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"Nakba 78", la rete globale anti-Israele: proteste coordinate in trentanove Paesi

Il movimento di 425 sigle già conta su un miliardo di dollari

"Nakba 78", la rete globale anti-Israele: proteste coordinate in trentanove Paesi
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Una rete globale di attivisti e organizzazioni pro Pal che si muove in modo coordinato per contestare l'esistenza dello stato di Israele promuovendo proteste in tutto il mondo, tra cui anche in Italia, dietro la sigla "Nakba 78". Un'inchiesta di Fox News Digital ha rilevato che circa 425 organizzazioni "tra cui gruppi comunisti, organizzazioni di difesa dei diritti dei musulmani e coalizioni di attivisti anti-israeliani accusate di palese antisemitismo, collaborano in una rete di protesta transnazionale coordinata, con un finanziamento complessivo di circa 1 miliardo di dollari di entrate annuali". L'attività della rete pro Pal transnazionale ha subito un'accelerazione questo fine settimana in occasione dell'anniversario della fondazione dello Stato di Israele che cade il 14 maggio e del 78° anniversario della Nakba (l'esodo) palestinese del 15 maggio organizzando 736 eventi in 39 nazioni. Se gli Stati Uniti sono la nazione con il maggior numero di manifestazioni (ben 187), si sono svolte iniziative anche in Regno Unito, Germania, Canada, Spagna, Francia, Irlanda, Australia e anche in Italia tra cui l'evento avvenuto ieri a Milano in piazza XXIV Maggio dal titolo "La Nakba non appartiene al passato".

Gli organizzatori dei cortei dichiarano di schierarsi contro il "genocidio", l'"apartheid" e l'"imperialismo" statunitense presentando le proprie battaglie come "umanitarie" ma in realtà diffondono "una retorica che nega l'autodeterminazione ebraica e il diritto di Israele ad esistere come Stato". Oltre alla propaganda pro Pal c'è in realtà un obiettivo più profondo (e inquietante) che riguarda il tentativo di destabilizzare le società occidentali. Per farlo la rete "Nakba 78" riceve un fiume di denaro grazie a figure come il milionario tech statunitense Neville Roy Singham, paladino delle cause socialiste di estrema sinistra.

Secondo l'inchiesta di Fox News Digital "nell'arco di quasi un decennio, Singham ha convogliato 278 milioni di dollari in una rete di organizzazioni non profit, tra cui il People's Forum, CodePink e BreakThrough BT Media, che hanno organizzato una costante ondata di proteste anti-israeliane negli Stati Uniti, in particolare dopo il brutale massacro di israeliani del 7 ottobre 2023 da parte dei militanti di Hamas, e che ora sostengono le proteste di quest'anno per la Nakba 78'". Come se non bastasse, dall'inchiesta emerge che "il flusso di denaro di Singham verso organizzazioni non profit promuove la propaganda del Partito Comunista Cinese".

Grazie a un modello linguistico utilizzato da Fox News Digital per analizzare numerosi testi relativi alle proteste della "Nakba 78" è emerso come l'85% del linguaggio utilizzato ripete in modo ossessivo le argomentazioni degli avversari dell'Occidente descrivendo gli Stati Uniti come una nazione "fascista" e "imperialista" e Israele come uno "Stato coloniale genocida", un'"entità sionista", un "progetto sionista" e parte di un "grande disegno coloniale" mente Il restante 15% descrive le proteste come "solidarietà con la Palestina". Nello specifico, l'etichetta "Nakba 78" utilizzata anche nelle manifestazioni in Italia va ben oltre la semplice commemorazione storica poiché "collega il 1948 ai giorni nostri, presentando la fondazione di Israele, il sostegno statunitense a Israele, la guerra a Gaza e i conflitti regionali che coinvolgono Iran, Libano, Yemen e Iraq come un'unica lotta continua".

Ciò che colpisce non è solo l'esistenza di parole chiave e slogan comuni ma anche un coordinamento tra le varie organizzazioni pro Pal che ha in Italia uno dei suoi principali hub e che può usufruire di una cospicua rete di finanziamenti per promuovere la propria agenda di odio nei confronti di Israele e dell'Occidente.

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