È stato condannato all'ergastolo Moussa Sangare, per l'omicidio di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d'Isola, in provincia di Bergamo, senza un perché. Per noia, secondo l'accusa. È quanto stabilito dalla Corte d'Assise di Bergamo al termine di una camera di consiglio durata oltre 4 ore. A Sangare sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi oltre alla minorata difesa.
"Siamo soddisfatti nel senso che è stato chiuso il processo in relazione a un crimine orrendo e la famiglia aveva necessità di avere giustizia. Anche se dire soddisfatti, quando c'è un ergastolo, non è mai bello", ha commentato Maria Cristina Rota, procuratrice aggiunta di Bergamo. "Non si può mai essere soddisfatti di queste cose", sono anche le prime parole di Bruno Verzeni, padre della vittima. I famigliari della donna si sono a lungo abbracciati tra le lacrime, dopo la lettura della sentenza. Il papà Bruno, la mamma Maria Teresa Previtali, i due fratelli Melody e Cristopher e il compagno Sergio Ruocco non si sono persi un'udienza. Visibilmente commosso Ruocco, che ai tempi del delitto fu a lungo al centro dei sospetti: "Il pensiero di lei c'è sempre. Abbiamo almeno avuto la soddisfazione di aver giustizia, altrimenti sarebbe stato ancora peggio".
Per l'avvocato Lugi Scudieri, difensore di parte civile, "non è rimasto più alcun dubbio né sulla colpevolezza di Moussa Sangare, né nella ricostruzione della vicenda". Il legale dell'imputato, Tiziana Baccicca, aveva chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto e in subordine che la pena fosse contenuta nei limiti edittali. Farà appello.