italia di nuovo protagonista.

«Fra tante tragedie, l'emergenza nella quale ci troviamo ha avuto almeno una conseguenza positiva. Vi è una nuova consapevolezza, diffusa, della necessità di affidare la guida del Paese a chi ha competenza, esperienza, saggezza, senso di responsabilità. Nessuno ha più il coraggio di dire che uno vale uno, che persone che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro possano guidare uno dei maggiori Paesi d'Europa. Insomma, è crollato tutto l'armamentario ideologico dei Cinque Stelle. Noi abbiamo esperienza di governo, di relazioni internazionali, ma anche esperienza di lavoro, di impresa, di vita reale. Doverosamente le stiamo mettendo a disposizione dell'Italia, non del governo, e questo atteggiamento viene compreso e apprezzato».

Anche la politica internazionale è destinata a cambiare?

«Certamente sì. Nei primi giorni della pandemia, Henry Kissinger il più autorevole esperto vivente di politica internazionale - ha pubblicato sul Wall Street Journal una lungimirante analisi sul disordine mondiale determinato dal diffondersi della malattia. Le sue riflessioni si concludono con un appello ai Paesi democratici ad unirsi per salvaguardare i principi dell'ordine mondiale liberale che oggi sono in pericolo. È una saggia preoccupazione. Il tema del rapporto con la Cina, dell'imperialismo economico e politico cinese, che ho sollevato praticamente da solo in Italia in tempi non sospetti, diventa oggi straordinariamente attuale. Oggi la Cina ha gravi responsabilità: non solo gli Stati Uniti, ma anche Paesi come la Germania, la Francia e l'Australia chiedono di fare chiarezza sulle vicende delle ultime settimane. Le omissioni, le censure e i ritardi nel rendere noto quanto stava accadendo a Wuhan hanno consentito al virus di dilagare nel mondo, e prima di tutto purtroppo in Italia. Chiedere i danni alla Cina in tribunale, come alcuni propongono, è chiaramente solo una provocazione, ma chiederne conto politicamente a Pechino è doveroso. E le recenti rivelazioni rendono improcrastinabili risposte chiare e definitive. Dall'altra parte, però, la Cina è riuscita per prima a controllare l'epidemia e quindi a ripartire, sebbene usando metodi autoritari che considero ovviamente inaccettabili. Questo darà all'economia cinese un ulteriore vantaggio competitivo che Pechino tenterà di utilizzare in una stagione di grave recessione mondiale - per estendere la sua influenza soprattutto sui Paesi in maggiore difficoltà. Più che mai ora per rispondere a questa sfida occorre che il mondo occidentale - che condivide un sistema di valori, una visione dell'economia e delle società diverse dalla Cina - sia unito. C'è bisogno di più Europa, di più Occidente, di un rapporto diverso con la Russia, che dovrebbe essere naturalmente un'alleata e non un competitore».

Presidente, che mondo avremo dopo la pandemia? Torneremo alla nostra vita, prima o poi?

«Torneremo alla normalità, certamente, ma la vita non sarà più quella di prima, nel bene e nel male. Le grandi crisi nella storia sono state formidabili acceleratori di cambiamento. Molti storici ritengono che la grande Peste nera del '300 che uccise un terzo della popolazione del mondo allora conosciuto, sia stata uno dei fattori del passaggio dal Medioevo all'Umanesimo e al Rinascimento. Le due guerre mondiali del '900 sono state spaventose tragedie, ma hanno determinato un'evoluzione straordinaria e rapidissima della scienza, della tecnologia, dell'industria, ed anche del costume e dei rapporti sociali. Di questo cambiamento si possono cogliere i primi segni: per esempio era da molto tempo che si parlava di smart working, di lavoro a distanza nelle aziende, si era cominciato ad introdurlo in modo limitato e quasi sperimentale. Quasi di colpo, è diventato una prassi generalizzata, alla quale in tanti si sono dovuti adeguare per sopravvivere. Difficilmente si tornerà indietro. È un bene o un male? Certo, significa meno costi e quindi forse anche stipendi migliori. Significa meno traffico, meno affollamento dei mezzi pubblici e meno inquinamento. Significa più tempo libero, tutto quello risparmiato nel tragitto casa-lavoro. Però significa anche maggiore isolamento sociale, e forse una perdita di efficienza. Vedremo: di sicuro non sarà più come prima».

Un'ultima domanda: in questi giorni l'Italia prova a ripartire. Il peggio è alle spalle? Possiamo tornare serenamente al lavoro?

«È una buona notizia, ma credo ci voglia molto senso di responsabilità. Comprensibilmente, molti italiani vogliono ripartire, molte imprese chiedono di ricominciare a lavorare. Questo deve avvenire, ma in maniera ordinata, senza accelerazioni e senza confusione. La situazione non è uguale in tutto il Paese, né in tutti i settori. Dove è possibile aprire, lo si faccia assicurando il rigoroso rispetto delle norme sanitarie. Quello che dobbiamo evitare assolutamente è che una riapertura disordinata determini una seconda ondata di contagi. È un rischio che gli epidemiologi hanno ben presente e i loro allarmi non vanno trascurati. Un nuovo e più grave picco della pandemia avrebbe un costo inaccettabile in termini di vite umane ed un costo economico ben peggiore di quello pagato finora. Possiamo riaprire, gradualmente, a patto che ci siano regole chiare e certe, e purtroppo il governo non ha certo brillato in questo, e che tutti continuino a rispettarle, come è avvenuto finora. Se agiremo così, forse possiamo dire che si comincerà a vedere uno spiraglio di luce. Il cammino sarà lungo, ma gli italiani ce la possono fare».

