Entrare nello studio di Edi Rama è un colpo di scena. Dopo aver subito controlli rigorosissimi, lasciato il cellulare, l'orologio e qualsiasi altro oggetto, attraversi corridoi dove regna un silenzio claustrale. Si apre la porta e lo scenario cambia all'improvviso. Sulle pareti macchie di rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola e rosa si inseguono in forme irregolari, senza gerarchie ma con un'armonia gioiosa.
E subito un'altra sorpresa. Una figura imponente, fisico da ex cestista, polo e pantaloni neri, sneakers bianche: per un attimo ti senti in soggezione, ma il suo sguardo sorridente ti mette a tuo agio. Ti rilassi e l'occhio cade prima su un appendiabito pieno di cravatte coloratissime, da autore, poi sulla scrivania affollata di pennarelli e gessetti. Arte e politica per Rama, figlio di un pittore e scultore, sono strettamente intrecciate. Ci accomodiamo e lui riprende a disegnare...
Prima di incontrare giovedì a Roma Giorgia Meloni, su Instagram l'ha definita una "sorella", motra in albanese. Com'è andata?
"Benissimo, come sempre. Ho avuto ancora una volta la conferma che la vostra Premier ha una lucida visione strategica del rapporto tra i nostri Paesi, al quale dedica un'attenzione particolare nonostante i numerosi impegni interni e internazionali".
Avete verificato l'attuazione degli accordi Italia-Albania sui migranti. Ma ora che i centri sono stati dichiarati legittimi anche dall'Europa, altri Paesi guardano a questo modello e bussano alla sua porta?
"Dopo la decisione sulla legittimità sono arrivate richieste anche da altri Paesi europei. Ma voglio essere chiaro: è una concessione esclusiva all'Italia. L'accordo con Roma non è replicabile".
Lei è stato sindaco di Tirana dal 2001 al 2011 e guida questo Paese dal 2013. Com'era l'Albania di ieri e com'è quella di oggi.
"Quando ho cominciato questo lavoro il PIL dell'Albania era meno di 10 miliardi di euro. Oggi è di 27 miliardi di euro. Avevamo 2 milioni di turisti, inclusi anche gli Albanesi che rientravano da un viaggio... .Oggi i turisti veri sono 8 milioni".
Gli investimenti diretti dall'estero erano 400 milioni di euro. Oggi sono oltre 1 miliardo e mezzo. Come sta andando la modernizzazione istituzionale dell'Albania?
"Abbiamo migliorato e resa più la giustizia tramite il rating dei giudici e dei magistrati corrotti. La separazione delle carriere che avete sottoposto ad un referendum, noi ce l'abbiamo già da tempo, come, peraltro, quasi tutti i Paesi europei. Noi abbiamo consigli separati di giudici e di magistrati. All'epoca quando preparavamo la bozza della riforma dicevamo: non dobbiamo fare l'errore dell'Italia".
Nel settore dei servizi e della pubblica amministrazione quali progressi avete realizzato?
"Da anni non si fa la fila per un certificato o per una licenza negli uffici pubblici. Tutto avviene tramite il cellulare e il computer. Non abbiamo ancora digitalizzato i matrimoni, le impronte digitali e il catasto in cui bisogna rimettere ordine, perchè dopo la fine della dittatura comunista i diritti di proprietà erano stati distribuiti in maniera caotica, poi ci sono stati abusi edilizi condonati. A parte il catasto, entro il 2028 avremo digitalizzato tutto".
Ha incuriosito tutto il mondo la nomina di un ministro virtuale, chiamata Diella, creato proprio dall'intelligenza artificiale. Ha aiutato a migliorare l'efficienza dell'Albania?
"Ha già aiutato molto perché è l'assistente digitale di tutti gli Albanesi. Stiamo preparando la nuova versione semplificata: non si dovranno più digitare le richieste, basterà parlare con Face Time e l'assistente digitale fornirà il servizio".
Diella si occuperà anche degli appalti pubblici...
"Sì, siamo a buon punto per avere appalti pubblici amministrati dall'intelligenza artificiale, senza l'interferenza delle persone, quindi più trasparenti".
Il rapporto speciale con l'Italia, che è antico e non solo geografico quanto è stato rafforzato con la nostra premier Giorgia Meloni?
"Tutti i governi italiani sono stati molto rispettosi e molto aperti. Però da quando c'è questo governo, siamo passati dalle belle idee sulla carta ai progetti concreti, in settori importanti come infrastrutture, energia, difesa e sanità. Abbiamo un accordo con Fincantieri, in joint venture costruiremo navi di misura piccola e media che saranno esportate espandendo così la capacità produttiva di Fincantieri".
