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Al Niguarda i ragazzi del Virgilio dalla 3D al tragico Capodanno. Già trasferiti undici feriti gravi

Sette considerati in condizioni molto serie. Arrivati ieri due pazienti da Aarau e Zurigo

Al Niguarda i ragazzi del Virgilio dalla 3D al tragico Capodanno. Già trasferiti undici feriti gravi
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Niguarda rimane a disposizione per prendere in carico ulteriori pazienti, dato il sovraccarico dei nosocomi della Svizzera che stanno prestando tutte le cure necessarie a oltre un centinaio di feriti tra cui ancora quattro italiani ricoverati a Zurigo. Non si fermano mai le sale operatorie del centro ustioni di Niguarda, quarto per importanza in Europa e primo del Nord Italia, dove l'equipe multidisciplinare continua a prestare medicazioni di vario tipo ai ragazzi, quasi tutti milanesi, con eccezione di due donne, in condizioni gravi o gravissime. "La nostra direzione e le autorità regionali ci hanno chiesto di mettere a disposizione ancora più posti letto perché al di là dei pazienti che stiamo valutando in Svizzera col nostro team - spiegava sabato Filippo Galbiati, direttore del Pronto soccorso di Niguarda -, ci hanno chiesto letti ulteriori anche per eventuali necessità delle autorità svizzere. I letti ci sono e come sanitari siamo pronti ad accogliere altri pazienti: abbiamo un piano crescente per ampliare il numero oltre i 16 posti già garantiti".

È attivo 24 ore su 24 anche il ponte aereo sanitario tra le Farnesina, governo svizzero, Regione Lombardia, Areu, ospedale Niguarda man mano che arrivino delle richieste dagli ospedali elvetici. Al momento continua a essere "non trasportabile" il cittadino svizzero di 30 anni che era atteso due giorni fa a Milano. Stessa sorte, al momento per Leonardo, 16 anni, studente del Virgilio. Dopo il riconoscimento con il test del Dna avvenuto sabato pomeriggio e un primo ok al volo in elicottero da parte dell'ospedale svizzero, le sue condizioni nella giornata di ieri sono peggiorate non consentendo il trasferimento in Italia.

"Sono due i parametri di valutazione clinica per il via libera al trasporto di un paziente ustionato grave - spiega Roberto Faccincani, direttore della Maxi emergenza di Areu che sta coordinando il ponte aereo in questi giorni - una problematica respiratoria e quindi un alto consumo di ossigeno, che non sempre può essere garantito in volo, e la pressione troppo bassa del paziente, che deve essere sostenuta con dei farmaci ad alto dosaggio, ma che non tutti i pazienti ustionati possono tollerare".

È arrivata alle 14,30 circa al Dipartimento Emergenza Urgenza Alessandra Galli De Min, imprenditrice bellunese di 55 anni: si trovava al bar Le Constellation con i figli, rimasti illesi. Alle 15,15 è atterrato sul tetto di Niguarda dall'ospedale di Zurigo, un altro ragazzo milanese: è Kean, 16 anni, studente sempre del Virgilio e calciatore del Football Club Dilettantistico Enotria 1908 di Crescenzago.

Il numero dei feriti gravi accolti a Niguarda a ieri pomeriggio era salito a 11: i primi 3 sono arrivati la sera del 1° gennaio, altri 4 sono stati trasferiti il 2 gennaio da diversi ospedali della Svizzera, mentre sabato si sono aggiunte Sofia e Francesca, amiche e compagni di classe

sempre del Virgilio. Nella giornata di ieri sono stati presi in carico appunto altri due pazienti provenienti da Aarau e Zurigo. Sette sono considerati in condizioni particolarmente serie e necessitano di cure più intensive.

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