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Commenti

HappyFuture

Mer, 06/05/2020 - 10:05

ECCO, PIU' liberismo. Facciamo presto a scordarci di tutta la "solidarietà" che ci siamo proposti col coronavirus... torniamo a lupo mangia lupo. VERGOGNATEVI.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 06/05/2020 - 10:12

ridurre lo statalismo è ormai una necessità, piu che fisiologica. 3 milioni di impiegati statali sono TROPPI!!! sono un problema, perchè è come se un ristorante deve assumere 50 camerieri per servire soltanto 25

Ritratto di vince50_19

vince50_19

Mer, 06/05/2020 - 10:18

Mi viene da dire: Berlusconi la Bce è libera come dovrebbe essere o controllata (dalla Merkel)? Non si può dire "Niente statalismo, più liberismo" se la Germania ha messo sotto schiaffo i nostri risparmi (tutelati e incentivati dall'art. 47 Cost.) quando il governo in questa delicatissima materia non si esprime in modo chiaro. Prima va risolto questo problema, dopo si potrà discutere del virgolettato: se non c'è moneta in mano alla gente, dovendo sottostare a dictat della Merkel, tutto il resto è chiacchiera.

gpetricich

Mer, 06/05/2020 - 10:25

Vattene e taci, che non sei più credibile. Crisi di governo subito.

disturbatore

Mer, 06/05/2020 - 10:27

Forse la ricetta e´quella giusta ma trovandosi l´Italia in un mercato piu´vasto come quello della UE , nel quale il nostro Paese e´fortemente vincolato , il " piu´liberismo " potrebbe essere un cavallo di Txxxa che ci verrebbe portato in casa dai Falchi del Nordeuropa .

Ritratto di paràpadano

paràpadano

Mer, 06/05/2020 - 10:27

Silvio , adesso tranquillo e goditi la pensione.

Ritratto di FraBru

FraBru

Mer, 06/05/2020 - 10:28

Il "salva-Italia" del Berlusca? Un colpo al cerchio e uno alla botte, aziende al sicuro, opposizion buonanotte...

guido.blarzino

Mer, 06/05/2020 - 10:30

In molti Paesi occidentali le leggi sono poche e chiare. A seconda dell'attività che un imprenditore vuole intraprendere chiama i vari professionisti ed ognuno è responsabile del suo lavoro. Alla fine del lavoro non serve nessuna certificazione perché la fattura pagata costituisce certificazione.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 06/05/2020 - 10:31

a quanti pensano che berlusconi si avvicini al PD , hanno capito male! e capiscono peggio! FI e berlusconi NON sono affatto supini al PD, semmai, è un paradosso della politica, il contrario! infatti il PD ha bisogno di berlusconi, cosi quando ci sarà da votare la fiducia in parlamento, l'opposizione potrà essere compatta , proprio grazie a una convergenza di interessi tra destra e sinistra sul governo attuale! perciò, fatela finita, babbei comunisti grulli! grazie :-)

cir

Mer, 06/05/2020 - 10:36

Il salva Italia e' il sequestro ed esproprio di tutte le grandi aziende , con risarcimento sui denti...a chi si oppone.

DRAGONI

Mer, 06/05/2020 - 10:41

SANIAMO ANCHE IL MERCATO DEL LAVORO CHE HA SUBITO UN VULNUS CON IL CREDITO DI CITTADINANZA . LA REPUBBLICA SI BASA SUL LAVORO E NON SUI MANTENUTI NULLA FACENTI IN SALSA GRILLINA.GRAZIE CAVALIERE.

Popi46

Mer, 06/05/2020 - 10:44

Caro Cav,sono parole al vento....purtroppo la maggioranza degli italiani non ha gli attributi che consentono di rischiare in proprio, mettendoci la faccia, più comodo dare sempre la colpa agli altri (chiunque essi siano) e accontentarsi delle briciole assistenziali elargite da uno Stato bidone senza fondo per voracità e indolente nel restituire sevizi e infrastrutture a fronte degli introiti tributari

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Mer, 06/05/2020 - 10:45

HappyFuture (Mer, 06/05/2020 - 10:05) – Non è chiaro a chi sia rivolto veramente quel suo “VERGOGNATEVI”. Il liberismo non preclude la solidarietà; produce i mezzi necessari perché essa non sia fatta solo di parole. La storia del secolo scorso, invece ci dice chiaramente chi sia stato il lupo dominante nell’intero branco, sul quale ha infierito e lo ha affamato. Aveva una regola: “gli strumenti della produzione devono essere tutti in mano allo stato”. E lo stato, guarda caso, era lui.

altair1956

Mer, 06/05/2020 - 10:45

Se continua cosi dovrebbe riuscire a prendere meno voti di Renzi alle prossime elezioni. Dai ci puoi riuscire.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 10:47

È difficile commentare un articolo così lungo, ma la ricetta del presidente Berlusconi è ovvia: più liberismo significa dare possibilità di lavoro e di guadagnare da questo, cioè creare ricchezza per pagare i debiti e aumentare il benessere personale e generale; lo statalismo al contrario è il tentativo di strozzare i lavoratori rubando i loro profitti e i loro risparmi tramite una tassazione esorbitante; ma se si strozzano i lavoratori la produzione di ricchezza e quindi di benessere viene meno. Chi banalizza il liberismo con "lupo mangia lupo" non ha idea di cosa stia dicendo.

