Leggi il settimanale

Le mire di Xi su Taiwan: l'incontro con la leader del partito filo-cinese

Le mire di Xi su Taiwan: l'incontro con la leader del partito filo-cinese
00:00 00:00

Mentre il caos a livello internazionale non si placa, il leader cinese Xi Jinping continua la sua partita su un doppio binario. Da una parte lancia appelli alla pace e si guarda bene dall'essere coinvolto direttamente in un conflitto. Dall'altra continua a muovere le sue perdine nell'ombra, soprattutto per quanto riguarda il suo obiettivo principale: Taiwan. Non a caso ieri ha ricevuto a Pechino il presidente cinese Cheng Li-wun, leader del Kuomintang, il principale partito di opposizione di Taiwan dichiaratamente filocinese. Un incontro importante, non fosse altro perché era dal 2016 che un leader del Kmt non incontrava i vertici di Pechino.

Per la Cina, l'incontro è stata un'occasione ulteriore per ribadire quelle che sono le linee rosse di Pechino. "Non tollereremo l'indipendenza di Taiwan", ha fatto sapere il governo cinese, "compatrioti da entrambe le parti dello Stretto sono cinesi e la loro tendenza a unirsi non cambierà mai. Differenze nei sistemi sociali non dovrebbero essere un pretesto per la secessione", è il monito arrivato dal leader cinese. Una posizione di fatto sposata anche da Cheng e in netta contrapposizione con i vertici di Taipei che difendono a tutti i costi l'indipendenza dell'isola e per questo vengono considerati "separatisti" da Pechino. "Cina e Taiwan dovrebbero collaborare per evitare la guerra, lo Stretto di Taiwan non sarà più un potenziale punto focale di conflitto, né diventerà una scacchiera per l'intervento di forze esterne", è stato detto ieri a Pechino

Nel frattempo, e non a caso, il ministero degli Esteri cinese ha ribadito che la Cina è un Paese "capace di dialogare con tutti", rimarcando come un successo le "ventisei telefonate" effettuate con i leader dei Paesi coinvolti nel conflitto in Iran. Una strategia chiara: volersi accreditare come potenziale mediatore, promuovere la pace globale e non inimicarsi quelli che, seppur politicamente distanti, restano fondamentali partner economici, su tutti proprio gli Stati Uniti.

In agenda c'è il vertice tra Trump e Xi ma nell'attesa, oggi è atteso a Pechino il premier spagnolo Pedro Sanchez, alla quarta visita in 4 anni, che arriva dopo le visite ufficiali dei capi di Stato di Germania, Canada e Regno Unito. Tutto torna, con la strategia cinese rimane divisa tra ombre, luci e trame sottobanco.

MBas

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica