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Politica

"Non con questo vertice del Pd...": Conte chiede la testa di Letta

I leader di M5s e Pd ai ferri corti. Il giurista non chiude la porta a un ritorno di fiamma giallorosso, ma il pisano deve fare le valigie

"Non con questo vertice del Pd...": Conte chiede la testa di Letta

C’era una volta l’asse giallorosso, dell’orgoglio Pd per la trasformazione del Movimento 5 Stelle. Oggi, a dieci giorni dalle elezioni, volano stracci. La caduta del governo Draghi targata Giuseppe Conte ha spinto Enrico Letta a rompere l’alleanza e nelle ultime settimane non sono mancati affondi e stilettate di ogni tipo. Il segretario dem ha aperto timidamente a un dialogo post-voto, ma i pentastellati non ci stanno. O almeno, non con questa dirigenza dem.

“Con questo vertice del Partito Democratico non c'è possibilità di sederci ad un tavolo”, l’analisi perentoria di Conte ai microfoni del Messaggero. Per il giurista è impossibile fare finta di niente con un embrasson nous: “Non c’è possibilità di fare finta di niente con una pacca sulle spalle per dirci: ‘Dove eravamo rimastiì?’ Questo non sarebbe serio, il M5s è coerente”. Ma attenzione ai possibili ribaltoni in casa Pd.

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Conte, infatti, non ha escluso un nuovo dialogo giallorosso con un diverso segretario dem. “Non mi fate abbracciare ipotesi di secondo, terzo o quarto grado”, la premessa dell’autoproclamato avvocato del popolo: “Dobbiamo essere chiari con quello che abbiamo sul tavolo e il problema non è Letta ma vedere quale sarebbe in caso il nuovo vertice, quale sarebbe il programma, l'agenda, se la proposta fosse l'agenda Draghi, o del migliore dei migliori di Draghi, sarebbe impensabile”.

Il leader pentastellato chiede la testa di Letta? Non apertamente, ma il messaggio è quello. Ancora più marcata la sua analisi a Radio 24: “In via ipotetica, dovremmo vedere quale dirigenza si potrebbe insediare e dovremmo capire se ci siano i requisiti di affidabilità, bisognerà valutare obiettivi e contenuti e se vogliono insistere sugli inceneritori, su nuove trivellazioni. Bisognerà fare un percorso in cui si potrà ristabilire pari dignità e autonomia”.

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Con Letta di ritorno a Parigi e con un nuovo leader in casa Partito Democratico, potrebbe esserci un ritorno di fiamma dell’alleanza giallorossa. Il j’accuse di Conte nei confronti del pisano è tranchant: “Nel Pd volevano realizzare un progetto politico con Di Maio e Tabacci, con Calenda, Carfagna, Gelmini, Fratoianni, Bonelli. Con tutti. Sono rimasto sconcertato da Letta che ha detto che non farà un governo con Fratoianni e Bonelli. È scioccante la spregiudicatezza di questo gruppo dirigente”. Partita apertissima, Giuseppi aspetta la caduta di Enrico.

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