Lorenzi

Mer, 06/05/2020 - 10:48

guido.blarzino: giustissimo. Ma, purtroppo, prima bisogna cambiare la testa agli italiani, finchè abbiamo la libertà di voto, perchè, come disse Curchill, ' la peggiore democrazia è migliore della migliore dittatura ', ma 'qualcuno' ( Mussolini per non fare nomi ) disse anche ' non è difficile governare gli italiani, è inutile '. Speriamo bene......

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 10:51

@mortimermouse No, infatti. È il PD che prende spunto da FI nella sua linea anti-italiana, antipatriottica e succube dell'UE. È stata FI a distruggere la sovranità legislativa italiana con la riforma costituzionale del 2001 e a dare inizio alla colonizzazione africana con le "regolarizzazioni" dei primi anni Duemila e la riforma del diritto di asilo. Merito a chi lo merita.

Ora

Mer, 06/05/2020 - 10:55

Farete schifo, perché niente crisi? Subito sfiducia a Comte anche se non avete i numeri tutto il resto è fuffa. La verità è che vi serve per fare campagna elettorale su questo governo ecco perché mi fate schifo.

Ora

Mer, 06/05/2020 - 10:56

X mortimermouse: Il tuo dio Berlusconi si avvicina a tutti quelli che difendono il suo interesse.

jenab

Mer, 06/05/2020 - 11:00

Silvio l'esperienza dovrebbe insegnare qualcosa o sbaglio? Niente statalismo più liberismo, è la ricetta della UE, e hai visto che disastro. Liberismo della UE più liberismo del PD più liberismo di FI, e scoppia una rivolta sociale.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 06/05/2020 - 11:03

QUINTUS_SERTORIUS come pensa di essere nel giusto se ragiona cosi? il PD non prende spunto: copia! è una bella differenza! non solo copia, ma si prende per suoi i meriti di FI! :-) la flat tax ad esempio è stato per primo berlusconi a proporlo, già nel 1994.... la sinistra non lo ha mai voluto ammettere che era una ottima idea!

SemprePiùBasito

Mer, 06/05/2020 - 11:05

Caro Berlusconi, purtroppo con il suo passato ha dimostrato, tristemente, di deludere tutte le aspettative degli italiani e quindi ora la credibilità in Lei è minima specialmente se vuol salvare questo Governo e come su alcuni giornali si legge che Letta la spinge ad appoggiare questa catastrofe di Premier.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 11:07

@theRedPill Il liberismo attuato senza leggi antimonopolistiche, per mezzo di banche centrali private e "bailout" fatti con soldi pubblici, e infarcito di concetti come "too big to fail" è una truffa legalizzata. "Lupo mangia agnello sedato mentre secondo lupo lo tiene fermo" rende meglio l'idea.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 11:11

Spesso si confonde il liberismo con la finanza selvaggia, fondata su lobby che niente hanno a che vedere col liberismo. Esempi sono Soros o DeBenedetti, che pur flirtando con i partiti di sinistra fanno milioni sulla pelle dei lavoratori. Il liberismo è fondato su un legge semplice applicata indistintamente e sul diritto di tutti di lavorare e trarre profitto dal proprio lavoro. I sistemi statalisti, di destra o di sinistra, creano povertà, la storia è piena di esempi.

Ritratto di gianky53

gianky53

Mer, 06/05/2020 - 11:12

Che delusione. Detto francamente i suoi obiettivi e i suoi interessi non coincidono con quelli degli italiani. Questo e poco ma sicuro.

geometra 67

Mer, 06/05/2020 - 11:29

Parafrasando l'inizio del film "Il gladiatore":un popolo (FI) dovrebbe capire quando è sconfitto!. Per nessun motivo si deve permettere ad un branco di incapaci di distruggere l'Italia.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 11:32

Quintus_Sertorius, quello che indica lei non è liberismo è il tentativo di un gruppo di prevalere su un altro. Liberismo è il diritto di lavorare, basato su regole semplici ma sicure e su una economia solida. L'economia è solida se il denaro è solido; le banche centrali sono un'invenzione perversa per manipolare il denaro, in una economia solida le banche centrali sono inutili, basterebbe usare l'oro come moneta di scambio, come si è fatto per millenni. Un altro meccanismo perverso è la riserva frazionaria, che permette alle banche di prendere i depositi monetari e farne ciò che vuole; il non poter riavere i soldi depositati in banca scatena le sommosse popolari, non altro. La riserva frazionaria è voluta dallo statalismo, per rubare i soldi del popolo.

ex d.c.

Mer, 06/05/2020 - 11:41

Purtroppo non abbiamo Lui alla Presidenza del Consiglio.La prima cosa da fare era un condono e con i capitali ricavati aiutare aziende e cittadini. Da questo Governo ci aspettiamo invece ancora tasse e patrimoniali che indeboliranno ulteriormente l'economia

steacanessa

Mer, 06/05/2020 - 11:43

theRedpill: bravo, perfetta definizione del liberismo (quello vero) in cui lo stato deve tendere a garantire a tutti le stesse opportunità.