Siamo in ottimi rapporti con Leonardo con un pacchetto di attività per la difesa
"Abbiamo firmato un accordo strategico, che ci dà la possibilità di metterci in contatto diretto con le eccellenze italiane e di portare qui la loro esperienza su sanità, educazione e formazione. C'è un altro importante progetto che riguarda le attività portuali".
La trasformazione urbanistica dell'Albania con edifici firmati da archistar come Liebeskind e Boeri stride con la narrazione che descrive il suo Paese dominato dalla criminalità e dal riciclaggio di denaro sporco.
"L'Albania è Paese abbastanza sicuro. Lo dicono tutti quelli che vengono qui e che cambiano immediatamente idea su questo tema. Il problema della corruzione e del riciclaggio lo stiamo affrontando seriamente. La fase negativa l'abbiamo già lasciata dietro le spalle. Ora si tratta di diluire il "veleno" che rimane nell'acqua di certa narrazione di alcuni reportage che gettano fango su di noi e raccontano il nostro sviluppo come un'opera della criminalità organizzata".
I 560 milioni di euro investiti nell'edilizia privata nel 2025 sono tracciati?
"È pazzesco parlare di queste architetture in costruzione e di altre che sono in fase di approvazione come degli esempi plateali di riciclaggio di denaro sporco. Tutte le transazioni per queste opere avvengono attraverso le banche, e qui le banche sono nella stragrande maggioranza internazionali. Sostenere il contrario è disgustoso".
L'Albania fa parte della Nato dal 2009 e oggi è nel Board of peace voluto da Trump. Nel frattempo è esploso il conflitto con l'Iran. Come vede questa situazione geopolitica?
"Viviamo in un momento delicato per le democrazie occidentali che sembrano in declino mentre emergono nuove potenze. Ma le risorse dell'Europa e dell'America in primis sono ancora forti. A rischio di essere impopolare, penso che Trump sia un'opportunità per l'Europa affinchè si svegli definitivamente. Se - come dice Trump - Dio ha un piano con la sua elezione esso non consiste solo nella salvezza dell'America ma anche dell'Europa che non può vivere delle glorie del passato. Trump è un pungolo per l'Europa perchè mette il dito nelle piaghe. Ma la cura la deve trovare l'Europa".
In queste settimane abbiamo visto toni molto duri nel dibattito internazionale - penso anche allo scontro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni, nato da una presa di posizione sul Papa. Senza entrare nel merito delle singole posizioni, le chiedo: quanto questo linguaggio, spesso troppo aggressivo, sta cambiando la qualità della dialettica politica nelle democrazie occidentali?
"Il problema delle democrazie oggi è la comunicazione pubblica della classe politica che riflette qualcosa di molto grave e molto più profondo che succede nella comunicazione generale della nostra società occidentale, dove i social media hanno abbattuto tutti i muri della decenza e hanno creato una palude piena di infezioni Per me è un incubo quando immagino come sarà la nuova generazione dei politici e dei leader occidentali".
Vieterete i social ai minori in Albania?
"Non li puoi vietare se non c'è l'identificazione e la responsabilità individuale per quello che si scrive. Come puoi sapere chi è dietro un profilo? Se è il padre o il figlio?".
Voi avevate oscurato Tik Tok, ma poi lo avete riattivato. Perche?
"Ci aspettavamo una reazione dura da parte di Tik Tok. E invece i loro dirigenti sono venuti da noi con gentilezza per ascoltare le nostre preoccupazioni e per lavorare insieme per correggere quello che non andava. Quando ho chiesto alla Direttrice delle relazioni internazionali di Tik Tok perchè non facessero le stesse trattative con altri Paesi, la risposta è stata: Perchè non ce l'hanno chiesto. L'Albania è l'unico Paese ad affrontare con noi questi problemi".
Edi Rama stacca per un attimo lo sguardo. Prende un foglio bianco due pastelli, azzurro e arancione e ricomincia a disegnare. Tra i tanti impegni istituzionali trova il tempo per dipingere?
"Io dipingo sempre perché è un'attività separata dal parlare e dal comunicare: mentre parlo e comunico io dipingo. Anche quando sono dietro questa scrivania dipingo...".
Quelle cravatte meravigliose realizzate da lei sono in vendita?
"No. Le faccio per mio piacere con un'amica di scuola già da quando eravamo giovani. Io le disegno e lei poi le stampa, ma non per venderle".