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Nei profili del 13enne violenza come show. I killer sono idoli, le chat con i seguaci

Comunità online create per eventi come questo. Su TikTok i messaggi d'amore

Nei profili del 13enne violenza come show. I killer sono idoli, le chat con i seguaci
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Chat, canali Telegram e post notturni. Man mano che si scava nella vita digitale del 13enne che ha accoltellato un'insegnante a Trescore Balneario, ci si addentra in un dedalo inquietante e profondo, in cui la violenza diventa spettacolo e i fan sono lì per guardare. Fisicamente possono trovarsi ovunque, anche a grande distanza dal luogo dell'azione. Le chat portano ad altri canali e a un'infinità di profili fatti di nickname, shitposting e meme, che rivelano una profonda tana del Bianconiglio fatta di desolazione, ma soprattutto mostrano l'ombra di un network internazionale che potrebbe aver influenzato, e forse anche armato, la mano del giovane.

TikTok tra meme e shitposting

Per avere un'idea di questo mondo bisogna partire da due punti fermi: le chat che frequentava su Telegram e il suo profilo su TikTok. Partiamo dal quest'ultimo. Il profilo non ha contenuti originali del ragazzo, ma una lunga sequela di ricondivisioni di contenuti prodotti da altri. Quelli prevalenti sono due. I meme, cioè frammenti di informazione spesso ironici o satirici, ma in questo caso macabri. E lo shitposting, cioè post deliberatamente nonsense, scorretti, provocatori o di bassissima qualità, pensati per far ridere o provocare.

In questo diluvio di post ne spiccano tre. Il primo è un meme col volto di Adam Lanza e la scritta: "La mia faccia quando vengo accusato di qualcosa che non ho fatto". Lanza è stato un mass shooter americano che nel 2012 ha colpito in una scuola del Connecticut, uccidendo 27 persone tra bambini e insegnanti. Il secondo è un altro meme in cui si vede un volto disegnato sopra l'immagine di Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel 2019, trasmessa in diretta su Facebook. L'ultimo post gioca sulle parole tra Black Lives Matter e No Lives Matter e cita 764, un network internazionale dedito al nichilismo estremista, classificato come terroristico negli Usa.

Il giallo dei gruppi

Seguendo i social si arriva anche a gruppi e chat su Telegram. In uno di questi il ragazzo parla apertamente. Ora il gruppo è deserto: molti utenti sono stati cancellati o lo hanno abbandonato, ma le conversazioni restano. Il 13enne fino al 25 marzo era attivo. Sembra che il gruppo sia stato aperto il 24 marzo, il giorno prima dell'aggressione. Tra i vari messaggi ne spicca uno che riporta uno stralcio del manifesto del ragazzo. Ma nelle conversazioni emerge anche altro. Alle 01:23 del 25 marzo un utente scrive: "Cosa farai se la situazione diventa simile a quella di Hugo Jackson?". Jackson è un 15enne svedese che il 19 agosto 2021 ha tentato di compiere un attentato in una scuola di Eslöv, accoltellando un'insegnante, per poi essere fermato dalla polizia. Anche in quel caso l'attacco venne trasmesso in diretta streaming.

Gli utenti in attesa del video

Alle 7:03 il ragazzo della Bergamasca posta di nuovo (e per l'ultima volta), dicendo di non riuscire a fare una videochiamata, probabilmente per trasmettere l'aggressione. I messaggi successivi sono di altri utenti che, sempre in inglese, chiedono a che punto sia la situazione. Alle 8.03 un utente pubblica il filmato dell'aggressione. Dopo averlo visto, e forse scaricato, gli utenti si dileguano. La sensazione è che esistano comunità online chiuse ad accesso limitato che si stanno cristallizzando intorno a questo tipo di violenza e che all'occorrenza creano chat temporanee per condividere gli attimi precedenti all'attacco e il video della strage.

In un secondo canale vengono ripostati messaggi privati del 13enne, come quello con

le foto della maglietta con la scritta "Vendetta", o quello in cui ammette di non essere riuscito a uccidere il padre. E poi ci sono i messaggi dei profili anonimi su TikTok: "Non ti lascerò indietro, ti amerò per sempre".

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