Renadan

Mer, 06/05/2020 - 11:49

Se Salvini e Meloni saranno tuoi alleati alle prossime votazioni votero PD.

jaguar

Mer, 06/05/2020 - 11:51

Niente accordi con il governo? Non ci scommetterei un centesimo.

tormalinaner

Mer, 06/05/2020 - 11:53

Berlusconi è un opportunista che vuole trarre un vantaggio lisciando il pelo alla UEE e ai comunisti per propria vanagloria personale dimenticando che la Merkel ha riso di lui e che il PD vuole sfruttarlo come stampella politica solleticando la sua vanità di potere.

APPARENZINGANNA

Mer, 06/05/2020 - 11:58

Nessun accordo, ma se Renzi togliesse i voti, ci pensa Berlusconi a votare insieme a Pd e 5 stelle per evitare la crisi? Cerchiamo di capirci!

Ora

Mer, 06/05/2020 - 12:02

X mortimermouse: Nel 94 il tuo dio del “amo l’Italia” non promise la flat tax ma due aliquote fisse del 23 % e del 32%,o giù di lì, in base al reddito, promesse naturalmente mantenute come il benessere per tutti.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 12:03

@theRedPill Lobby e finanza selvaggia sono la naturale evoluzione del liberismo selvaggio. Senza controllo democratico sulla moneta e leggi antimonopolistiche, si è evoluto in liberismo di rapina. Lei sta utilizzando la stessa linea logica del marxista che sostiene che URSS, Cina maoista, e Cambogia di Pol Pot non abbiano "niente a che vedere" con il marxismo e che quindi non sia possibile criticare l'ideologia portandoli a esempio. Spero si renda conto dell'inconstistenza di questa linea di difesa.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 12:08

@theRedPill Con "la riserva frazionaria è voluta dallo statalismo", si sta nuovamente incamminando per terre che a lei sono ignote, come quando ha sostenuto che le banche centrali siano state all'origine solo private. La riserva frazionaria è invece iniziata come pratica ufficiosa nelle banche private, ed è proprio l'avidità dimostrata dai banchieri avvoltoi nei primi secoli della pratica che ha convinto i governi del tardo Seicento e primo Settecento della necessità di creare banche centrali incaricate di LIMITARE la possibilità di fare ricorso alla riserva frazionaria. L'insolvenza e la fuga all'estero con i capitali truffati ai risparmiatori erano diventate cosa comune.

Antibuonisti

Mer, 06/05/2020 - 12:08

Per ripartire bisogna tagliare il 50% dei dipendenti pubblici , basta RDC, basta soldi a calderoni tipo Alitalia , basta pensioni di falsa invalidità' e abbassare le tasse a chi produce veramente. La ricetta e' semplice ma nessuno la vuole applicare. Il resto sono chiacchiere.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 06/05/2020 - 12:13

Lo statalismo è cosa da Unione sovietica. Tutti uguali, tutti nella fame. Modo migliore per creare uno stato di parassiti. Di esemp ice ne sono stati per 100 anni ( e continuano).

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 12:18

@mortimermouse Hai proprio ragione. Tra PD e FI è in atto una competizione accanita: in palio, la memoria più detestata dagli italiani presenti e futuri. L'elenco delle malefatte dei due partiti in materia di saccheggio delle risorse pubbliche, demolizione di industria, infrastrutture, istruzione e sanità, e di completo servilismo verso ogni nazione, organizzazione o fazione abbia avuto i quattrini per comprarseli è troppo lungo per essere fatto in una giornata. Fortunatamente, tu sei qui tutti i giorni per ricordarci a cosa si è ridotto il liberalismo: per dirla con Macbeth, a "una favola raccontata da un ixxxxa".

cir

Mer, 06/05/2020 - 12:25

Tutte le imprese devono ubbidire allo stato .

Mr Blonde

Mer, 06/05/2020 - 12:29

vince50_19 possiamo dire tutto sull'europa e sull'euro, anche di uscire, ma non le scemenze: la germania non ha messo sotto scacco i ns risparmi, la bce detiene ormai più btp degli italiani, se ci accodiamo alle scemenze di salvini non si farà mai nulla di buono, magari lui vincerà le elezioni ma il disatro è dietro l'angolo. E glielo dice uno che uscirebbe domattina se solo avessimo una classe dirigente (non solo politica) valida onesta e preparata, e un paese soldiale che sia in grado di soccorrere tutti quelli che crollerebbero con la nuova lira

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 06/05/2020 - 12:31

@cir - Non siam oin Unione Sovietica. Avete già iniziato in Italia la dittatura comunista?

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 06/05/2020 - 12:47

ma perchè siete cosi invidiosi di berlusconi? :-)

WSINGSING

Mer, 06/05/2020 - 12:50

Ricostruire l'Italia? Certo, basta seguire tutto quel che dice Silvio: abolire la tassa successioni e donazioni, flat tax, ausilio alle grandi imprese (le piccole possono aspettare) depenalizzazione definitiva anche dal profilo amministrativo del falso in bilancio, abolizione dell'iva e dell'imu sui beni immobili di lusso. Il resto si vedrà.

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 12:56

Quintus_Sertorius, a me è perfettamente chiara l'evoluzione del sistema bancario e della moneta, poiché l'ho studiata sui libri, non su wikipedia. Le banche centrali sono sempre state organizzazioni private (a meno di URSS, Cina...) volute da lobby per manipolare la moneta; la riserva frazionaria è una porcheria sostenuta da lobby e stati per i loro scopi maligni, le banche sono gli unici enti che possono utilizzare i beni dati in deposito per i loro scopi, per tutti gli altri esiste il reato di appropriazione indebita; la moneta democratica esiste già, si chiama oro ed è stata brutalmente tolta al popolo per sostenere le guerre con denaro di carta; la finanza selvaggia è il risultato della non applicazione delle leggi sul diritto, per cui alcuni hanno spadroneggiato su altri (questo non è liberismo, è sopraffazione).

sgarbistefano

Mer, 06/05/2020 - 13:20

Caro Silvio Berlusconi Il Suo Salvaitalia lo abbiamo già visto. E' quello che Lei ed il Suo partito (PDL) avete votato nel 2012, quando davate l'appoggio esterno al Governo Monti. Il Suo "Salvaitalia" lo conosciamo bene. E' quello che ci ha massacrato di nuove tasse e balzelli. E' quello di Elsa Fornero in lacrime, mentre lasciava in bolletta 600 mila "esodati". Ce lo ricordiamo bene, il Suo "salvaitalia". E non dimentichiamo i suoi "inciuci" per dare l'appoggio esterno a Mario Monti, per governare con i comunisti nel governo Letta, facendo persino rieleggere Napolitano nel 2013, per non parlare del "Patto del Nazzareno" con Renzi. E adesso, viene qui a raccontarci del suo "Salvaitalia"?

fisis

Mer, 06/05/2020 - 13:24

Di questi tempi è di moda dire - lo ha detto anche il signor bergoglio - che non si cambia il guidatore quando si è in emergenza. Ma, come ha obiettato un lettore, se un autista ci sta conucendendo direttamente verso un baratro, è doveroso invece che chiunque sappia appena guidare lo sbalzi fuori dal posto di guida e prenda in mano il volante.

cir

Mer, 06/05/2020 - 13:26

theRedPill Mer, 06/05/2020 - 12:56 : verissimo !

DIAPASON

Mer, 06/05/2020 - 13:36

cavaliere salvi se stesso e lasci queste cose agli italiani che lavorano per la pagnotta

Savoiardo

Mer, 06/05/2020 - 13:39

ELEZIONI ELEZIONI ELEZIONI

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 06/05/2020 - 13:41

@theRedPill Attacca i fatti invece di avanzare patetiche illazioni sulle fonti delle mie conoscenze. No, le banche centrali non sono sempre state organizzazioni private. Qualche esempio non comunista: Amsterdamse Wisselbank (1609), GosBank (1860), Deutsche Reichsbank (1939), Banca d'Italia (fino al 1981), Banca di Israele (1954). L'elenco è troppo lungo per includerlo tutto. La "moneta democratica" non è certo l'oro, che in passato è stato manipolato con la stessa facilità della moneta fiat (qualche esempio? Stati Uniti: Coinage Act del 1873, Emergency Banking Act del 1933) e favorisce chi per caso ne trova qualche vena sul proprio suolo, senza le distinzioni di merito tanto care a voi liberisti. Le "leggi sul diritto", qualunque cosa vogliano dire, se private di finalità antimonopolistiche e del controllo pubblico sulla moneta, non potranno mai impedire il trionfo del capitalismo di rapina.

Ritratto di dlux

dlux

Mer, 06/05/2020 - 14:02

La politica attuata da Forza Italia è tutt'altro che condivisibile e la sciocca sordità, manifestata col passare degli anni dalla dirigenza nei confronti delle critiche mosse dagli elettori, è la prova provata che anche questo partito (come peraltro tutti quelli di sinistra, guarda caso!) viaggia su binari distanti dalle esigenze del comune cittadino. E lo scarso consenso ne è la dimostrazione.

Ritratto di Opera13

Opera13

Mer, 06/05/2020 - 14:48

Mentre tutti sono agli arresti domiciliari forzati senza aver commesso un reato alcune figure conosciute "condannate" possono fare politica nel lusso.

Ritratto di Opera13

Opera13

Mer, 06/05/2020 - 14:50

@Quintus_Sertorius - concordo su tutto.

barnaby

Mer, 06/05/2020 - 14:55

mortimermouse 10:31 - E' vero, Berlusconi non si avvicina al PD, infatti è proprio attaccato al PD visto che lo sostiene in tutti i suoi governi fin dal 2011 con "l'opposizione? responsabile".

roblin

Mer, 06/05/2020 - 15:07

Bastaaaaaaaaaaa con berlusconi ! Roberto Linari - Trieste

schiacciarayban

Mer, 06/05/2020 - 15:11

Berlusconi è sicuramente un politico di razza, almeno ha delle idee e sa metterle in pratica, a differenza di Salvini e Meloni che sono capaci solo di urlare al vento. La domanda è: cosa ci fa Berlusconi con Salvini e Meloni? Lo vedrei molto meglio con Draghi, Calenda, Giorgetti ma anche Renzi e Conte. Scommettiamo che questa sarà la nuova formazione per il 2023?

Ritratto di jasper

jasper

Mer, 06/05/2020 - 15:17

Lui farebbe meglio a ritirarsi in buon ordine. Questi suoi tentativi di volere risorgere fanno pena da quanto sono patetici.

Giorgio1952

Mer, 06/05/2020 - 15:22

"Niente statalismo, più liberismo", ma se i suoi presunti alleati vogliono dare soldi a tutti a fondo perduto!

mzee3

Mer, 06/05/2020 - 15:27

mortimemouse @@@ va bene, licenziamo i due terzi, i sette ottavi degli statali (decide tu la quantità poi mi dirai quali!) e dove vanno a mangiare? a casa tua? cosa gli facciamo fare? Li mandiamo a raccogliere pomodori e ortofrutta? Nel frattempo tu cosa fai? te ne stai in poltrona aspettando la pensione?

schiacciarayban

Mer, 06/05/2020 - 15:29

savoiardo 13:39 - "ELEZIONI ELEZIONI ELEZIONI" Perchè? Perchè le chiedi te? Ma si dai, quasi quasi domani mattina vado da Mattarella e le chiedo anch'io... ma fatemi il piacere! Ma imparate a vivere! Ma smettetela di dire scemenze!

Ritratto di WSilvioW

WSilvioW

Mer, 06/05/2020 - 15:35

Amisci legaioli, una prece. Quando parlate di materie economiche, che si tratti di minibotte, o scudi padagni al posto dell'euro, o riserve frazionarie bancarie, tenete presente che non tutti hanno le vostre approfondite conoscenze. Per esempio: leggo (su wikipedia) che la riserva frazionaria e' la percentuale dei depositi che la banca deve mantenere in cassa. Se i depositi sono 100 e la riserva frazionaria e' 10, la banca puo' prestare 90. Se i depositi sono 100, e la riserva frazionaria e' 100, la banca puo' prestare 0. Quindi uno (che non sia non competente in materia economica come i legaioli) potrebbe chiedersi: se la banca puo' accettare depositi ma non puo' prestare una cippa, che ci sta a fare? Gli accademici legaioli lo sanno ma non ce lo dicono per delicatezza.

acam

Mer, 06/05/2020 - 15:38

schiacciarayban Mer, 06/05/2020 - 15:11 a questo munto me fa spece che sirvio dopo la sentenza del vervassungsgerichthof in karlsruhe non habbia capito che una volta che quelli hanno parlato il governo non puo fare altro che di de sì ma siccome quelli cor cavolo che cihanno voija de spenn sordi ad uffo non cerimane artro che nun paga li debiti o usci dall'europa come ha fatto l'ingirterra a cui VBH nun gne annava proprio a genio la nostra cc doveva stabili quale erano le condizionei pe entrà ner Mef e metteje la zeppa ma i nostri MG so solo capaci a de guadagna un sacco de sordi e poi d'artro nun gne frefa gnente. voi paralte der pupazzetto der grillo parlante lo volemo chiamà pinocchio mbe eccoce serviti quanno se doveva firma la costituzione europea li francesi che cianno in cas 'n monte de mussurmani non l'hanno voluta accettà contenti loro... mo se ne accorgono.

ilguastafeste

Mer, 06/05/2020 - 15:46

Chissà perchè quando non hanno più incarichi di governo, non solo lui, ma anche veltroni monti letta renzi ecc, si ritrovano ad avere la soluzione in tasca... Ma quando potevate fare le cose perchè non le avete fatte?

ilguastafeste

Mer, 06/05/2020 - 15:47

E cambiate la foto, quella risale a quando era ancora all'edilnord!!!

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 15:50

Quintus_Sertorius, le banche centrali storicamente sono sempre state distinte dal governo, dal re; la banca municipale di Amsterdam non era esattamente "centrale" e operava con riserva 100%, quindi per 150 non ebbe crisi, quelle di Stoccolma, Amburgo e Inghilterra nacquero come copia di Amsterdam ma per pressioni statali abbassarono la riserva; nel 1694 la banca di Inghilterra sorse per finanziare i debiti statali con soldi di carta e problemi. La banca di Francia con John Law fece una grossa bancarotta. La banca centrale moderna è stata imposta in USA da John Pierpont (J.P.) Morgan, la FED, come prestatore di ultima istanza, continua a essere privata. La Banca d'Italia è stata creata fondendo diverse banche pre-unione ma è sempre stato un organo privato, fino al 1935 (era fascista) in cui i privati vennero espropriati per sostituirli con enti pubblici, con i risultati che sappiamo. (1/2)

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 15:50

Quintus_Sertorius, l'oro è una moneta sana e per quanto se ne scavi ancora al massimo l'incremento è del 2% su tutta la terra, quindi una eventuale vena al più dà da vivere a poche famiglie; è democratico perché non si può privarne il potere di acquisto, quindi se suo nonno le avesse lasciato un marengo d'oro lei potrebbe comprare circa gli stessi beni di 100 anni fa. Il diritto è una legge fondamentale e semplice che difende tutti, gli squali della finanza manipolano il potere per poter operare. I monopoli li può imporre solo uno stato, con la forza. Pur trovando stimolante discutere con lei, chiudo qui poiché siamo pesantemente fuori tema. (2/2)

maxfan74

Mer, 06/05/2020 - 15:52

Magari avessimo avuto in questo momento Silvio Berlusconi come presidente del Consiglio...purtroppo siamo abbandonati a noi stessi, in balia di dilettanti che non hanno mai gestito un bar.

maxfan74

Mer, 06/05/2020 - 15:55

Vogliono dare 1000 euro a chi nel mese di marzo ed aprile 2020 abbia avuto una perdita del 33% sul fatturato rispetto a marzo ed aprile del 2019??? ma i conti si fanno a fine anno. Dovrebbero darli a chi non ha fatturato oltre i 50 mila euro nel 2019, altrimenti non sono aiuti, si deve guardare l'anno non due mesi, ma cosa stanno facendo a Roma???

Ritratto di ichhatteinenKam.

ichhatteinenKam.

Mer, 06/05/2020 - 15:59

parla proprio come il mortadella il zingaretti renzi e la fornero

Ritratto di theRedPill

theRedPill

Mer, 06/05/2020 - 16:06

@WSilvioW, premesso che io sono Libertario, le rispondo ugualmente; inizialmente esistevano le banche di deposito, con riserva 100% e quelle di investimento, dove i soldi vengono prestati per essere investiti; lei dovrebbe essere libero di lasciare i suoi soldi in banca deposito, per evitare furti, ma essere sicuro di trovarli sempre, pagando questo servizio (riserva 100%) oppure prestare i suoi soldi a una banca di investimento con la possibilità di aumentarli e il rischio di perderli (riserva frazionaria). Oggi lei non ha questa scelta, quindi deposita soldi in banca ma non è più certo di ritirarli. Si ricordi Cipro.

acam

Mer, 06/05/2020 - 16:11

faro daro daremo faremo attenderemo vedremo somme eclatanti di tanti cantanti potremo tornare a sognare ma non afare torneremo ma no quelli di prima perché cihanno sonati con potenze di fuoco mirabolati di paroloni de tante questini ar futuro e condizionale di chi non sa argomentare avete capito speramo de si

Altoviti

Mer, 06/05/2020 - 16:47

Egregio Cavaliere: Il vero problema dell'Italia sono i migranti, la piaga sociale dei 600 000 clandestini di cui Lei stessa aveva chiesto il rimpatrio. Purtroppo i renziani di Italia Viva fanno tutto il contrario cosiché questi 600 0000 che potranno richiamare le loro mogli e figli arriveranno almeno a 3 milioni gente da sfamare, curare, alloggiare: UNA VERA PUGNALATA PER L'ITALIA! Una catastrofe mai vista! Lei deve fare di tutto per impedirlo, anche sostenere Conte per mettere all'angolo Renzi a patto che il governo facci asubito il rimpatrio di questi 600 000 che gli italiani aspettano. A raccogliere i pomodori e l'uva oggi ci sono le macchine e non servono mica 600 000 persone, è un prestesto per portare

barnaby

Mer, 06/05/2020 - 16:48

E' da un quarto di secolo che Berlusconi fa politica di razza propinandoci sempre le stesse cose, tacendo sul problema immigrazione oggi tornato alla ribalta in piena crisi Covid19 con la Bellanova. Ha guidato tre governi di cui uno con ampia maggioranza (bulgara), mi dite quali grandi riforme abbia fatto? Qualcuno sostiene che ha sconfitto il comunismo, purtroppo vedo che dal 2012 siamo sotto dittatura para comunista e l'Italia è in gran tempesta. Che si allei pure con Renzi e altri pseudo sinistri, nel 2023 forse insieme arriverebbero al 10%; e tutto questo cercare di fargli propaganda non lo schioderà dai consensi attuali.

Altoviti

Mer, 06/05/2020 - 16:49

...è un pretesto per portare a Renzi 2 milioni di voti per strapparsi un posto in parlamento. ITAMIA VIVA, il vero nome dovrebbe essere ITALIA MORTA perché questo a cui porta la politica di Renzi che ci ha già riempito di migranti quand'era al governo mentre il suo governo mandava la polizia a manganellare i pensionatio e gli studenti.

hectorre

Mer, 06/05/2020 - 17:11

è pronto ad appoggiare conte.....di cosa stiamo parlando!!!!!......si faccia una domanda su forza Italia al 6%!!!

Iacobellig

Mer, 06/05/2020 - 17:21

Mi spiace ma non sei più affidabile viste le tue idee solo a difesa della tua poltrona in UE!

Pippoppip

Mer, 06/05/2020 - 17:39

A me Berlusconi non piace, c'è poco da fare...

Nicola48ino

Mer, 06/05/2020 - 17:53

Cavaliere e lei crede ancora alle favole è preoccupante. Questi non hanno nessuna nozione di governo, non accettano consigli di chi ne capisce più di loro non ammettono il loro pressapochismo e sono incollati diciamo cementati alla poltrona. Conoscono solo il sostantivo tasse tasse tasse e dove comandano o hanno comandato i compagni hanno lasciato solo miseria.

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 06/05/2020 - 18:15

Tutto giusto. Ma il Presidente Conte non è in grado di capirlo, dato che gli è inibito dalla situazione in cui lui ha trascinato il “bel paese”.

investigator13

Mer, 06/05/2020 - 18:23

Berlusconi ancora con il liberismo meno Stato più privatizzazioni. La globalizzazione cos'è se non la somma del liberismo, le vediamo le conseguenze sull'economia, sul lavoro, un disastro. Sallusti intervisti pure il cavaliere, però gli parli di Keynes, economista britannico sostenitore del ruolo dello Stato innanzitutto, nella governance di una nazione,lo introduca nel mondo della politica che non è come essere a capo di un'azienda.

Ritratto di nordest

nordest

Mer, 06/05/2020 - 18:24

Se siamo in queste situazioni una parte di colpa è anche tua ; fermati Berlusconi il tempo è scaduto.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 06/05/2020 - 18:55

Grillo per anni ha urlato stupidaggini nelle piazze, come un santone invasato, usato termini che non conosceva, argomenti che ignorava e fatti che mistificava ed il manifesto politico è un sonoro favva...lo. I 5S lì sono nati, blaterando termini e fraseologia di vetusto stampo fascista e comunista. Il grillismo ciancia di pauperismo, egalitarismo, giustizialismo in termini moralistici e mondialisti, confonde l'etica con la politica e finisce per ignorarle entrambi proprio come fascisti e comunisti. Stato tasse e manette, siamo sempre lì. Il parlamento è per un terzo in mano loro. I giornaloni li blandiscono, i magistrati li vezzeggiano eppure mai si sono visti tanti crassi ignoranti in un'assise politica ed istituzionale. E tutto pienamente in regola con le norme democratiche e della nostra Carta. EU Germania banche ed impresa, che pur non sono dei santi, lo possono ignorare? O davvero si pensa che siano costoro il nostro problema più grave?

Jon

Mer, 06/05/2020 - 18:57

@invertigator13..Corretto..BRAVO!!!

Ritratto di antonio4747

antonio4747

Mer, 06/05/2020 - 19:30

Silvio Superstar. Un mito vivente.

detto-fra-noi

Mer, 06/05/2020 - 19:46

l'opposizione responsabile della sentinella della U.E.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mer, 06/05/2020 - 20:03

HappyFuture Mer, 06/05/2020 - 10:05...Si, mi vergogno che ancora esistano persone che la pensano come lei...E.A.

cir

Mer, 06/05/2020 - 20:14

investigator13 Mer, 06/05/2020 - 18:23 .. sante parole !!

Ritratto di ichhatteinenKam.

ichhatteinenKam.

Mer, 06/05/2020 - 20:19

SE FANNO LO SBArramento al 3% e fuori e non ricatta piu' nessuno

cir

Mer, 06/05/2020 - 20:19

Pippoppip Mer, 06/05/2020 - 17:39 : dipende da come lo fai andare...

Ritratto di vince50_19

vince50_19

Gio, 07/05/2020 - 10:17

Mr. Blonde - Di Salvini poco mi cale mentre lei ci sguazza! Ho fatto una supposizione parziale: per il Sole 24h (riferito a dati Bankitalia) la ricchezza totale delle famiglie (ripeto famiglie) italiane nel 2017 era circa 10mila mld. di euro, con una crescita di quella finanziaria (azioni, bond e depositi per 4.400 miliardi) rispetto a quella reale (abitazioni e terreni appunto, pari a 6.300 miliardi). La ricchezza reale è pari a 5,5 volte il reddito disponibile e quella finanziaria è 3,8 volte. La ricchezza totale al netto dei debiti (pari all’80% del reddito disponibile) è 8,5 volte il reddito. La Germania, che si sente regina della Ue prevaricando a quanto pare anche sulla Bce,, ha paventato una possibile patrimoniale per l’Italia, allo scopo di sanare il debito pubblico, fra il 14 e il 20%! Ergo, egregio, "a lavare la testa all'asino si perde tempo, H2O e sapone".

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Gio, 07/05/2020 - 11:34

Si parla di una presunta patrimoniale che gli odiati teutonici vorrebbero fosse imposta agli italici sudditi in quanto proprietari di beni oltre quattro volte il debito nazionale. Balle. Non di patrimoniale si direbbe ma della banale emissione di titoli pubblici (un po' più generosi?) rivolti ai cuori italici. Oro alla patria? Vedete voi...

IronHandIronHead

Gio, 07/05/2020 - 12:17

Silvio oh Silvio. Ma il primo passo è mandare a casa gli insipienti e traditori a 5S. Discutere con la Cina poi delle balle che ci hanno propinato e che hanno propalato. Riportare a casa le linee produttive. Perché sei così remissivo su questo fronte? Quali vantaggi personali ne trai o ne trarrai? Detto questo tante belle parole e belle idee, ma da PdC non hai fatto nulla in tal senso e hai lasciato praterie alla Burocrazia Commies, ad iniziare dai giudici: bastava mettergli il timbrino marca orario di lavoro....

idleproc

Gio, 07/05/2020 - 13:20

Non abbiamo più una banca centrale e il debito pubblico da gestibile anche in condizioni di emergenza è stato trasformato in debito finanziario e geopolitico. Presente mettersi da soli la corda al collo? O ci fai o ci sei.

Ritratto di etaducsum

etaducsum

Gio, 07/05/2020 - 17:15

Occhio croce, leggendo questi commenti, direi che i più negativi vengano da fan di Salvini. Da quando il loro “capitano”, clandestino nel CDX, è diventato il partito maggiore della coalizione (con i voti di chissà chi), non fanno altro che inveire contro il Cavaliere DEL LAVORO. FI è il raggruppamento maggiore dei moderati (= CENTRO). Immagino cosa farebbero e direbbero i salviniani, se B entrasse, rendendolo in tal modo possibile, in un governo di CSX. Eppure il fondatore di comunismo padano è stato mezzo vice premier e ministro degli interni nel governo giallo-verede (= sinistra-sinistra) e non hanno fiatato. Il sovranismo è una versione mascherata del leninismo. Si nutre della stessa linfa illiberale del fascismo del socialista Mussolini, del nazional socialismo di Hitler e dello stalinismo.